“Il tempo della ricreazione è finito e giovedì con la relazione del relatore sul federalismo fiscale partirà un vero e proprio appello alle forze politiche di buon volontà e di onestà intellettuale perchè si realizzi una riforma che va solo nell’interesse del Paese. Le motivazioni portate da chi vuol fare ammuina, o meglio Casini, per non fare il federalismo, sono proprio quelle per cui invece il federalismo va fatto. Il federalismo avrebbe comunque portato il bene del Paese, ma con la crisi economica internazionale diventa una soluzione obbligatoria, in quanto l’unico strumento in grado di ridurre la spesa pubblica, di ridurre la pressione fiscale e quindi di determinare una ripresa dell’economia è il federalismo fiscale. Il nostro motto sarà sotto il 40 il Paese campa, sopra il 40 il Paese crepa, intendendo per 40 il livello della pressione fiscale. Ora aspettiamo la proposta che il Pd porterà in campo questa settimana: abbiamo aperto il dialogo con chiunque abbia fino ad oggi dimostrato uno spirito costruttivo e continueremo a farlo.
Matteoli: In sei mesi via a strade, Mose e Ponte. Così rilanceremo il Paese
“E’ un piano coraggioso che ridarà fiato alle imprese. Uno dei rischi, infatti, è di guardare alla crisi con rassegnazione: sta arrivando, poi passerà. E’ compito del governo dare fiducia alle aziende e coinvolgerle nello sforzo di rilancio”. Così il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta il piano d’azione anticrisi da 80 miliardi di euro che il governo si appresta a varare per far fronte alla crisi economica, dei quali 44 miliardi, divisi in due tranche, saranno destinati alle opere pubbliche, come ha lui stesso annunciato in due interviste al Giornale e il Messaggero.
“Stiamo parlando – spiega Matteoli – del Mose a Venezia, il raccordo Parma-La Spezie della Cisa, la Milano-Mantova, l’autostrada Civitavecchia-Livorno, la BreBeMi e poi una parte del Ponte sullo Stretto di Messina”.
Crisi, il governo pensa al taglio dell’acconto Irpef-Ires. Difficile la detassazione delle tredicesime
Niente detassazione delle tredicesime, che costa troppo. Ma una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori sono ora chiamati a versare il 97% dell’Irpef e le imprese il 100% dell’Ires. A secondo delle risorse, inoltre, questa misura potrebbe essere limitata ai redditi più bassi: le riduzioni ipotizzate sono infatti tra i 3 e i 4 punti percentuali che, se estese a tutti i contribuenti, potrebbero costare anche più di 2 miliardi. Sull’ipotesi, che per ora non sarebbe ancora stata definita nei dettagli, starebbe lavorando il governo in vista del varo del decreto per rilanciare l’economia in Italia, sostenendo la liquidità del sistema Paese, che poi si traduce in maggiori consumi e crescita.
CON UN OCCHIO AI CONTI – L’intervento avrebbe il pregio di aumentare le risorse degli italiani, ma anche di tenere i conti pubblici del 2009, quando comunque le imposte «a saldo» andranno pagate. Ma sul piatto degli interventi che si stanno delineando – che arriva ad 80 miliardi con gli interventi previsti per il rilancio degli investimenti, per la garanzia del sistema creditizio, e per il rifinanziamento dei consorzi Fidi in favore delle Pmi – potrebbe arrivare anche qualche alleggerimento legato all’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive che viene pagata da imprenditori e imprese.
Brunetta: I fannulloni sono stati sempre difesi dalla sinistra sindacale
“Quanto nervosismo sui fannulloni a sinistra. E’ bastata una frase e ’apriti cielo’” . Cosi’ il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha risposto alle polemiche. “Se e’ vero che i fannulloni non sono ne’ di destra ne’ di sinistra ma si sono sempre configurati come una categoria eterna dell’opportunismo lavorativo, e’ altrettanto vero e dimostrato che un certo sindacalismo di sinistra ha sempre difeso i fannulloni anche quando questi erano indifendibili. E’ altresi’ vero che il sindacalismo di sinistra ha sempre rifiutato la meritocrazia, il controllo gerarchico, quello di produttivita’, premiare i migliori, punire gli opportunisti. Ribadiamo se i fannulloni non sono ne’ dei destra ne’ di sinistra, certamente i loro difensori si trovano nella sinistra sindacale piu’ o meno estrema.
Vertice G20: Piano d’azione per ridare fiducia ai mercati e Doha round entro fine anno
Il G20 ha adottato un piano d’azione per ristabilire la fiducia sui mercati. È quanto si legge nel comunicato finale della riunione di Washington. Fissato nel documento anche un nuovo appuntamento per i capi di Stato e di Governo che si riuniranno nuovamente entro il 30 aprile 2009 “al fine di verificare la messa in atto dei principi e delle decisioni” sulle quali hanno convenuto nel vertice odierno. Nel documento è ribadito il no al protezionismo e il sì alla chiusura entro l’anno delle trattattive del Doha Round. Il G20 ha convenuto sulla necessità di “proposte concrete per la sorveglianza, la trasparenza e la regolamentazione dei mercati”.
