Governo, fiducia con 316 sì

di Mariella Commenta

La Camera ha confermato la fiducia al governo con 316 voti, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti.
Berlusconi dopo il voto di fiducia: ”Abbiamo sventato l’agguato che hanno tentato di portarci per non farci raggiungere il numero legale, secondo un trucco del più bieco vecchio parlamentarismo. Una fiducia a numeri pieni: abbiamo la maggioranza numerica e politica”. Il segretario del Pdl Angelino Alfano, dopo il voto di fiducia: ”Il governo esce rafforzato e prosegue nell’attività di governo e nelle riforme. Insomma, la maggioranza è certamente più forte”.

Gianfranco Fini: ”Il governo Berlusconi è pienamente legittimato a governare perché oggi ha ottenuto due voti in più. Tuttavia se non apre gli occhi più che governare continuerà a galleggiare. Il governo morirà di fiducia e l’alternativa ora è rafforzata”.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Bisogna dare atto al presidente del Consiglio: il suo obiettivo è quello di andare avanti per qualche settimana ed arrivare allo scioglimento delle Camere e al voto nei primi mesi del 2012. Il voto è più vicino. Quella sulla fiducia è una vittoria scontata ma è una vittoria di Pirro perché nulla lascia presagire che da domani il governo riuscirà a governare”.
Il capogruppo Pd, Dario Franceschini, commenta l’esito del voto di fiducia: “Berlusconi è l’ultimo dei mohicani, l’unico a credere che 316 voti gli risolvano i problemi. È evidente che ad ogni voto di fiducia perdono pezzi. Noi ci proviamo ogni volta e loro per giorno avevano detto che erano 320, 322… ogni voto di fiducia calano di 1,2,3. Di questo passo non siamo molto lontani”.
Marco Beltrandi è stato il primo deputato radicale che ha votato. Dopo di lui ci sono stati gli altri voti radicali e 14 della maggioranza. ”I deputati radicali sulla fiducia al Governo Berlusconi hanno votato contro. Lo hanno fatto non appena è finita una riunione che si è resa necessaria dopo che Dario Franceschini ci ha comunicato – come se fossimo a sua disposizione – le intenzioni delle opposizioni di tentare di far mancare il numero legale”.
Il deputato radicale Maurizio Turco ha spiegato: ”Dopo aver discusso è stato deciso di partecipare al voto per gli stessi motivi per i quali avevamo partecipato ai lavori d’aula di ieri e cioè il rispetto delle Istituzioni e della funzione parlamentare. Come sempre, da sempre”.

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