Tenaglia (PD): Ennesima norma ad personam per Berlusconi

 La norma salva-premier fa parte degli emendamenti presentati dalla maggioranza al decreto sicurezza. Alla fine le indiscrezioni riportate dalla stampa sono state puntualmente confermate. I processi per reati commessi “fino al 30 giugno 2002” e puniti con pene detentive inferiori ai 10 anni, in corso di svolgimento e compresi tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento in primo grado “sono sospesi” per un anno.

Questo il “cuore” dei due emendamenti al Dl sicurezza presentati dai relatori Carlo Vizzini e Filippo Berselli. Emendamenti che prendono il nome di norma “salva-premier”. In buona sostanza essi fissano il limite di dieci anni di pena detentiva e la data del 31/06/2002 come discriminante per la sospensione dei processi in corso. Ciò significa che tutti i processi relativi ai casi in oggetto “vengono sospesi per un anno”, salvo, secondo chi ha letto l’emendamento, che “non sia l’imputato a chiedere al presidente del tribunale che il suo processo non venga sospeso”.

Sicurezza: E’ ancora polemica sull’impiego dei soldati

 “Resto convinto, in linea di massima che le forze armate vadano impiegate per i compiti istituzionalmente preposti. E soprattutto non svilite affidando loro soluzioni improprie”.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini commenta così, in un’ intervista a ‘Il Mattino’ la decisione del Governo di ricorrere all’esercito per fronteggiare le emergenze rifiuti e sicurezza.
“Capisco la situazione di emergenza – aggiunge – ma attenzione al rischio di militarizzazione che diventa normalità. Non è un problema ideologico, ma un richiamare ognuno ai propri compiti e non a quelli degli altri”.
Già ieri, il vicepresidente dei deputati Udc Michele Vietti aveva parlato di “un inutile spot pubblicitario”. “Attribuire funzioni di polizia alle Forze armate – aveva avvertito anche il capogruppo centrista al Senato Giampiero D’Alia – è un precedente grave e pericoloso” considerando anche “la diversa professionalità” del personale.

I commenti all’assassinio di Giuseppe Basile, esponente pugliese dell’Italia dei Valori

Ucciso nel cuore della notte a colpi di coltello. La lama è affondata nel torace fino a togliere la vita a Giuseppe Basile, esponente dell’Italia dei Valori pugliese. Basile era consigliere provinciale di Lecce e consigliere comunale di Ugento. Il corpo del sessantunenne è stato trovato per strada dai vicini, che rientravano nel cuore della notte. Basile era un imprenditore edile e viveva da solo, dopo che si era separato dalla moglie: era molto noto in paese, anche per la sua intensa attività di consigliere comunale di opposizione. Alle ultime elezioni parlamentari era anche stato candidato nella Lista di Pietro per la Camera, al settimo posto.
Secondo Carlo Madaro, ex magistrato ed esponente salentino dell’Italia dei valori, Giuseppe Basile aveva di recente subito un’intimidazione. A quanto riferisce l’ex magistrato, qualche mese fa Basile aveva trovato davanti a casa la testa mozzata di un animale. Circa tre anni fa – sempre secondo Madaro – a Basile era stata fatta arrivare una busta con un proiettile.

Pacchetto sicurezza: 2500 soldati per presidiare le città

Il ‘pacchetto sicurezza’ si arricchisce di un nuovo emendamento.
E’ stato infatti siglato un accordo tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e quello dell’Interno Roberto Maroni.
Il testo, che verrà presentato nei prossimi giorni, prevede l’utilizzo per sei mesi rinnovabili di 2.500 soldati per “azioni di pattugliamento e perlustrazione nelle città metropolitane”.
Ne ha dato notizia lo stesso La Russa in un incontro stampa a Bruxelles.

“Abbiamo discusso molto – ha detto il ministro – e ora abbiamo preparato un emendamento a quattro mani, io e Maroni, annunciato al Consiglio dei ministri. Il ministro dell’Interno, se lo vorrà, potrà avere a disposizione 2.500 militari”.
I soldati, ha spiegato La Russa, avranno qualifica di agenti di pubblica sicurezza, operando insieme a polizia e carabinieri.
In particolar modo, ha ipotizzato il ministro della Difesa, verranno utilizzati i militari che hanno avuto esperienze nelle missioni di pace sfruttando quell’esperienza guadagnata in Paesi dove hanno svolto compiti di polizia come in Kosovo o in Afghanistan.

Napolitano: Fuori dall’Europa chi minaccia di bloccarla

 862.415 irlandesi paralizzano l’Unione Europea. In Irlanda il “No” alla ratifica del Trattato Ue ha vinto con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del “Sì” e un’affluenza di poco superiore al 50%. Un numero di votanti inferiori alla popolazione di Torino che ora mette l’Europa di fronte all’incubo di una nuova crisi istituzionale. La doppia bocciatura di Francia e Olanda alla Carta costituzionale aveva spinto l’Unione a redigere il Trattato di Lisbona. Appena sei mesi dopo rischia di tramontare la riforma di cui l’Unione aveva bisogno, nonostante siano stati già 18 i paesi che l’hanno ratificato. Sulla bocciatura irlandese, si è pronunciato il presidente della Commissione Europea.

Consiglio dei Ministri: Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche che ha due punti di forza: arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni e ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione. Il provvedimento tiene in considerazione il diritto alla riservatezza tutelato dall’articolo 15 della Costituzione e i principi affermati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui la legge dello Stato deve garantire un’adeguata protezione della privacy, attraverso la definizione delle categorie di persone assoggettabili a intercettazioni e la natura dei reati; l’individuazione di un termine massimo per la durata delle intercettazioni e la tutela degli interlocutori che siano stati causalmente intercettati. Si riconosce altresi’ la responsabilita’ amministrativa della testata giornalistica intesa come soggetto giuridico. Altre novita’ consistono nell’introduzione del termine di durata massima delle intercettazioni, pari a tre mesi, e nella riduzione del numero dei reati. Le nuove limitazioni non si applicheranno, tuttavia, ai reati per mafia, terrorismo e altri reati di gravissimo allarme sociale.

Trattato europeo: l’Irlanda dice “no”

Dopo le prime indiscrezioni, la certezza: l’Irlanda boccia con il 56% di voti contrari il referendum sul Trattato di Lisbona, versione “alleggerita” della Costituzione europea già respinta nel 2005 da francesi e olandesi.
Il no ha vinto nella maggioranza delle contee.
Il che significa che, mancando l’unanimità, il documento non potrà entrare in vigore nonostante gli altri 26 Paesi dell’Unione europea l’abbiano approvato o si apprestino a farlo.

“Hanno vinto i no – ha dichiarato il ministro irlandese Dermot Ahern “Una vittoria per la democrazia”, ha gioito Declan Ganley, l’uomo d’affari fondatore del gruppo Libertas che ha guidato la campagna contro il Trattato.
“Il popolo irlandese ha mostrato coraggio e saggezza e ha mandato un messaggio forte al primo ministro Brian Cowen, che ora deve andare a Bruxelles e riferire il messaggio degli irlandesi, che vogliono democrazia e responsabilità per l’Ue”.