Tsunami sull’Europa: 6.000 licenziamenti, crollano le Borse

Nella finanza ormai globalizzata l’onda d’urto del fallimento di Lehman Brothers non poteva non abbattersi in tempo reale anche nel nostro continente. I primi ad essere colpiti sono stati i dipendenti europei, seguiti dai listini delle principali piazze finanziarie il cui inabissarsi è stato accompagnato dalle preoccupate dichiarazioni delle autorità economiche e politiche della Ue.

I posti di Lehman Brothers a rischio di rapida scomparsa in Europa sono ben 6mila (4500 nella sola City di Londra), di cui 140 in Italia (120 nella sede di Milano e circa 20 in quella di Roma). «Siamo tutti a rischio – ha spiegato un portavoce della banca d’affari da Londra – Di fatto la compagnia non esiste più, per cui temo proprio che finiremo per essere licenziati».

In aumento la fiducia in Berlusconi: Gradimento al 60%

 Decreto antiprostituzione, giro di vite sulla sicurezza e riforma scolastica: sono questi i temi che spingono in alto la popolarità della maggioranza. Gli italiani hanno più fiducia nel governo, ma soprattutto nel presidente del Consiglio. Ad affermarlo è un sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it. Due mesi senza attività parlamentare non scalfiscono il consenso di cui gode l’esecutivo, che aumenta del 2%. E segnano un aumento del gradimento per la figura di Silvio Berlusconi, che registra un incremento di cinque punti percentuali e tocca quota 60%. Sempre secondo l’istituto guidato da Antonio Noto, nello stesso periodo è calata la fiducia nei confronti del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, mentre rimane stabile l’Udc.

Alitalia: Ancora 48 ore

 La trattativa su Alitalia va avanti, riprende il confronto sui punti più controversi del piano Fenice, esuberi e contratti, e se ne riparlerà tutti insieme mercoledì o al massimo giovedì quando ci sarà un nuovo incontro tra governo, il commissario Fantozzi e Cai da una parte e i sindacati dall’altra. Tutte e nove le sigle, da quelle confederali a quelle autonome, Anpac, Up, Sdl, Anpave Avia. Così, mentre il ministro Scajola continua a ripetere che Alitalia è “formalmente già fallita” e il premier Berlusconi ospite di Vespa a Porta a Porta punta il dito contro i sindacati e la sinistra che fanno di tutto per far fallire una trattativa “la cui unica alternativa sono ventimila disoccupati”, Letta, Sacconi, Matteoli prendono tempo e in serata convocano prima la gli autonomi e poi i confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Vendola: Non fuggiamo di fronte al federalismo

 ”Non fuggiamo dinanzi al federalismo: anzi, vogliamo vedere le carte. Se non sono truccate, allora daremo il nostro contributo”. E’ questa l’opinione del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito del dibattito in corso nel Paese sul federalismo fiscale.
”Se il federalismo – ha sottolineato Vendola nel corso della Fiera del Levante – serve solo a riempire l’ampolla della secessione, io diro’ di No. Se sara’ il tema di una nuova unita’ del Paese, allora discuteremo. Se si spezza l’unita’ del sistema formativo non c’e’ piu’ l’Italia. Se si rompe l’universalismo dei diritti sociali, ci si condanna all’esilio nelle piccole patrie. Il ministro Calderoli almeno nei principi propone una traccia prudente. Bene. Discutiamo. Ma dateci le risposte che avete promesso sul finanziamento del Fondo sanitario nazionale”. ”E sappiate – ha aggiunto – che quel fondo va poi ridiscusso a partire dai parametri che lo regolano”.

”E’ difficile immaginare di fare le nozze con i fichi secchi. Di fronte a noi c’e’ una sfida importante, quella del federalismo e il Sud intende partecipare a questa sfida – ha ribadito Vendola – per dimostrare di essere capace di risanare le proprie finanze, di lottare con senso di responsabilita’. Il punto e’ capire, pero’, se si tiene in piedi il Paese”.

Berlusconi a “Porta a Porta” interviene su Alitalia

 «È il momento di chiedere senso di responsabilità a tutti quelli che indugiano e sembrano non sapere che l’ipotesi alternativa è il fallimento, 20 mila posti di lavoro in meno». Mentre il governo è ancora impegnato nelle trattative con i sindacati confederali e le sigle di categoria, il premier Silvio Berlusconi parla a ruota libera di Alitalia, nel corso della registrazione della prima puntata di «Porta a Porta», che come di consueto fa il suo debutto stagionale avendo ospite il presidente del consiglio di turno. «Mi auguro che ce la faremo – ha detto Berlusconi – e tutti se lo augurano».

«MENO ESUBERI» - Il capo del Pdl ha difeso le scelte strategiche del governo e spiegato che «questo piano industriale prevede la metà degli esuberi rispetto a quelli che prevedeva Air France e cioè 3.250 in totale». Brelusconi ha poi sottolineato la criticità della situazione e soprattutto la ristrettezza del tempo a disposizione: «Io non posso dire che è una questione di giorni, ma non è una questione di settimane. I soldi sono finiti e per alcuni è una questione di ore, io mi auguro di no, ma comunque è una questione di brevissimo tempo».

Gelmini: Da Veltroni argomenti strampalati per riacquistare un ruolo

 “Veltroni ribalta la realta’. Altro che riformista, e’ disperato e non ha piu’ un futuro politico, difende l’indifendibile: una scuola che non funziona a causa proprio dell’ideologia egualitaria della sinistra che ha inquinato la vita pubblica del Paese. Veltroni difende un sistema scolastico che ha rubato il futuro ai giovani della mia generazione. Pur di attaccare un governo il cui operato, anche per i provvedimenti sulla scuola, e’ apprezzato dalla stragrande maggioranza degli italiani, Veltroni mette insieme argomenti strampalati per tentare di riacquistare un ruolo che non ha piu’ all’interno della sua coalizione”.

Alitalia: Primo accordo, ma si continua a trattare

 Si sono riannodati nel corso della nottata i fili della trattativa su Alitalia tra governo, Cai (la nuova società disposta a rilevare la compagnia aerea) e i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Si è lavorato senza soste presso la sede del Ministero del Lavoro. Dopo il pessimismo dei giorni scorsi, c’è da registrare una prima dichiarazione soddisfatta del ministro, Maurizio Sacconi, “c’è una solida base di partenza per cercare di costruire il futuro della compagnia di bandiera. Si tratta di un passo avanti importantissimo”. Da parte sua, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha affermato che “da governo e azienda c’è la disponibilità a continuare il confronto. Senza ultimatum, possiamo continuare a lavorare fino a quando riusciremo a trovare un accordo”.

Conferenza delle Regioni: No a forzature propagandistiche sul federalismo fiscale

 ”Vedo un atteggiamento trionfalistico che non ha motivazioni”. Lo afferma, , il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che commenta le dichiarazioni con cui, da parte sopratutto governativa, si sta salutando il primo passaggio in consiglio dei ministri del testo di riforma del federalismo fiscale (Il testo è stato pubblicato sul sito www.riformeistituzionali.it ed è disponibile nella sezione economia del sito www.regioni.it). ”Deve essere chiara una cosa – aggiunge Errani – i problemi che abbiamo davanti non si risolvono con forzature propagandistiche”. “Abbiamo posto al Governo un problema di metodo: è infatti negativo che non si siano tenuti i necessari incontri con le Regioni e le Autonomie locali prima del varo in Consiglio dei Ministri della delega sul federalismo fiscale, secondo un percorso che pure avevamo concordato con il Ministro Calderoli.