Emma Marcegaglia: ”Facciamo bene e subito le cose che dobbiamo fare con il dl sviluppo piuttosto che farcele imporre dall’Ue”.
Il presidente di Confindustria incalza: ”Da quello che sappiamo fino ad oggi, le cose di cui si parla sono deludenti. Non possiamo farci commissariare continuamente. Qui rischiamo che l’Europa ci imponga delle scelte, noi siamo un grande Paese, non possiamo farci commissariare continuamente dall’Europa o dagli altri Paesi. Quindi chiediamo che il decreto sviluppo venga varato nel più breve tempo possibile, che abbia all’interno riforme serie e non piccole cose. Chiediamo al governo di non fare piccole cose e avere il coraggio di fare grandi riforme e non farsi bloccare da fini elettoralistici”.
Attualità
Berlusconi: i cittadini devono scegliere i candidati
Il presidente del Consiglio, parlando del governo, si dice sicuro della sua stabilità.
E precisa: ”Sono riuscito a durare cinque anni la prima volta e penso anche questa volta. Semplicemente grazie alla mia personale autorevolezza e anche con il vostro aiuto”. Poi ha rivolto un complimento esplicito a Giorgio Napolitano: ”Quando c’è un Capo dello Stato intelligente e puntuale, come quello che abbiamo oggi, firma la legge che arriva dal Parlamento”.
Gheddafi ucciso, chiusa una pagina drammatica della storia
Si era nascosto in una buca a Sirte. Il suo ultimo grido ai ribelli: “Non mi sparate”
Il ”Leader della rivoluzione” si faceva chiamare Muammar Gheddafi, da quando nel 1969 salì al potere. E se una rivoluzione lo portò al potere, oggi è stata ancora una rivoluzione a fermare la fine di 42 anni del suo potere assoluto, della sua dittatura. Il premier del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico, Mahmoud Jibril così ha confermato la fine del rais: ”Gheddafi è stato ucciso. Aspettavamo da molto tempo questo momento”.
Monito Napolitano: subito riforme per la crescita
Giorgio Napolitano: ”Chiedo una netta assunzione di responsabilità. E sottolineo la necessità di mettere al centro la disoccupazione e le frustrazioni dei giovani. Non posso tacere la mia angustia poiché le condizioni non si sono finora verificate. È il momento di abbattere a ritmo sostenuto il muro del debito pubblico. Le riforme sono impellenti, ciascuno faccia la sua parte, anzitutto il governo”.
Decreto Sviluppo, imprese a Berlusconi: sì dl, ma niente soldi
Le associazioni delle imprese in una lettera al premier Silvio Berlusconi: “L’Italia ha mezzi e risorse per risalire la china ma il tempo è scaduto”.
Il nuovo appello firmato da Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Abi e Ania: “La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell’Italia. È stato presentato un ‘Manifesto delle Imprese’ con proposte tese a favorire la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese. Ad oggi, nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e nessun dialogo è stato aperto. Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese”.
Scontri a Roma, Maroni: ”Ora nuove misure legislative”
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni oggi in Senato annuncerà una proposta per nuove leggi.
L’obiettivo è quello di consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato. Lo stesso Maroni lo ha riferito ai giornalisti: “Domani riferirò in Senato e devo dire che per una volta sono d’accordo con l’onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani”.
Indignati a Roma, ”cercavano di uccidere”
Maroni e La Russa, sulla manifestazione degli indignati, commentano: ”Cercavano di uccidere”.
I danni ammonterebbero a circa un milione di euro, secondo una prima stima del sindaco di Roma, Alemanno. Al vaglio degli inquirenti le posizioni dei venti fermati e dei 12 arrestati. Ferma la condanna delle violenze da parte di tutti i movimenti che hanno preso parte alla giornata di protesta che si è svolta con manifestazioni pacifiche in tutto il mondo, mentre monta la polemica politica su chi alimenta la violenza.
Governo, fiducia con 316 sì
La Camera ha confermato la fiducia al governo con 316 voti, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti.
Berlusconi dopo il voto di fiducia: ”Abbiamo sventato l’agguato che hanno tentato di portarci per non farci raggiungere il numero legale, secondo un trucco del più bieco vecchio parlamentarismo. Una fiducia a numeri pieni: abbiamo la maggioranza numerica e politica”. Il segretario del Pdl Angelino Alfano, dopo il voto di fiducia: ”Il governo esce rafforzato e prosegue nell’attività di governo e nelle riforme. Insomma, la maggioranza è certamente più forte”.
Berlusconi: ‘Fiducia o si va a elezioni’
Berlusconi non ha nessuna intenzione di fare passi indietro, piuttosto le elezioni.
Silvio Berlusconi lo ha ripetuto più volte nel corso del suo intervento alla Camera: un messaggio chiaro alle opposizioni, ai malpancisti ma anche a Napolitano. Tensione nel Pdl e preoccupazione di Berlusconi sui numeri, sul rischio di un ‘trappola’ o, quanto meno, di una fiducia risicata. Per questo motivo, ieri pomeriggio la maggioranza è stata impegnata in un susseguirsi di trattative e riunioni.
Napolitano a Berlusconi: ”Indichi lui la soluzione”
Giorgio Napolitano ha chiesto a Berlusconi di garantire se gli attuali gruppi parlamentari che sostengono il governo siano in grado di adempiere ad impegni imprescindibili come l’insieme delle decisioni di bilancio. Il Capo dello Stato si riferisce chiaramente alla bocciatura dell’articolo 1 della legge sul Rendiconto generale dello Stato, provvedimento definitivamente stoppato dalla Giunta per il Regolamento della Camera.