Stupri: il governo dice stop

 Il governo, dopo la tragica serie di stupri a Roma, Bologna e Milano, pensa alle necessarie misure. L’ esecutivo lavora a un decreto per fronteggiare l’ emergenza, anticipando le misure già contenute dal ddl sicurezza approvato pochi giorni fa dal Senato. Fra le norme in esame, l’ impossibilità di concedere i domiciliari a chi si è macchiato di violenza sessuale e squadre di cittadini disarmati al servizio dei sindaci per controllare il territorio.

La strategia dell’ esecutivo
Dal Viminale trapela l’ intenzione di intervenire immediatamente, già dal prossimo consiglio dei ministri. Lo stesso ministro dell’ Interno Roberto Maroni comunica al sindaco capitolino Gianni Alemanno la strategia dell’ esecutivo. Nel decreto dovrebbe essere previsto l’ aumento dell’ organico della Polizia (compatibilmente con le esigenze di bilancio), il gratuito patrocinio per le vittime di stupri e la possibilità per i sindaci di utilizzare cittadini non armati per il controllo del territorio. Dovrebbe essere prevista inoltre per gli autori di violenza sessuale anche una stretta sulla certezza della pena, oltre all’ impossibilità di concedere gli arresti domiciliari a chi si macchia di violenza sessuale.

Intercettazioni: indagato Gioacchino Genchi

 Un italiano su dieci nell’ archivio Genchi. Anche per quattordici utenze fisse del Quirinale, Gioacchino Genchi, (ex) consulente tecnico dell’ (ex) pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, ha chiesto le intestazioni anagrafiche, per conoscere l’ identità, le generalità, il codice fiscale, il ruolo svolto da chi aveva la disponibilità di quelle utenze della Presidenza della Repubblica. Durissima la denuncia del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che all’ unanimità ha approvato e poi consegnato ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, una relazione sul cosiddetto archivio Genchi (lo stesso consulente ha ammesso nella sua audizione a palazzo San Macuto di aver trattenuto copia integrale del materiale). Il vicequestore Genchi ha sviluppato tabulati telefonici, schede anagrafiche, tracciati dei cellulari di molti cittadini apparentemente estranei all’ inchiesta giudiziaria, tra i quali anche parlamentari e soggetti che rivestono ruoli istituzionali.

È guerra fra i capi del Pd

 Odio, quasi, fra di loro. Non antagonismo o competizione. Saranno stufi di recitare la commedia della dialettica interna e delle posizioni differenti che sono il sale della democrazia. Nel Pd si contestano reciprocamente. E se prima si sfidavano lontano dai riflettori, ora esplodono a mezzo stampa e telecamera, con notevole disinvoltura.
Dario Franceschini, il vice di Veltroni, su Canale 5 dice a Bersani che “se si candidava tra due mesi era meglio”. E ancora, Franceschini informa che l’ altro papabile competitor di Walter, Renato Soru, “è talmente radicato nel rapporto con la sua terra che vincerà le elezioni e farà il presidente della Regione”. Sulla Stampa, invece, viene reso pubblico l’ennesimo scontro Bindi – Rutelli. I due non si sopportano e non perdono occasione per ricordarselo. Oggi è il turno della vicepresidente della Camera, che accusa Rutelli di avere usato anche lui il dramma di Eluana.

Cgil in piazza, a Roma, sotto il logo “unità anticrisi”

 Venerdì 13 febbraio sciopero generale dei metalmeccanici e dei lavoratori del pubblico impiego della Cgil. Fiom e Fp. Per otto ore hanno protestato contro la politica economica del governo per fronteggiare la recessione in atto. Ma anche per altri temi: dalla riforma sullo sciopero abbozzata dall’ esecutivo alla riforma del modello contrattuale chiusa senza la firma della Cgil, dalla politica sull’ immigrazione alla difesa della Costituzione.
E venerdì, sotto il logo “unità anticrisi”, hanno sfilato insieme, tute blu e ministeriali, in una manifestazione a Roma che per gli organizzatori si annuncia “partecipata”: la dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà, più salari, più diritti, legalità, recita lo slogan principale. Tre cortei hanno confluito nella storica piazza di S. Giovanni per ascoltare il triplice comizio finale dei leader sindacali, Gianni Rinaldini, Carlo Podda e Guglielmo Epifani, il segretario generale della confederazione di Corso Italia.