I leader del G20 hanno raggiunto un accordo sulle misure immediate che dovrebbero essere prese o considerate per ripristinare la crescita e sostenere le economie dei paesi emergenti. Si tratta, in particolare, di “continuare a intraprendere le azioni necessarie per stabilizzare il sistema finanziario: riconoscere l’importanza del supporto della politica monetaria e dell’uso di misure fiscali” per la crescita; fornire liquidità; assicurare che il Fondo Monetario internazionale, la Banca Mondiale e le altre istituzioni finanziarie abbaino sufficienti risorse per assistere i paesi in via di sviluppo colpiti dalla crisi.
Berlusconi dal G20: Un sostegno alle banche è indispensabile
“Non ci sono ricette miracolistiche in questo G20, ma un intervento sulle banche e’ fondamentale”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, al termine della cena offerta alla Casa Bianca da George
Gelmini: Sono orgogliosa del decreto approvato
“Sono orgogliosa del decreto legge approvato nel penultimo Consiglio dei ministri”.
Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che ha difeso, parlando dinanzi ai giovani dei Circoli del Buon governo a Montecatini, le misure adottate. “Un provvedimento molto snello, fatto di soli tre articoli, servira’ a fare un primo passo verso il cambiamento. Il nostro obiettivo e’ una riforma universitaria che punti ai meriti degli studenti e alla funzionalita’ dei corsi”. Per quanto riguarda la grave crisi economica che non soltanto l’Italia sta affrontando il ministro dell’Istruzione ha ribadito che “il governo non vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma dobbiamo trovare ugualmente le risorse per assegnare 180 mila borse di studio, cosa mai fatta fino ad ora. Chiederemo un piano di rientro per le sedi universitarie distaccate, ma creeremo nuove residenze per gli studenti a costi adeguati”.
Tra gli applausi della platea, la Gelmini ha spiegato che la filosofia che ispira il governo “e’ quella di premiare i migliori e far funzionare le universita’. Siamo passati dalle parole ai fatti. Alla ricerca non verranno piu’ assegnati fondi a pioggia, ma in base alla qualita’ del lavoro svolto”. Serve dunque una nuova riforma per migliorare la qualita’ del sistema della formazione. Ma per raggiungere questo obiettivo il ministro ha sottolineato il bisogno di una razionalizzazione dell’uso delle risorse, perche’ “il diritto allo studio non si attua con l’Universita’ sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti, ma scegliendo di proporre un’offerta formativa sulla base delle esigenze del mondo produttivo”, ricordando che “le risorse non sono mancate in questi anni ma sono state spese male”.
Berlusconi al summit del G20
”A questo summit a cui partecipano i paesi che rappresentano l’80% dell’economia mondiale e il 60% della popolazione affronteremo il modo per risolvere la crisi dei mercati che sta per
Epifani (CGIL): Una grande mobilitazione, il governo cambi le sue scelte e apra un confronto vero
“Un grande giornata di mobilitazione, un altro segnale al governo affinché cambi le sue scelte. E chi oggi non c’è sbaglia”. E’ il commento di Guglielmo Epifani sul grande corteo, circa 200mila persone, che ha attraversato il centro di Roma per la manifestazione nazionale dei lavoratori dell’Università e della Ricerca, promossa da Cgil e Uil contro i provvedimenti della ministra Gelmini. Il segretario generale della Cgil dichiara “ che il Paese ha bisogno di una vera riforma e che non si può contrabbandare per tale una politica di soli tagli che lascerebbe intatti privilegi e storture. Se invece il governo aprirà un vero confronto vedrà che siamo disponibili”. Anche il segretario generale della Slc Cgil, Mimmo Pantaleo, dal palco di piazza Navona ha chiesto al governo “di cambiare passo e rotta perché solo a queste condizioni sarà possibile dialogare”.
Ufficiale: l’Italia è in recessione
Il prodotto interno lordo italiano nel terzo trimestre del 2008 è calato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2007. Lo ha comunicato l’Istat, precisando che si tratta di una stima preliminare. L’Italia è dunque in recessione tecnica perché è il secondo trimestre consecutivo che registra il Pil in calo congiunturale (-0,4% nel secondo trimestre, rivisto in peggioramento dalla precedente stima di-0,3%).
L’Italia non era in recessione tecnica dall’inizio del 2005. Si trattava però di una situazione non così negativa in quanto l’entità dei cali era molto inferiore: -0,2% congiunturale nell’ultimo trimestre 2004 e -0,1% nel primo trimestre 2005.