Piano Casa, trattative ancora in corso nella maggioranza

di Mariella Commenta

Il Presidente Berlusconi ha esposto al Consiglio dei Ministri le linee guida di un’ iniziativa legislativa, attualmente allo studio del Governo, finalizzata ad un rilancio dell’ attività edilizia e del tessuto urbanistico, nonché ad un incisivo miglioramento e rinnovamento del patrimonio edilizio non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici. L’ esame dell’ iniziativa al quale hanno partecipato tutti i Ministri esprimendo consenso e suggerendo proposte, è sollecitato anche dall’ esigenza di dare impulso al sistema economico. La discussione proseguirà nella prossima riunione del Consiglio.

Rispondendo alle domande dei giornalisti il Ministro Sacconi ha manifestato dubbi sullo strumento legislativo da adottare. La regolamentazione del Piano straordinario di edilizia potrà assumere infatti la forma del decreto legge o del disegno di legge. Il Piano Casa per l’ edilizia residenziale, iniziato col DL 112 / 2008, non ha avuto sbocchi significativi nella riunione del CdM del 13 marzo. Sono infatti ancora in corso le trattative all’ interno della maggioranza. Il piano si arricchirà molto probabilmente di nuove misure, che accomunano la soluzione dell’ emergenza abitativa alla possibilità di ampliamento data ai proprietari di immobili esistenti.

Il testo all’ esame del CdM riprende quello approvato dalla Giunta Regionale del Veneto, ma per la versione definitiva si dovrà attendere circa una settimana e la convocazione di un nuovo Consiglio dei Ministri. Quello del 13 marzo è stato un avvio della discussione, che si avvarrà di successive consultazioni con le Regioni. In base alle dichiarazioni del post riunione l’ intenzione sarebbe quella di votare e rendere operativo al più presto il piano di edilizia residenziale.

Gli argomenti su cui continuerà il confronto della maggioranza sono:

Alloggi a canone sostenibile
Il Governo si prefigge la costruzione di 20 mila nuovi alloggi prendendo in considerazione nuove realizzazioni, ricostruzioni e interventi di riqualificazione. Agli inquilini che vivono in case popolari è data la possibilità di riscattare l’ immobile a canone sociale, in modo da diventare proprietari dell’ alloggio occupato. Per questo obiettivo il precedente Governo aveva stanziato 550 milioni di euro. Attualmente il Cipe ha sbloccato 200 milioni, gli altri 350 saranno reperiti attraverso le prossime leggi finanziarie. L’ innovazione rispetto al passato consiste nel coinvolgimento dei capitali privati attraverso la promozione del project financing e dei fondi immobiliari.

Ampliamento immobili
La recente proposta, avanzata dal Presidente del Consiglio e già approvata in Veneto, prevede la possibilità per i proprietari di ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso. Per le costruzioni precedenti al 1989, con standard qualitativi inadeguati, sarà possibile un aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione. La soglia di ampliamento sale al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. È all’ esame la possibilità di rendere inedificabile l’ area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa.

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