Estero, attentato dinamitardo a Oslo, la polizia cerca i complici

di Mariella Commenta

 Il killer messo alle strette collabora, ma rischia al massimo ventun’anni
Breivick confessa: ”Ho fatto tutto da solo. Ho agito in completa solitudine, ho pianificato e portato a termine ”da solo” l’attacco dinamitardo nel cuore di Oslo e il massacro sull’isola di Utoya, uccidendo 93 persone”. Lo dice alla polizia che lo tiene sotto torchio, ma gli inquirenti sembrano determinati a non lasciare nulla di intentato e hanno lanciato una nuova operazione alla periferia di Oslo dove sono state fermate sei persone, subito rilasciate.

Il timore è che dietro al folle gesto di Breivick, che secondo l’ordinamento norvegese rischia al massimo 21 anni di carcere, si possa celare una rete di sostegno e di relazioni, che potrebbe provocare nuove violenze e atrocità. Il duplice attacco che ha fatto sprofondare nel terrore il Paese nordico è stato definito una ”tragedia nazionale” dal premier Jens Stoltenberg, una tragedia dalla quale ha garantito che uscirà un paese ”ancora più aperto, ma non ingenuo”.
Stoltenberg, durante la messa in ricordo delle vittime del massacro che si è tenuta nella cattedrale di Oslo, alla presenza della famiglia reale, degli ambasciatori stranieri e di migliaia di persone riunite nella piazza antistante, raccolte nel dolore insieme con il resto del Paese che ne ha seguito la diretta tv a reti unificate, ha detto: ”Tutto il mondo è con noi. Il mondo che, insieme con i norvegesi, assiste incredulo ora dopo ora all’agghiacciante svelarsi della follia che ha mosso la mano omicida di Anders Behring Breivik: in un memoriale di 1.500 pagine, un vero e proprio manifesto della sua crociata, Breivik ha stilato con spaventosa lucidità obiettivi e strategie”.
”Il documento è stato messo in rete un’ora prima dell’esplosione a Oslo e tre ore prima della carneficina sull’isola di Utoya, ma la sua preparazione risale al 2002 quando – secondo questo dettagliatissimo diario – ha cominciato ad ideare l’impresa, poi entrata nella ‘fase operativà nel 2009. Già allora era consapevole che sarebbe stato considerato ”il più grande mostro dalla seconda guerra mondiale in poi”, ma quello che lui si sentiva era ‘un eroe, salvatore del nostro popolo e della Cristianità europea, un distruttore del male e un portatore di luce’, scriveva.
”Per ora Breivik non tradisce la sua missione e chiede un processo a porte aperte, vuole essere presente in aula e dare le sue spiegazioni” ha detto il suo avvocato difensore (che ha precisato di aver avuto perplessità prima di accettare l’incarico). ”Domani Breivik comparirà davanti al tribunale che ne dovrà decidere la detenzione provvisoria. Sarà però il giudice a decidere se l’udienza si terrà a porte aperte o chiuse” ha detto il capo della polizia di Oslo, Sveinung Sponheim.

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