Si incrina il fronte del no: l’Anpav si dice pronta a firmare l’accordo quadro come già fatto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il via libera degli assistenti di volo al piano sembra aprire qualche spiraglio.
Nel dare la disponibilità a sottoscrivere l’accordo, l’Anpav ritiene però come condizione ineludibile l’invarianza salariale a fronte di un aumento della produttività nel rispetto della normativa vigente europea.
Ieri, durante il vertice a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta ha ribadito che la Cai rimane l’unico potenziale acquirente di Alitalia. Maurizio Sacconi.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha escluso l’ipotesi di nazionalizzazione, tacciandola da subito come “un’ipotesi assurda” e il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha sottolineato che sarebbe comunque un’ipotesi che verrebbe bocciata dall’Ue.
La speranza che la situazione volga al meglio è anche del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola: “Io mi auguro che ci possa essere chi nel mondo sindacale possa ripensare alle posizioni prese e chiedere a questo gruppo privato o ad altri di fare un’offerta, ma il percorso è segnato dalla legge che prevede che l’azienda è in liquidazione. L’augurio è che chi non avendo conosciuto abbastanza le cose o avendo sottovalutato il problema possa ripensarci e firmi quello che non è stato firmato prima”.
Non solo la conferma di un problema di pluralismo e di completezza che abbiamo più volte denunciato, ma qualcosa di più”. È quanto scrive oggi, in un articolo pubblicato sul sito di ‘Articolo21’, il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito alle ricostruzioni fatte ieri da alcuni telegiornali della vicenda Alitalia. Occasione, quest’ultima, “di una campagna mediatica senza precedenti che ha individuato la Cgil, ed il suo segretario generale, come la responsabile del ‘disastro’”, aggiunge il sindacalista.
“Si pone oggi l’esigenza di un rinnovato, consapevole ancoraggio alla Costituzione: esigenza che appare tanto più forte quanto più si avverta un pericolo di disorientamento della comunità nazionale, per l’indebolirsi della sua coesione e del suo tessuto ideale e civile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Venezia nel corso del suo intervento al Convegno ‘La Costituzione domani nel 60° anniversario della Carta fondamentale della Repubblica’. “La Carta del ’48 – ha aggiunto il Capo dello Stato – è sotto questo profilo una riserva preziosa su cui far leva, purché ci si impegni innanzitutto a ‘bucare il velo d’ignoranza che la circonda’: facendone conoscere e studiare il testo, facendone cogliere le virtualità e gli stimoli critici. E’ un impegno che deve assolutamente continuare, ben oltre il 60° anniversario della Costituzione repubblicana”.