La legge sul Legittimo Impedimento non cambia

di Mariella Commenta

 Resterà una prerogativa del presidente del Consiglio, il quale se ne può avvalere come imputato e non come parte offesa, avrà diritto a un rinvio delle udienze giustificato da tutte le prerogative di un capo del governo (comprese le potestà di responsabile nazionale della Protezione civile o Autorità nazionale di sicurezza), ma non per più di 18 mesi. L’ opposizione, però, non concorda, perché, a sua avviso, il provvedimento è “incostituzionale e vìola il principio di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge”. Non sarà esteso ai sottosegretari o ai coindagati.

Il Legittimo Impedimento resta, quindi, uno scudo temporaneo per il premier e per i ministri di fronte alla giustizia, in attesa che il ministro Alfano ripresenti il suo Lodo, ma in forma di ddl di riforma costituzionale. Le modifiche annunciate al ddl da parte della maggioranza, inoltre, non favoriranno né i sottosegretari né i coimputati.

Tuttavia la legge in discussione al Senato recepisce una direttiva europea in materia di lotta alla criminalità organizzata e questo preoccupa il centrosinistra. Infatti, secondo le norme comunitarie il sistema di contrasto alle mafie è molto meno severo di quello attualmente in vigore in Italia. Infatti l’ articolo 2, per quanto riguarda il reato di criminalità organizzata, definisce mafioso solo chi “partecipi attivamente alle attività criminali dell’ organizzazione”. Secondo Giampiero D’ Alia, presidente dei senatori dell’ Udc, “verrebbe così eliminato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa“.

E un altro dato contrasta con il nostro sistema sanzionatorio: l’ art. 3 impone di armonizzare la normativa degli Stati Ue per quanto riguarda il trattamento sanzionatorio, stabilendo condanne comprese tra i 2 e i 5 anni, mentre l’ art. 416 del codice penale prevede pene comprese tra i 5 e i 15 anni di reclusione. La normativa Ue ha quindi limiti molto più bassi. Il 416 bis invece aumenta la pena minima a 9 anni. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd: “Non è possibile – osserva – ridurre l’ efficacia del sistema sanzionatorio oggi previsto. Pertanto si chiede lo stralcio della norma”

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