Essere preso con le mani nel sacco, forse è questo che in mattinata faceva sembrare il premier pronto a fare un passo indietro quando, da Tirana, diceva di non avere nulla in contrario a cambiare la norma del dl anti-crisi che aumenta l’Iva per le pay-tv al 20%.
“Se la sinistra insiste perché si cambi questa norma, – ha detto il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa con il suo omologo Sali Berisha – io la prendo in parola e sono assolutamente d’accordo, purché si rispettino le normative europee”.
Ma dopo l’alt di Giulio Tremonti i toni cambiano e paradossalmente la colpa diventa dell’opposizione, dei quotidiani e dei loro vignettisti (!).
“Questa sinistra non ha alcun ritegno e non tiene vergogna. A promettere l’adeguamento dell’Iva sulle pay tv fu Romano Prodi. Questa è la sinistra da vergogna con cui abbiamo a che fare – insiste – se io fossi nei loro panni, me ne andrei a casa, se fossero coerenti andrebbero in Parlamento a dire di portare l’Iva al 10% per tutti ma, visto che non lo sono, non lo faranno”.
Poi è il turno dei direttori dei giornali: “Io Sky la capisco, ha avuto un privilegio, ma non capisco i giornali che invece di chiedersi come mai c’era un rapporto privilegiato nei confronti di Sky attaccano me, che vergogna! Politici e direttori di giornali come La Stampa e il Corriere dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa”.
“Quando Tremonti avra’ chiarito le ragioni del suo agire a proposito dell’innalzamento dell’Iva per le tv a pagamento, la sinistra ancora una volta perdera’ completamente la faccia di fronte agli italiani”. Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa a Tirana, a proposito della norma sull’Iva delle pay-tv :
Puntare al territorio per far crescere il PD. E’ questa la voce unanime che si leva da diversi esponenti del Partito Democratico. Enrico Letta lo ha ribadito nel suo intervento a YouDem.tv: ”Un partito romanocentrico non vincerà mai” ed é giusto promuovere invece un modello di partito ”con i piedi piantati sul territorio”.
”Il Governo ha varato il decreto legge che prevede alcune misure per fronteggiare la crisi e purtroppo Regioni ed Enti locali hanno potuto confrontarsi solo su alcuni e limitati aspetti”. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
“Si tratta di una sentenza assolutamente fuori dal mondo cioè fuori dal contesto storico nel quale viviamo e dalle esigenze di difesa sociale percepite dall’opinione pubblica”. Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, ha commentato la decisione della Corte di Cassazione di ridurre la condanna a 5 anni a una madre rom che portava i figli minorenni a fare accattonaggio. “Il Governo e il Parlamento lavorano per combattere lo sfruttamento dei minori rendendo con le leggi sempre più difficile questa pratica. I giudici della Cassazione vanno nella direzione opposta annullando precedenti sentenze di condanna. Ovviamente bisognerà leggere con attenzione le motivazioni, ma quello che trapela è incredibile. Come si può giustificare il comportamento di chi sfrutta i minori per l’accattonaggio sostenendo che in certe comunità è una pratica radicata? Chi arriva da noi – ha sottolineato Cota – deve rispettare le nostre regole e non viceversa. Queste sono le cose della giustizia che non vengono capite dalle gente”.
consumi di Natale. Il presidente Sangalli ha sottolineato che quest’anno “nonostante l’aria di crisi e le evidenti difficoltà non ci sarà un crollo dei consumi”. “Ciò è dovuto – ha precisato il presidente – a tre motivi: la consueta ritualità degli acquisti, una quota della tredicesima che viene destinata alle spese e infine il fatto che la distribuzione vende un prodotto su tre attraverso promozioni e offerte”. Infine, il presidente di Confcommercio ha espresso un parere positivo sull’iniziativa della Social Card messa in campo dal governo: “E’ un passo importante – ha concluso Sangalli- soprattutto per le famiglie più povere ma non è una misura risolutiva in senso generale”. L’analisi “tecnica” dell’andamento dei consumi di Natale è stata fatta dal direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella. Secondo Bella, “i consumi aumenteranno di un timido 1,1% che però in termini reali, cioè depurati dal tasso di inflazione, segneranno un -1/-1,5%. Complessivamente si spenderanno poco più di 8 miliardi (7,9 l’anno scorso)”. “Questo – ha spiegato Bella – è dovuto anche alla maggiore quota di tredicesima risparmiata che verrà accantonata in queste prossime feste natalizie. Verrà risparmiato infatti l’11,5% delle tredicesime, equivalente a 9,6 miliardi di euro, rispetto agli 8,6 dello scorso anno”.