Pensioni: ecco cosa cambierà dal 2023

di Daniele Pace Commenta

Il governo Meloni ha già varato un piano pensioni che partirà dal 2023 tra aumenti delle minime e limature di quelle più elevate.

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Il governo di Giorgia Meloni ha varato un nuovo sistema pensionistico basato su sei fasce di reddito per adeguare le pensioni all’inflazione di questo periodo. Il provvedimento riguarda soprattutto quelle fasce che arrivano ad un massimo di 2.100€ lordi. Per chi percepisce una pensione maggiore, invece, potrebbe arrivare qualche stretta. Guardiamo dunque queste fasce.

Da 3 a 6 fasce di reddito

Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha firmato un decreto che partità dal 1 gennaio 2023 che stabilisce un adeguamento del 7,3% delle pensioni calcolato dall’Istat per l’inflazione. Archiviate dunque le tre fasce di reddito la rivalutazione del 100% è per i trattamenti fino a 4 volte il minimo Inps (538€ circa), 90% per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo e 75% per tutte le pensioni a 5 volte il minimo. In sostanza chi beneficia maggiormente di questo decreto sono le pensioni minime, che dal 2023 avranno una maggiorazione dell’8,8% ed arriverà al 10% per il 2024.

Nuovi importi

Parlando di importi, questa rivalutazione al maggioramento significa che nelle pensioni minime si può avere un bonus più alto rispetto a quelle di fasce maggiori. In base alle percentuali nel 2023 l’aumento sarebbe di 46€ netti superando quindi il minimo Inps fino ad ora. Per gli assegni fino 1000€ lordi l’aumento sarà di 73€ lordi quindi un totale di 950€ nel corso di tutto l’anno, al netto mensile il bonus dovrebbe essere di 52€. Fino a 1500€ ci sarà 75€ netto di aumento e quelle fino a 2000€ saranno 100€ netti.

Per chi supera invece la soglia di 4 volte il minimo Inps, quindi per gli assegni oltre i 2000€ l’adeguamento ai costi della vita scende dell’80% per chi è beneficiario di un trattamento tra le 4 e 5 volte il minimo, 55% per chi si attesta tra il 5 e 6 volte il minimo. Stretta maggiore per chi percepisce cifre ancora maggiori con un previsto 50% tra il 6 ed 8 volte il minimo, al 40% tra 8 e 10 il minimo e del 35% per i fortunatissimi che superano 10 volte il minimo. Parlando di cifre in euro le pensioni da 2.500€ lordi saranno rivalutate del 5,8% con una perdita di 40€ al mese rispetto all’anno in corso. Per le pensioni da 3.500€ al mese la perdita si attesta sui 108€ lordi. Per pensioni da 4.000€ lordi il taglio sarà di 118€ mensili, mentre sarà di 206€ lordi per gli assegni dai 5.500€. Per chi parte da 6.000€ la rivalutazione sarà solo del 2,6% ed avranno un incremento di 87€ al mese.

Insomma questo nuovo governo per far quadrare meglio le cifre ha pensato di limare laddove fosse possibile, con perdite che abbiamo letto essere irrisorie, quei fortunati che hanno una pensione elevata che supera i 2500€ mensili, quindi diciamo che il danno sarà minimo. Comprendiamo che magari la pensione sia stata guadagnata, ma bisogna pur capire che ad un certo punto i conti vanno fatti quadrare per tutti, se davvero ci debba essere un po’ di equità.

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