Crisi, Napolitano preoccupato per confronto politico

di Mariella Commenta

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota sulla situazione economica, così si esprime:
”Nell’attuale momento la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Seguirò dunque attentamente gli esiti di tale confronto partendo dalla preoccupazione che non ho mancato di esprimere per gli andamenti dei mercati finanziari e dell’economia, nei loro termini generali e nei loro specifici aspetti italiani”.

Il ministro Giulio Tremonti incontra il Comitato per la stabilità finanziaria per analizzare la difficile situazione dei mercati, presenti Consob, Bankitalia e Isvap. La riunione assume particolare rilevanza in giornate in cui il mercato italiano si trova particolari difficoltà. Il comparto bancario, in particolare, appare sotto pressione, nonostante le ricapitalizzazioni dei maggiori istituti, la limitata esposizione verso i Paesi europei periferici e i buoni risultati ottenuti agli stress test.
Comunque la Commissione europea ha piena fiducia delle misure prese dall’Italia per fronteggiare la situazione, secondo quanto ha riferito la portavoce Chantal Huges, la quale rispondendo alle domande dei giornalisti, ha sottolineato: ”La situazione di Italia e Spagna è molto simile. I due Paesi stanno prendendo ”le misure necessarie” e stanno avviando le “riforme concordate”. La direzione generale Ecofin sta seguendo quotidianamente la situazione dell’evoluzione degli spread e “non ci sono prove di cambiamenti drammatici”.
Uno sguardo agli USA: l’accordo sull’aumento del tetto del debito pubblico Usa passa il primo traguardo al Congresso: il primo via libera è arrivato dalla Camera, con 269 voti a favore e 161 contrari. Poi toccherà al Senato e infine, con la firma del presidente Obama, l’accordo sarà legge, evitando così il default dello stato, previsto per il 2 agosto nel caso in cui il tetto del debito non fosse stato alzato. L’accordo quindi, se sarà approvato, aggira il rischio di un default, ma non quello di un abbassamento della valutazione del debito pubblico americano da parte delle agenzie di rating. In realtà, l’impatto della misura sull’economia, già fragile, desta non poche preoccupazioni.
Secondo il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, l’accordo è positivo per l’economia, in quanto evita altri danni. E intanto il presidente della Fed, Ben Bernanke, convoca una riunione del board per discutere di “politiche fiscali e di bilancio”. Gli osservatori sono convinti che la Fed dovrà aiutare ancora l’economia. Dal canto suo, Barack Obama ha rassicurato che “i tagli saranno graduali, non peseranno e ci consentiranno di continuare a effettuare investimenti in settori che creano occupazione”. Purtroppo le parole di Obama non convincono i mercati, e non a torto. Wall Street, dopo un balzo iniziale, procede negativa: l’indice Ism manifatturiero è sceso ai minimi degli ultimi anni. In questa situazione la ripresa sarà molto difficile.

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