Gian Luca Vignale: rifondare nuovo Pdl

di Mariella Commenta

 Il commento di Vignale dopo le amministrative: ”I risultati elettorali non lasciano spazio a dubbi: il PDL Piemontese, così come è stato costruito, non è stato in grado di rappresentare gli elettori del centro destra che in larga parte o si sono astenuti o non sono andati a votare o hanno premiato liste differenti dal Popolo della Libertà. Non intendiamo neppure mettere più in discussione le leadership regionali perché è oramai evidente il loro fallimento e perché oggi l’unica soluzione è rifondare un nuovo PDL in grado di diventare la vera casa degli elettori del centro destra.

È infatti evidente che l’incapacità di costruire, in più di tre anni, un partito radicato sul territorio, di rendere il PdL un attore protagonista nella vita politica piemontese unitamente alla mancata presa d’atto delle proprie responsabilità e all’assenza di una corretta analisi del voto (in Piemonte – salvo la Provincia di Vercelli – abbiamo perso tutte le amministrazioni precedentemente governate dal centrodestra) fanno degli attuali vertici piemontesi soggetti su cui non si possa costruire alcunché.
Non si può non fare una valutazione elettorale su come, mai come in questa occasione, gli elettori di centro destra abbiano premiato esponenti del PDL che anziché presentarsi sotto il simbolo del PDL hanno preferito creare liste civiche di area, intercettando in questo modo voti che altrimenti sarebbero andati persi.
Alcuni esempi: Lista Civica Più Chivasso, 15%, Progetto Per Pinerolo 11% , San Mauro Domani 12 %, ma anche lista Più Ciriè 8,80%, e gli esempi potrebbero essere ancora molti fino a Trecate dove addirittura ad andare al ballottaggio non è stato il candidato del PDL ma quello di una lista civica di centro destra Binatti Sindaco, 14, 61%.
È quindi necessario ricostruire una nuova casa del centro destra piemontese dove si possa far rinascere dalle ceneri della sconfitta un nuovo PDL che, non partendo da una classe dirigente imposta, sappia unire intorno a sé i valori, i progetti politici, il radicamento sul territorio, la democrazia interna e il dialogo costante con i cittadini. Solo in questo modo si potrà avere nella nostra regione una forza politica capace di diventare un punto di riferimento per cittadini, per i corpi sociali intermedi, per il mondo della produzione e per tutti i piemontesi.
D’altronde siamo convinti che in un partito dove vi è ancora chi, con responsabilità e coscienza, utilizzi ancora le dimissioni come strumento di rilancio e rinascita, si possa imparare dagli errori. Riteniamo, pertanto, che l’atto del Coordinatore nazionale, On. Sandro Bondi, sia un gesto di grande dignità e correttezza verso gli iscritti e gli elettori del Popolo della Libertà”.

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