Frequenze tv: UDC contraria, ma senza abbandonare l’aula

 Infuria lo scontro in Aula alla Camera sulla cosiddetta norma ‘salva-Rete4’.
Parte dell’opposizione ha tentato di far mancare il numero legale nell’Aula per rallentare l’esame del decreto legge sull’assolvimento di obblighi comunitari.
Tutti i deputati di Pd e Idv hanno infatti lasciato l’Emiciclo, mentre quelli dell’Udc sono rimasti al loro posto.
“Il ricorso all’ostruzionismo e all’abbandono dell’Aula è un metodo che si può usare solo in condizioni del tutto straordinarie e eccezionali, altrimenti si finisce per svilire il ruolo del Parlamento. Pur non condividendo e votando contro siamo presenti in Aula e ci resteremo”, ha annunciato nell’Aula della Camera il capogruppo dell’Udc Pier Ferdinando Casini. “Quella di abbandonare l’Aula – ha ribadito Casini – non può essere una prassi, soprattutto all’inizio di una legislatura”.

Cicchitto (PdL): I moderati si distinguano dai camorristi

“La decisione del sottosegretario Bertolaso di concordare, con i sindaci dei comuni piu’ direttamente interessati al problema delle discariche, di procedere ad una breve fase di approfondimento tecnico, dimostra che, differentemente da cio’ che afferma l’on. D’Alema, non ci si affida in modo esclusivo all’uso della forza”.

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Contro la norma “salva Rete 4” PD e Idv fuori dall’aula

 È tornata sui banchi di Montecitorio la norma “salva Rete 4” inserita la scorsa settimana dal governo Berlusconi nel decreto legge sull’assolvimento degli obblighi comunitari. per rallentare l’esame del provvedimento, ammesso dal Presidente della Camera definendolo “eccezionale” e che va contro la decisione della Corte Europea. Il partito Democratico ha tentato di far mancare il numero legale nell’Aula della Camera, ma mentre tutti i deputati di Pd e Idv hanno lasciato l’emiciclo, quelli dell’Udc sono rimasti sui banchi così alla prima votaizone il quorum è stato raggiunto.

Afghanistan, l’Italia pronta a cambiare linea

 L’italia in Afghanistan cambia strategia. “L’eventuale presenza dei soldati italiani nel Sud dell’Afghanistan dipenderà dalle esigenze operative, dalle richieste che ci faranno. Intanto, cercheremo di adeguare la nostra capacità di risposta, ma per esserci una risposta ci deve essere una domanda”. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri, Franco Frattini, al suo arrivo al Consiglio europeo Esteri-Difesa . “Stiamo parlando solo di una flessibilità geografica delle truppe”, ha aggiunto.

L’Italia è pronta a spostare le proprie truppe in Afghanistan: ”Parliamo comunque di una flessibilità geografica, cioè della capacità di un impiego operativo più rapido delle nostre forze, non di più uomini”, ha precisato il ministro. L’Italia ha circa 2.200 soldati in Afghanistan inquadrati nella missione Isaf della Nato, che ora sono impegnati a Kabul e nella regione di Herat.

Errani (Conferenza delle Regioni): sul federalismo fiscale c’è base unitaria

Prima del confronto istituzionale delle Regioni con il Governo e in particolare con il ministro Bossi sulla riforma federale, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, spiega lo stato dell’arte del lavoro preventivo finora svolto: “il lavoro svolto dalla Conferenza delle Regioni in materia di federalismo fiscale è una base unitaria, importante e condivisa, confluita poi nel documento di priorità per la XVI legislatura che abbiamo consegnato al Governo”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

In arrivo a Chiaiano i tecnici per le verifiche

 E’ una calma carica di tensione quella che si “respira” a Chiaiano. Dopo la tregua assicurata dal sottosegretario Bertolaso, la notte è trascorsa tranquilla nel quartiere napoletano. L’intesa prevede che martedì i tecnici autorizzati faranno le verifiche per stabilire se la zona è idonea per la nascita della discarica. Dopodiché seguirà un confronto con gli amministratori locali. I cittadini dell’associazione Insurghezia oggi decidono che posizione assumere. Nella notte altri roghi di cassonetti.

Martedì alle sette del mattino, quindi, i tecnici faranno il proprio ingresso nella cava di Chiaiano dove dovrebbe essere realizzata la discarica, per effettuare i carotaggi che consentiranno di stabilire se il sito è adatto.

PdL: I sindaci campani che si uniscono alle proteste si dimettano o vengano sciolti i Consigli

“I sindaci che pensano di scendere in piazza per assecondare la protesta della popolazione, devono scegliere: o si dimettono oppure il governo deve attivare il meccanismo che porta allo scioglimento del Consiglio comunale con decreto del Presidente della Repubblica. Esiste una terza possibilita’: che i sindaci campani, scesi in piazza nei giorni scorsi, rinsaviscano e tornino a svolgere il loro ruolo di rappresentanti dello Stato e di pubblici ufficiali”.

Rifiuti: Bertolaso sigla una tregua di 24 ore

 Dopo una riunione durata più di tre ore, Bertolaso e i sindaci hanno raggiunto un accordo per una tregua di 24 ore.
Martedì 27 maggio i tecnici dell’Arpac, della Asl e gli altri tecnici nominati dal commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania entreranno nel sito di Chiaiano per effettuare gli esami tecnici che faranno chiarezza sulla reale possibilità di realizzare una discarica da 700mila tonnellate nelle cave di tufo.
E’ quanto emerso dal tavolo convocato nel pomeriggio in prefettura a Napoli a cui hanno preso parte il sottosegretario per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, i sindaci di Marano, Salvatore Perrotta, quello di Mugnano, Daniele Palumbo, il presidente dell’ottava municipalità di Napoli, Carmine Malinconico, i rappresentanti del comune di Napoli, i rappresentanti dei comitati civici dei cittadini contrari alla realizzazione della discarica a Chiaiano.

PD: Chiudere la porta a fenomeni razzisti e xenofobi

Per Veltroni “il raid al Pigneto” è un segnale di allarme gravissimo: ora le indagini della polizia dovranno chiarire se si tratta di una aggressione di segno esplicitamente politico e nazista o di fenomeni di violenza dettati da intolleranza senza un preciso segno politico. In tutti e due i casi saremmo davanti all’emergere di fatti inaccettabili”.

Il leader del Pd auspica che “il rischio di un diffondersi di un clima di intolleranza va respinto con forza.”