Berlusconi, io avanti, voglio vedere chi mi viene contro

di Mariella Commenta

Silvio Berlusconi si mostra combattivo, ma non nasconde di essere preoccupato per il momento di grave crisi.
Vado avanti, mi presento davanti al Parlamento e agli italiani traducendo in atti concreti la lettera che ha avuto l’approvazione dell’Ue. E voglio vedere chi avrà il coraggio di venirmi contro, chi sarà così irresponsabile da non appoggiare il governo rispetto a leggi così importanti per il Paese e sulle quali abbiamo preso impegni precisi con l’Europa“.

Berlusconi ha parlato del Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Ha mostrato un grande equilibrio e si è comportato ancora una volta con me in modo assai affidabile, avendo a cuore il bene del Paese e con grande senso dello Stato. Il suo ragionamento è stato molto corretto. Comunque non ho alcuna intenzione di fare passi indietro e tantomeno di dimettermi. Io ho fatto tutto ciò che era possibile”. Ma non nasconde la “preoccupazione sulla possibilità che fibrillazioni ed eventuali debolezze della maggioranza possano in questo momento nuocere al Paese”.
Giorgio Napolitano è fermo nell’idea che le scelte necessarie e urgenti per superare la crisi non possono più attendere e dovrebbero essere largamente condivise: è necessario per rafforzarne la credibilità e l’efficacia. Per verificare se e a quali condizioni si può costruire l’auspicata convergenza il capo dello Stato ha avviato il giro di consultazioni informali che si conclude oggi. Dai primi colloqui è emersa qualche distinzione nel fronte delle opposizioni, con una posizione di Di Pietro che sembra diversa da quella di Bersani e Casini. Ed emergono anche veti incrociati forse insuperabili fra maggioranza e opposizioni.
E dopo il pesante tonfo dei BTP e delle banche italiane sui mercati e l’ultimatum dato al governo affinché assuma subito le “ormai improrogabili decisioni”, Napolitano ha continuato a sollecitare le misure richieste: l’attuazione delle manovre di luglio e agosto e il varo immediato di una parte dei provvedimenti preannunciati sabato scorso all’Unione Europea con la lettera di intenti.
Ma la domanda è, anzi le domande sono: ”Quali provvedimenti anticipare? Quali inserire nella legge di stabilità? Quali eventualmente rendere immediatamente esecutivi con un decreto legge?” Su questi temi il governo ha discusso ieri per tutto il giorno in vista del consiglio dei ministri. Fra l’altro si sono diffuse voci, provenienti dall’interno della maggioranza, secondo le quali gli uffici del Quirinale hanno sollevato obiezioni rispetto al decreto legge messo in cantiere dal governo. Le obiezioni sembra che non riguardino la scelta dello strumento decreto, ma gli effetti politici negativi che il varo di un provvedimento d’urgenza scritto in modo unilaterale dal governo, avrebbe sugli sforzi che il Quirinale sta facendo per costruire un largo consenso sulle misure che sono necessarie e dovute.

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