Aula vuota per il No contro la violenza sulle donne

di Daniele Pace Commenta

La ministra delle pari opportunità, Elena Bonetti, lunedì ha parlato in merito all'argomento ma l'aula era vuota.

Oggi è come ben sapete la giornata mondiale per dire no alla violenza sulle donne. In questa giornata si ricordano tutti i drammi che spesso le donne devono affrontare durante la propria vita: da relazioni tossiche con violenze fisiche e psicologiche da parte di compagni, mariti, amici, padri, datori di lavoro ecc. In questa giornata c’è un solo ed unico grido ed è quello per dire NO alla violenza sulle donne. Peccato però che durante il discorso in aula per questa causa, i banchi fossero vuoti.

L’immagine è stata riportata sulla pagina instagram della nostra fonte articolo, la testata grazia.it che ha descritto tutta la vicenda. In pratica la ministra Elena Bonetti per le pari opportunità si è prestata in un discorso su quello che lunedì sarebbe dovuto essere il dibattito per promuovere una mozione contro la violenza sulle donne, nell’aula che dovrebbe ospitare 630 deputati, erano presenti solo in 8. Si fa presto a fare proclami da politicanti, ma poi sui fatti importanti e concreti la politica si mostra sempre debole ed in questo caso, ancor più grave, strafottente perché è assurdo che tutto ciò è avvenuto come se nulla fosse. La ministra vestita di rosso, colore che simboleggia questa giornata, ha pronunciato parole che sono eccheggiate in un’aula vuota “Le donne devono essere libere di poter denunciare e sapere che c’è uno Stato che accoglie le loro richieste d’aiuto e le protegge“. Come fa un Paese a prendere seriamente un tema così delicato quando questa immagine, che suo malgrado rappresenta perfettamente la solitudine che vivono molte donne lasciate sole con i propri aguzzini, rappresenta una classe politica che non fa ancora nulla per evitare queste situazioni.

Eppure il numero di femminicidi quest’anno è stato davvero alto, si parla di 108 vittime fino ad oggi, un numero allarmante perché c’è una media di 10 donne al mese morte perché non ci sono ancora i mezzi necessari per debellare questa piaga. Viviamo in tempi in cui sui social le vetrine sono spalancate e tutti si riempiono la bocca di belle parole, quando poi dovrebbero essere in quell’aula a compiere il proprio dovere per fermare questa piaga che infanga un Paese ed il mondo intero. Le pene in Italia per chi perpetra reati poco prima dell’omicidio, sono davvero ridicole e spesso inique a svolgere un servizio deterrente. Forse sarebbe il caso che anche noi ascoltassimo meno la politica quando spara stronzate e ci dedicassimo in prima persona alla cultura della gentilezza, perché se aspettiamo sta gente stiamo freschi.

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