“Messa in prova”, frenata del governo

 La novità nella bozza di disegno di legge sulla certezza dell’applicazione della pena predisposto dal Guardasigilli Alfano provoca malumori all’interno del governo. Il primo a frenare è proprio il Guardasigilli: «Niente indulti o amnistie», precisa Alfano che annuncia «approfondimenti» sul provvedimento. Altolà anche da La Russa, secondo cui il ddl Alfano sulla giustizia «è ancora tutto da esaminare».

Il testo prevede che, per i reati punibili con pena fino a quattro anni di carcere, gli incensurati fino al dibattimento possano chiedere di essere «messi alla prova» invece di rischiare la cella. Si sospenderebbe il procedimento a loro carico in modo che possano svolgere lavori di pubblica utilità. A conclusione di questo periodo, se il giudice potrà constatare la effettiva riabilitazione, il reato sarà estinto. In pratica, anche per svuotare le carceri, si intende proporre la detenzione come «extrema ratio», sostituendo la pena con le misure che tendano al recupero di chi abbia compiuto un reato.

Berlusconi in diretta tv attacca Di Pietro ed Epifani

 Il premier Silvio Berlusconi invita il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro, «a fare il suo dovere. Deve andare dai magistrati per denunciarmi. Se non lo fa lui, lo farò io querelandolo per calunnia». Intervenendo a ’Ballarò’, il presidente del Consiglio ha replicato alle accuse di Di Pietro sulla vicenda della presidenza della commissione di vigilanza della Rai.

«L’onorevole Di Pietro ha parlato di un certo modo di me – ha detto Berlusconi – accusandomi di aver tentato di corrompere l’onorevole Villari, tentato di corrompere l’onorevole Orlando e tentato di corrompere a suo tempo anche lui. Riccardo Villari non lo conosco, non l’ho mai incontrato nè prima nè dopo la sua elezione alla presidenza della commissione di vigilanza. Non ho mai chiesto un appuntamento all’onorevole Orlando. Mi è stato proposto di incontrarlo da un collega di Forza Italia, ma io ho rifiutato».

Veltroni (PD): Il Paese prima di tutto

 “L’elezione di Obama ha cambiato alla radice la storia politica che viene dal ‘900″. Walter Veltroni, nel suo intervento alla giornata di studi promossa dal Partito Democratico su elezioni americane e crisi finanziaria, parla del grande passaggio che la storia si trova ad affrontare: il memorabile voto americano, ora tanto carico di aspettative, e una crisi finanziaria ed economica dai risvolti imprevedibili e preoccupanti. Due eventi che, proprio perché così radicali e di segno opposto, possono rappresentare una reale cesura capace di determinare un nuovo tempo della storia.

Un tempo che si caratterizza dalla necessità , sottolineata proprio dall’esperienza d’oltreoceano, di “due grandi campi politici che diano risposte a questa società e non a quella del Novecento. Prima si comporranno “meglio sarà per l’Europa”. Da questo punto di vista il Partito democratico, sottolinea Veltroni, “è una grande forza democratica libera dai condizionamenti del passato che fa politiche anche più radicali” dei partiti tradizionali. Secondo il leader democratico dunque, bisogna saper “mettere insieme le energie migliori” che ci sono in campo capaci “di mettere a punto nuove risposte che devono caratterizzare due nuovi campi” politici. Questa è la scommessa del Pd: “costruire una grande forza democratica, libera dai condizionamenti del ‘900 capace ad esempio di fare politiche inclusive più libere. Perché la cosa peggiore non è la moderazione, ma il moderatismo del ‘900 in caccia di legittimazione”.

Caso Villari, l’Idv lascia la Vigilanza Rai

 Lo strappo era nell’aria. Leoluca Orlando e Francesco Pardi hanno annunciato le loro dimissioni dalla commissione di Vigilanza sulla Rai. I due rappresentanti dell’Italia dei valori hanno deciso di lasciare in seguito all’elezione di Riccardo Villari (Pd) alla presidenza della Vigilanza (elezione avvenuta con i voti della maggioranza e contro il parere del Partito democratico, che appoggiava invece Orlando). «Nonostante il distacco manifestato dal presidente del Consiglio – ha spiegato Orlando – egli ha pubblicamente pronunciato un veto verso di me e gli altri esponenti del mio partito. Rassegno le mie dimissioni dalla Vigilanza come contributo alla denuncia di una inaccettabile mortificazione del Parlamento e della commissione di Vigilanza». «Anche io – ha aggiunto Pardi – ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla commissione perché la vera vigilanza è ad Arcore»

DI PIETRO – Nella conferenza stampa, i capigruppo di Camera e Senato hanno annunciato che l’Idv «non procederà alla designazione di nessun altro rappresentante in commissione di Vigilanza». Il leader del partito, Antonio Di Pietro, ha poi spiegato che «non ci sarà nessuna resa dei conti con il Pd e con Veltroni», che invece ringraziano come il resto dell’opposizione. «Deleghiamo a Veltroni la ricerca di una soluzione condivisa se Villari si dimette, anche se ovviamente l’Idv non ci sarà».

