Fini e Schifani: “Taglieremo gli stipendi ai parlamentari”

di Mariella Commenta

Le indennità dei parlamentari italiani saranno adeguate in tempi brevissimi a quelle europee.
I Presidenti del Senato e della Camera, a proposito del taglio degli stipendi dei parlamentari, hanno precisato: ”Non corrisponde al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volontà del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.

In una nota Schifani e Fini comunicano ”di aver sollecitato il presidente Istat, Enrico Giovannini, a concludere nel più breve tempo possibile i lavori della commissione incaricata di studiare le indennità parlamentari in Europa per poter subito procedere al taglio delle indennità in Italia. Il Parlamento è consapevole della necessità di dare l’esempio in un momento di crisi come questo. E farà la sua parte”.
Il leader Udc Pier Ferdinando Casini in proposito avverte: ”Non siamo disponibili a difese corporative, pertanto gli adeguamenti ci saranno nei tempi previsti dal decreto. Chi più ha più deve dare. Entro il 31dicembre, nei tempi stabiliti dal Governo, ci devono essere i tagli anche per noi”.
Si è mobilitato tutto il mondo politico, scosso dalle polemiche dilagate sui media. Il leader Idv Antonio Di Pietro ha ribadito: “L’Italia dei valori ha presentato un emendamento che interviene sul trattamento economico dei parlamentari e ci auguriamo che, con senso di responsabilità, sia approvato”.
Baretta cerca di rasserenare gli animi riferendo che la commissione Giovannini probabilmente consegnerà il suo studio entro il 31 dicembre, come previsto: ”Nessuno ha chiesto rinvii, né si ha intenzione di concederne”.
Nella polemica interviene anche Guido Crosetto del Pdl, il quale parla di un clima di odio fomentato dalla stampa: “I giornali titolano e polemizzano sul nulla. La norma prevista nella manovra Monti è già legge. Già è previsto l’adeguamento, già è prevista la tagliola al primo gennaio. Non è più tollerabile per le persone oneste che hanno accettato di dedicarsi alla politica, uscire di casa, acquistare il giornale e sentirsi, in questo caso senza alcun motivo reale, insultati ed additati come bersaglio di un odio ormai irreversibile”.

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