Crisi finanziaria, ma con prodotti griffati

C’ è ottimismo in Italia, nonostante la crisi. Aumento al 4% nei supermercati, ma secondo Centromarca, un’ associazione che raggruppa 200 aziende, sempre più famiglie scelgono prodotti di largo consumo

Piano anticrisi: no al bollo gratis

 Vale circa due miliardi di euro il pacchetto di aiuti all’ auto e ad altri settori industriali varato dal Consiglio dei ministri. Bonus di 1.500 euro per chi rottama e acquista un’ auto Euro 4 o 5. Obiettivo del provvedimento è quello di incoraggiare l’ acquisto di auto a basso impatto ambientale: le emissioni di CO2 devono essere inferiori ai 140 g/km per i veicoli a benzina e a 130 g / km per quelli diesel. È inoltre previsto un bonus di 2500 euro per l’ acquisto di veicoli commerciali leggeri in cambio della rottamazione di veicoli Euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 31 dicembre 2009 e un bonus di 1500 euro per auto a metano e idrogeno. Incentivi anche senza rottamazione per l’ acquisto di auto ecologiche di 1.500 euro per vetture a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni superiori a 120 g/km di anidride carbonica e di 3500 euro per auto a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni inferirori ai 120 g/km2 di CO2. Per l’ acquisto di auto Gpl il bonus è di 1500 euro se le emissioni di anidride carbonica sono superiori a 120 g / km2, di 2000 euro se sono inferiori a tale soglia. Questi bonus sono cumulabili a quello per la rottamazione. Aiuto statale anche per chi converte la propria auto: se si opta per il Gpl o per il metano, il contributo statale va da 350 a 500 euro (per Gpl) e da 500 a 600 (per il metano).

Matrix. Ridateci Mentana: dice Vittorio Feltri

 A due giorni dall’ annuncio delle dimissioni immediatamente accettate da Mediaset, Enrico Mentana rompe il silenzio. In una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri (che mercoledì titolava in prima pagina Ridateci Mentana) spiega lo svolgersi della vicenda. Nella lettera, pubblicata giovedì su Libero, il giornalista spiega che la sera della morte di Eluana non chiese di spostare in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello, ma che fece tre proposte: “Aprire nel programma una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’ era previsto, ma un’ ora prima, per poter trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Tutte e tre furono bocciate, spiega Mentana. E furono dimissioni.

Sanità sotto accusa: scatta l’ allarme corruzione

 Truffe nei settori della spesa farmaceutica – sanitaria. Dalla relazione del pg della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, emerge un quadro di mala amministrazione: sperperi dei contributi comunitari, opere edilizie incompiute, uso sconsiderato dei prodotti finanziari derivati, dipendenti pubblici che hanno intascato mazzette, consulenze indebite. Il 2008 è stato l’ anno degli atti di citazione in giudizio per un totale di circa 1 miliardo e 700 mila euro di danni e in 561 sentenze di condanna in primo grado.
La Corte dei conti condanna la gestione “allegra” della spesa in campo sanitario e farmaceutico, un terreno fertile, per il procuratore generale della magistratura contabile, per comportamenti truffaldini o comunque per lo sperpero di risorse pubbliche. Moltissimi gli illeciti denunciati: incarichi illegittimi al personale estraneo alle aziende sanitarie, doppi compensi percepiti dai medici di base, irregolarità sulla esenzione dai ticket, doppia o fraudolenta fatturazione della spesa. E non solo: il procuratore generale segnala anche il caso di patologie indicate in cartelle cliniche che, diagnosticate correttamente, avrebbero determinato un rimborso considerevolmente inferiore.