Governo Draghi in trattativa con Intel per produzione Chip

di Daniele Pace Commenta

Intel è una nota azienda che si è fatta strada nell'hardware per computer grazie ai processori. Draghi in trattativa.

Potrebbe essere la volta buona che anche in Italia possiamo finalmente vantare una struttura importante come quella che potrebbe donare l’azienda Intel nota per la produzione di chip nel campo hardware tecnologico, soprattutto processori (CPU) per computer. Il Governo Draghi sta facendo accordi che potrebbero portare Intel ad aprire una struttura dedicata a questa produzione in Italia e considerando il progresso tecnologico, la questione potrebbe essere non da poco; come infatti suggerisce la cifra in ballo elevata.

Di che cifra parliamo? Come ben sapete per attivare una produzione del genere così importante bisogna mettere in campo molti fattori per fornire strutture adeguate e formazione sempre aggiornata. Infatti la cifra di cui si sta discutendo, che dovrebbe coprire i costi di questo accordo (semmai dovesse essere siglato) è di 8 miliardi di euro. La proposta tra il governo italiano ed intel è la costruzione di un impianto bello grande che cominci a produrre chip. Per l’Italia c’è in ballo il 10% destinato all’azienda statunitense di 80 miliardi totali, dunque quei famosi 8 citati prima. Parlando di cifre importanti, per portarla al termine parliamo di 10 anni di pagamenti che assicurerebbero profitti alle casse italiane che sicuramente ne necessitano (altro che 69 milioni).

L’Italia però non è l’unico Paese dell’Unione Europea in ballo ed infatti l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni comprovanti in merito perché stanno cercando di interfacciarsi anche con altre realtà. Ma non tarderà ad arrivare appena saranno concluse le trattative in maniera confidenziale. L’obiettivo dunque non appartiene solo all’Italia ma punta a trasformare l’Europa in una grossa produzione di semiconduttori che sicuramente non potranno surclassare Cina e Stati Uniti, ma si dovrebbe appropriare di una fetta pari al 20% del mercato mondiale entro la fine del 2030.

Speriamo dunque che il pressing del governo italiano convinca l’azienda a puntare sul nostro Paese che è pronto ad investire economicamente ed approvare leggi che garantiscano una produzione regolamentata nei costi di energia, occupazione e sostenibilità dell’investimento fatto. Dopo l’accordo dovrebbe esserci poi la fase della scelta di un sito adeguato dove costruire l’impianto che si occuperà anche di ricerca e design oltre che della produzione. Servirà un’area di 3milioni di metri quadri e le Regioni in contesa per ora sono Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto. Un successo del genere se fosse approvato e stabilizzato nel Sud Italia potrebbe portare ad una nuova rinascita che assicurerà anche l’occupazione nelle aree limitrofe e sappiamo quanto il Sud avrebbe bisogno di questo.

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