Monti convoca i sindacati

di Mariella Commenta

 Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha convocato i sindacati per un incontro informale a Palazzo Chigi.
Scopo dell’incontro è quello di fare il punto sulla manovra, in particolare sulle misure per pensioni e fisco. In parlamento si continua a lavorare alle proposte di modifica alla manovra, ma non cambia il nodo delle coperture. I direttori di alcuni giornali hanno scritto a Monti, facendo presente che il taglio dei contributi all’editoria rischia di stoppare un centinaio di testate.

Il relatore Pier Paolo Baretta, riferendosi al gruppo che sta studiando l’equiparazione degli stipendi italiani a quelli europei, riferisce: ”Si va verso un emendamento correttivo della misura sugli stipendi dei parlamentari. La Commissione Giovannini deve portare a termine il suo lavoro, il punto è che il governo non può agire con un decreto, ma è il Parlamento che lo deve recepire”.
Massimo Corsaro, vice capogruppo del Pdl, risponde ai cronisti alla Camera: ”Io credo che si arriverà certamente alla fiducia. Si sta lavorando sulla possibilità di aumentare la soglia delle indicizzazioni e della detraibilità dell’Ici. C’è la disponibilità del governo a trovare le coperture. Ogni valutazione sarà fatta sulla base di queste due questioni: attendiamo di sapere dal governo quanto e dove trovare le risorse necessarie”.
Corsaro spiega che probabilmente si porrà la fiducia su un testo validato da tutta la commissione. Per quanto riguarda le risorse invece si sta riscrivendo la norma sui capitali scudati, mentre per aumentare la soglia dell’indicizzazione delle pensioni servono 2,4 miliardi e interventi di pari livello per innalzare la soglia di detraibilità dell’Ici sulla prima casa. Si sta lavorando per un emendamento in cui si stabilirà un tempo massimo entro cui la commissione presieduta Giovannini dovrà intervenire sul taglio degli stipendi dei parlamentari”.
A Cagliari il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ricordato che è stata istituita una commissione presieduta dal presidente dell’Istat per individuare una modalità che non si discosti troppo da quella già in atto negli altri paesi europei. ”Escludo – ha precisato Fini – che nel Parlamento ci possa essere un’azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il Governo ha inserito nel decreto: la riforma delle indennità e del trattamento economico degli stipendi dei parlamentari, adeguandoli alla media di quelli degli altri paesi europei”.
”Questa commissione terminerà il proprio lavoro nel più breve tempo possibile – ha continuato Fini – dopo le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori di questa commissione. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male, nel senso che non è possibile intervenire per decreto nell’ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere”.

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