Vigilanza Rai, Villari a Veltroni: Al momento non mi dimetto

di Mariella Commenta

Non ci saranno dimissioni fino a quando non si arriverà ad una candidatura condivisa. Non cambia idea neppure dopo l’incontro con Walter Veltroni Riccardo Villari, il senatore del Pd eletto a presidente della commissione di vigilanza della Rai con i voti del Pdl. “Fino a che il partito non risolve l’impasse con una candidatura condivisa io vado avanti. Ho degli obblighi istituzionali”, ha detto all’uscita dalla sede del Pd. E ha reso noto che un passo in avanti c’è stato perché il partito democratico “ha chiaramente manifestato la volontà di un superamento della candidatura di Orlando. Quanto all’ipotesi di una sua espulsione dal partito, ventilata dal Pd, risponde: “Non esiste proprio”. E aggiunge: “Il Pd è casa mia, non me ne vado”.

L’atteso faccia a faccia con il segretario del partito democratico Veltroni e il vicesegretario Dario Franceschini non ha quindi portato quindi ad una soluzione della crisi apertasi nel Pd dopo l’elezione a sorpresa del senatore Villari alla presidenza della commissione di vigilanza della Rai.

“Ho preso questa decisione, spero di riuscire a spiegarla al mio partito. Penso di non essere il problema, ma la soluzione. Se si trova un’altra soluzione condivisa, allora io non ho nessun problema” aveva detto nel primo pomeriggio arrivando alla sede nazionale del Pd.

Villari quindi mantiene la linea, ma il Pd ha più volte ribadito con fermezza le proprie posizioni. Se le dimissioni non arriveranno, il partito democratico avvierà le procedure per un procedimento di sanzione disciplinare nei suoi confronti: questa la linea confermata durante la riunione informale del coordinamento che si è tenuta questa mattina nella sede del partito. Dei provvedimenti da adottare, dice Luigi Zanda, vicecapogruppo Pd al Senato, presente al colloquio fra Villari e Veltroni, “ne discuteremo domani nel direttivo del Senato e nei vari organi del partito”. E aggiunge: “Personalmente ritengo che l’idea di fare per qualche settimana il presidente della Vigilanza, non dispiaccia a Villari”.

“Deve dimettersi o deve essere espulso, o la minoranza deve dimettersi in blocco dalla commissione”, ha detto senza mezzi termini Rosy Bindi in un’intervista oggi alla Stampa. “Noi del Pd – ha aggiunto – non possiamo prestarci a queste operazioni” che sono “un esempio di trasformismo”. “Diciamo da tempo – ha detto ancora Bindi – che dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che ci colpiscono alle spalle poi stanno sempre al centro”.

Il pressing sul senatore è intenso anche dal campo opposto: “E’ stato eletto legittimamente e sta mostrando una correttezza che nè il Pd nè l’Italia dei Valori hanno. Ovviamente noi tutti ci auguriamo che Villari non si lasci condizionare dai diktat di chi si sta comportando in maniera peggiore di qualsiasi regime dittatoriale”, dice Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e deputato del Pdl. E Francesco Storace minaccia di denunciarlo, in caso di dimissioni, per aver omesso il proprio dovere: “convocare la Vigilanza Rai per varare, finalmente, il regolamento per le elezioni in Abruzzo”, dice il segretario de La Destra.

www.repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>