Tremonti: Nel piano da 80 miliardi investimenti nelle infrastrutture

 Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che affiancava il presidente Berlusconi nella conferenza stampa di Washington, al termine del vertice G20, ha spiegato il piano di sostegno all’economia italiana da 80 miliardi di euro. Un ventaglio d’interventi che spazia dalle infrastrutture, al project financing, alle nuove tariffe autostradali collegate agli investimenti. La partenza del piano è imminente: l’appuntamento è fissato alla riunione del Comitato Interministeriale per la Politica Economica (Cipe) del prossimo 21 novembre.

“Stiamo lavorando e dobbiamo sincronizzare i nostri tempi – ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti- non solo con il G20 ma anche con il Parlamento. Pensiamo a un decreto. Il presidente Berlusconi ha già detto nei prossimi giorni ed è il tempo giusto per avere un decreto approvato in tempi e modi ragionevoli. Abbiamo molto apprezzato come il Parlamento ha votato nei giorni scorsi la Finanziaria senza la fiducia e su molte norme con il voto a favore anche dell’opposizione. Anche per rispetto a tutto questo i tempi parlamentari sono tempi per noi fondamentali.

Venerdì il CdM esaminerà il pacchetto di misure per rilanciare l’economia

 Arriverà venerdì prossimo sul tavolo del Consiglio dei Ministri il pacchetto di misure per il rilancio dell’economia allo studio del Governo, ma probabilmente per il varo bisognerà aspettare l’inizio della prossima settimana. Diverse le possibilità ancora aperte, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle famiglie: i tecnici del Ministero dell’Economia sono al lavoro sulle simulazioni per valutare i costi e scegliere all’interno di una rosa di interventi. La spesa complessiva dovrebbe essere di circa 3 miliardi di euro.

Tramontata l’ipotesi di una detassazione totale delle tredicesime, il Governo sta studiando un bonus fiscale una tantum per le famiglie meno abbienti. Certo appare invece il taglio di 3 punti percentuali dell’acconto Irpef di novembre (99% delle tasse pagate nell’anno corrente), che dovrà però essere restituito ad aprile. Stesso discorso per le imprese che beneficeranno di una riduzione degli acconti fiscali dell’Ires.

Vigilanza Rai, Villari a Veltroni: Al momento non mi dimetto

Non ci saranno dimissioni fino a quando non si arriverà ad una candidatura condivisa. Non cambia idea neppure dopo l’incontro con Walter Veltroni Riccardo Villari, il senatore del Pd eletto a presidente della commissione di vigilanza della Rai con i voti del Pdl. “Fino a che il partito non risolve l’impasse con una candidatura condivisa io vado avanti. Ho degli obblighi istituzionali”, ha detto all’uscita dalla sede del Pd. E ha reso noto che un passo in avanti c’è stato perché il partito democratico “ha chiaramente manifestato la volontà di un superamento della candidatura di Orlando. Quanto all’ipotesi di una sua espulsione dal partito, ventilata dal Pd, risponde: “Non esiste proprio”. E aggiunge: “Il Pd è casa mia, non me ne vado”.

L’atteso faccia a faccia con il segretario del partito democratico Veltroni e il vicesegretario Dario Franceschini non ha quindi portato quindi ad una soluzione della crisi apertasi nel Pd dopo l’elezione a sorpresa del senatore Villari alla presidenza della commissione di vigilanza della Rai.

Calderoli: Il federalismo è la ricetta per battere la crisi

 “Il tempo della ricreazione è finito e giovedì con la relazione del relatore sul federalismo fiscale partirà un vero e proprio appello alle forze politiche di buon volontà e di onestà intellettuale perchè si realizzi una riforma che va solo nell’interesse del Paese. Le motivazioni portate da chi vuol fare ammuina, o meglio Casini, per non fare il federalismo, sono proprio quelle per cui invece il federalismo va fatto. Il federalismo avrebbe comunque portato il bene del Paese, ma con la crisi economica internazionale diventa una soluzione obbligatoria, in quanto l’unico strumento in grado di ridurre la spesa pubblica, di ridurre la pressione fiscale e quindi di determinare una ripresa dell’economia è il federalismo fiscale. Il nostro motto sarà sotto il 40 il Paese campa, sopra il 40 il Paese crepa, intendendo per 40 il livello della pressione fiscale. Ora aspettiamo la proposta che il Pd porterà in campo questa settimana: abbiamo aperto il dialogo con chiunque abbia fino ad oggi dimostrato uno spirito costruttivo e continueremo a farlo.

Matteoli: In sei mesi via a strade, Mose e Ponte. Così rilanceremo il Paese

 “E’ un piano coraggioso che ridarà fiato alle imprese. Uno dei rischi, infatti, è di guardare alla crisi con rassegnazione: sta arrivando, poi passerà. E’ compito del governo dare fiducia alle aziende e coinvolgerle nello sforzo di rilancio”. Così il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta il piano d’azione anticrisi da 80 miliardi di euro che il governo si appresta a varare per far fronte alla crisi economica, dei quali 44 miliardi, divisi in due tranche, saranno destinati alle opere pubbliche, come ha lui stesso annunciato in due interviste al Giornale e il Messaggero.
“Stiamo parlando – spiega Matteoli – del Mose a Venezia, il raccordo Parma-La Spezie della Cisa, la Milano-Mantova, l’autostrada Civitavecchia-Livorno, la BreBeMi e poi una parte del Ponte sullo Stretto di Messina”.