“Si pone oggi l’esigenza di un rinnovato, consapevole ancoraggio alla Costituzione: esigenza che appare tanto più forte quanto più si avverta un pericolo di disorientamento della comunità nazionale, per l’indebolirsi della sua coesione e del suo tessuto ideale e civile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Venezia nel corso del suo intervento al Convegno ‘La Costituzione domani nel 60° anniversario della Carta fondamentale della Repubblica’. “La Carta del ’48 – ha aggiunto il Capo dello Stato – è sotto questo profilo una riserva preziosa su cui far leva, purché ci si impegni innanzitutto a ‘bucare il velo d’ignoranza che la circonda’: facendone conoscere e studiare il testo, facendone cogliere le virtualità e gli stimoli critici. E’ un impegno che deve assolutamente continuare, ben oltre il 60° anniversario della Costituzione repubblicana”.
“Della Carta del ’48 – ha proseguito il Presidente Napolitano – si deve però innanzitutto registrare – e questo non è un omaggio rituale – la tenuta e la vitalità di fronte all’urgere e al compiersi del processo di grande trasformazione e modernizzazione che l’Italia ha conosciuto nei decenni successivi. La Carta ha saputo presiedere a un tale processo, accompagnarne anche le molteplici tensioni, grazie, tra l’altro, alla saggezza e lungimiranza di formulazioni che vennero pensate in modo da poter risultare non chiuse ma idonee al recepimento di istanze e sollecitazioni poco o per nulla prevedibili al momento della definizione di quel testo”.
Matteoli su Alitalia: Amareggiato dal comportamento dei piloti
“Oltre che amareggiato, sono davvero stupefatto dal comportamento dei piloti che in un sol colpo rischia di far fallire Alitalia, di non salvare 1.550 loro colleghi, di perdere complessivamente 15.000
Cai ha ritirato l’offerta per Alitalia. «L’assemblea di Cai – spiega una nota – ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al commissario di Alitalia per l’acquisto di attivi dalla stessa posseduti». Impossibile, spiega la nota, allungare oltre la trattativa. «Ho avuto la conferma ufficiale del ritiro del piano da parte di Cai. La situazione é drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro», ha commentato il premier Silvio Berlusconi. «È certo – ha detto il Cavaliere – che ci sono pesantissime responsabilità soprattutto della Cgil e delle associazioni dei piloti, che valuteremo. E non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse». Duro commento anche da parte del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Il ritiro dell’offerta per la nuova Alitalia da parte della società Cai è la logica conseguenza dell’assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti».
“Dobbiamo recuperare il consenso di tutti i moderati che non si riconoscono nei valori di questa sinistra. Il Pdl non e’ soltanto un nuovo partito, e’ la nuova Italia. E’ un percorso storico per mandare avanti il grande progetto di un’unica forza politica, punto di approdo per democrazia e liberta’ che finora non era stato possibile conseguire”.
Aria di nervosismo in casa Pdl. Nonostante la crisi economica e sociale dell’Italia, il dramma di Alitalia, il leader del Pdl e Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, va all’attacco del PD e del suo segretario Walter Veltroni, Un nervosismo conseguente al discorso di Veltroni in chiusura della Scuola estiva del PD tenutasi nei giorni scorsi in Toscana, a Cortona, dove il segretario attaccava duramente le politiche del governo di centrodestra, poco interessate a sostenere le famiglie più deboli e come al solito volte a proteggere solo e unicamente gli interessi del premier .
Inizia alla Commissione Affari costituzionali della Camera la discussione sulla modifica della legge elettorale per le elezioni europee che si terranno nella prossima primavera.
Se la trattativa con i sindacati non va a buon fine, l’unica alternativa e’ il fallimento dell’Alitalia. Il governo ha dato garanzie ai 3250 che non avranno piu’ lavoro, un sostegno robusto che puo’ arrivare fino ad 8 anni con l’80% dello stipendio e dunque la possibilita’ di trovare un altro lavoro.