Tortosa concorda con Napolitano sui 150 anni dell’Unità d’Italia

di Mariella Commenta

 Il responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: ”È ora che la classe politica cominci a muoversi realmente per ricostruire il Paese, abbandonando quella visione egoistica che ha teso e tende a comprimere la nuova classe emergente”.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del pranzo al Quirinale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha presentato la fotografia di una Nazione profondamente cambiata, a partire dal vuoto lasciato dal fascismo, passando per gli straordinari passi democratici del Paese, fino ad arrivare ai problemi economici e sociali che attualmente inombrano il progresso italiano.
 
Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, ha espresso profondo assenso verso la riflessione di Napolitano, sottolineando l’importanza dei giovani per la crescita della Nazione: ”Il presidente ha ricordato l’importanza dei valori che hanno reso il nostro Paese una democrazia, puntualizzando allo stesso tempo sulle grandi disparità italiane, cause di una recessione economica e morale. Non si tratta di Nord e Sud, ma di chi ha governato in questi anni seguendo una concezione prettamente liberistica – spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, la quale ha portato all’inevitabile sopraffazione di alcuni potenti sui deboli”. 
Il capo dello Stato evidenzia il peso di problemi di fondo non risolti, di contraddizioni non superate e di squilibri e tensioni persistenti che intralciano i passi in avanti dell’Italia.
”Ringrazio Napolitano, lautamente applaudito, per il reale messaggio trasmesso al mondo – continua Tortosa -. Pensando alle elezioni amministrative della scorsa settimana, ci si rende conto che non sono i partiti ad aver vinto, bensì i giovani. Quanto è accaduto nelle piazze è straordinario, Pisapia e de Magistris sono stati testimoni di un importante avvenimento, le giovani generazioni hanno voglia e coraggio di cambiare le cose, rappresentano la vera rivoluzione culturale. È ora che la classe politica cominci a muoversi realmente per ricostruire l’Italia – conclude l’esponente del movimento extraparlamentare -, abbandonando quella visione egoistica che ha teso e tende a comprimere la nuova classe emergente. Bisogna dare spazio ad una nuova società, quella dei migliaia di giovani che chiedono di poter costruire un Paese migliore”.

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