Luca Zaia. Tre italiani su quattro non vogliono gli Ogm

di Mariella Commenta

 Rispettiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ma ricorreremo in tutte le sedi. Faremo opposizione anche perché siamo convinti di rappresentare fino in fondo il volere dei cittadini. E tre cittadini su quattro, in Italia, non vogliono gli Ogm. Le argomentazioni a favore sono semplici: la prima è quella in base alla quale l’ agricoltura italiana ci guadagnerà di più. Ma l’ esperienza internazionale ci dice che dove si piantano e si coltivano OGM. In realtà, questo non avviene. Non si può pensare di far fronte ai costi di un cinese che è pagato 5 euro al giorno, o di un indiano che è pagato 3 euro al giorno utilizzando gli OGM. Queste sono bugie. La verità è un’ altra: la vera sfida per la nostra economia agricola è quella della tracciabilità e dell’ origine. Cioè dare un nome e un cognome alle produzioni.

Il mondo scientifico è spaccato a metà sugli Ogm, se siano innocui o meno. Ricordo che la Germania nell’ aprile scorso ha sospeso un tipo di mais perché aveva dato problemi alle cavie di laboratorio. Coltivare Ogm significa consegnare il grande patrimonio dell’ agricoltura, ovvero il seme, alle grandi multinazionali. Un contadino mi ha detto: “Pianteremo semi che non daranno vita a semi”. Questo vuol dire che dovremmo tornare in laboratorio a comprare i semi.

E poi l’ Italia, con i suoi 4500 prodotti tipici, culla della biodiversità, del mangiar bene, della storia, dell’ identità dei territori, non può rimuovere questi valori.

www.lucazaia.it

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