Reggio Calabria. Silvio Berlusconi al Consiglio dei Ministri sulla mafia

di Mariella Commenta

Il Presidente del Consiglio parla delle misure contro mafia e criminalità. “Mafia, camorra e ‘ndrangheta – dice Silvio Berlusconi – sono una terribile patologia per il Paese, contro cui abbiamo già ottenuto risultati straordinari”. Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato un piano in dieci punti. Il premier ha lasciato ai ministri Roberto Maroni e Angelino Alfano il compito di illustrare le misure approvate, ricordando che al centro c’ è “l’ aggressione ai beni mafiosi” ed augurandosi “che finisca la brutta abitudine di fare fiction sulla mafia che hanno danneggiato l’ immagine del Paese”.

La strategia del Governo è dunque quella di colpire la mafia con il sequestro dei beni, che rappresentano il punto più sensibile dei clan. Per decreto sarà l’ Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati ad occuparsene. Per le altre misure ci sarà un disegno di legge. Maroni ha spiegato che l’ obiettivo “è rendere immediatamente utilizzabili i patrimoni sottratti alle cosche. Credo che nel giro di 15 giorni potremo tornare qui a Reggio per insediare l’ Agenzia”.

“Nei soli 20 mesi del Governo Berlusconi – ha ricordato il ministro – sono stati sequestrati 12mila beni, per un valore di circa 7 miliardi di euro”. Ha poi annunciato l’ intenzione di portare questo strumento italiano in tutta Europa, per creare una zona franca nel Vecchio Continente con il riconoscimento dell’ esecuzione dei sequestri dei beni in tutti i Paesi dell’ Unione, per bloccare gli agganci delle cosche oltre i confini nazionali. Ci sarà anche una mappa informatica sulla criminalità organizzata per favorire lo scambio di informazioni tra forze dell’ ordine e magistratura, il potenziamento della vigilanza sugli appalti e del contrasto alle ecomafie.

Alfano ha sottolinato l’ importanza di un’ altra misura del piano, il Codice delle leggi antimafia, cioè la raccolta in un testo unico dei principali interventi legislativi emanati in materia dal 1965 ad oggi. Ha poi sottolineato che “attualmente non esiste nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta: ma da domani, data di pubblicazione del decreto, che istituisce l’ Agenzia per la gestione dei beni confiscati, la ‘ndrangheta entra nella legislazione“. Il ministro ha poi citato la misura che introduce uno scudo assicurativo statale per le vittime delle estorsioni, in modo da dimostrare che i cittadini non vengono lasciati soli.

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