I magistrati contro il governo: dissenso sulla politica della giustizia

di Mariella Commenta

 L’ Associazione nazionale magistrati ha definito oggi le modalità con cui le toghe manifesteranno il loro “disagio”, ma anche il loro “forte attaccamento” alla loro funzione e alla Costituzione. Alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti di Magistratura Indipendente – guidata da Luca Palamara – che ha condiviso tutte le scelte, tranne quella di lasciare le sedie vuote quando parlerà il rappresentante del ministero della Giustizia. Questa iniziativa ha riacceso lo scontro tra toghe, governo e maggioranza.

“L’ Anm ha scelto di macchiare una giornata che è per i cittadini e per il loro diritto di avere giustizia“, accusa il ministro della Giustizia Angelino Alfano, secondo cui il sindacato delle toghe fa campagna elettorale per il prossimo rinnovo del Csm. Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi parla di una profonda e oltraggiosa lesione dell’ ordine costituzionale; il presidente dei deputati del partito Fabrizio Cicchitto parla di vulnus allo stato di diritto, mentre il portavoce Daniele Capezzone accusa l’ Anm di esprimere disprezzo per gli elettori.

Proprio in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’ anno giudiziario che si terranno sabato in tutti i distretti di Corte d’ appello, i magistrati ricorreranno a un mix delle proteste per manifestare il loro dissenso sulla politica della giustizia del governo. E non solo: in tutti i distretti giudiziari i rappresentanti dell’ Associazione nazionale magistrati leggeranno un unico severissimo documento per dire, innanzitutto al presidente del Consiglio, basta insulti e aggressioni e alla maggioranza stop a riforme distruttive, a “leggi prive di razionalità e di coerenza, pensate esclusivamente con riferimento a singole vicende giudiziarie e che hanno finito per mettere in ginocchio la giustizia penale in questo paese”.

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