Perfetta sintonia sulle banche tra il ministro delle Riforme e il responsabile dell’ Economia. Bossi è d’ accordo per gli aiuti a condizione che servano alle imprese. Anche per Tremonti è necessario un sistema di controllo: “Non salveremo i banchieri falliti, ma le famiglie”, dice. Intanto è in programma per mercoledì prossimo l’ incontro tra il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, e i prefetti per l’ istituzione degli Osservatori periferici per il controllo del credito. “Lo Stato incoraggia e tutela il risparmio, disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Tremonti cita testualmente l’ articolo 47 della Costituzione, parlando a proposito del provvedimento per l’ istituzione dei bond patrimoniali a favore delle banche.
Estero. Hillary Clinton a Bruxelles: “Restiamo uniti, per costruire il futuro”
Prima visita del Segretario di Stato americano Hillary Clinton alle istituzioni europee. “Stati Uniti e Unione europea sono uniti nella loro visione del futuro, quello che vogliamo costruire insieme è
Casini: riserve sulla politica del nuovo segretario del Pd
Pier Ferdinando Casini può essere considerato un osservatore imparziale visto che occupa quel segmento elettorale che divide il Pdl e il Pd. Egli nutre più di una riserva sulla politica del nuovo segretario del Pd, Dario Franceschini. E ne spiega i motivi. Casini è convinto che quelli del Pd pensino che, se si arrivasse alla rivolta sociale, Berlusconi sarebbe spazzato via, ma si sbagliano, dice, perché un’ ondata del genere spazzerebbe via l’ intera classe politica e Casini, D’ Alema, Franceschini sono parte della classe politica come, se non più, di Berlusconi. A parte il battage mediatico, sembra che il “rimedio” Franceschini serva a poco. L’ ultimo sondaggio arrivato lunedì sulla scrivania di Berlusconi è impietoso. Si tratta di quei sondaggi che hanno centrato le previsioni nelle due ultime elezioni politiche e quest’ ultimo assegna al Pdl quasi il doppio dei voti del Pd: il partito del Cavaliere è al 42% (il premier ha un indice di gradimento del 64%), quello di Franceschini è al 22%.
Silvio Berlusconi: “l’ assegno per i disoccupati sarebbe una licenza a licenziare”
Il governo boccia la proposta del Pd di un fondo attraverso cui erogare sussidi per coloro che perdono il lavoro a causa della crisi economica, ma il premier illustra i motivi della sua contrarietà all’ assegno di disoccupazione e lo definisce una misura che equivarrebbe alla “libertà di licenziare”. Le aziende, cioè, in presenza di un “ombrello” protettivo garantito dal governo, potrebbero affrontare con maggiore leggerezza i ridimensionamenti dei propri organici in un periodo non particolarmente facile. A questo proposito, tuttavia, il capo del Pdl ha spiegato che la crisi esiste, ma è vissuta sui media in maniera più drammatica della realtà. “Considero dannoso, dice, che i media continuino a presentare la crisi come qualcosa di definitivo e tragico. È una crisi pesante, ma l’ aggettivo tragico è esagerato”.
Lega: tetto agli stipendi dei manager
Alla vigilia dell’ incontro tra le banche e il Tesoro proprio per parlare di aiuti di Stato, la Lega mette dei paletti e fa sapere, attraverso la senatrice Rosi Mauro, che la parola aiuto deve essere associata ad un contenimento delle retribuzioni dei manager: non più di 350 mila euro l’ anno. La proposta è stata presentata come emendamento al ddl sul lavoro collegato alla Finanziaria. L’ Abi, parte in causa, si chiude in un mutismo diplomatico, ma la politica – sia pur con varie sfumature – trova che ci sia una moralità intrinseca nella proposta della senatrice leghista.
L’ assegno di Franceschini: un boomerang
L’ assegno di disoccupazione per tutti è una carta che il leader del Pd ha giocato dopo l’ intesa tra governo e regioni rosse sulla tutela dei disoccupati delle Pmi: una mossa che non gli era andata giù. L’ ingresso del Pd nel populismo deciso e attuato da Dario Franceschini con la sua proposta “un assegno di disoccupazione per tutti” non è un bel segnale. Ma è il segno della debolezza di pensiero delle classi dirigenti dell’ opposizione. Perché la linea non è affatto di Franceschini, né della vecchia o della nuova segreteria del Pd. Il neoleader del partito si è limitato a far proprio e a rilanciare in grande stile, come sua prima proposta politica di rilievo, quanto da oltre sei mesi lo stato maggiore della Voce.info proponeva.
Le famiglie non giocano più: promesse non mantenute hanno spento entusiasmo e fiducia
“Oltre che sul nucleare il premier Berlusconi avrebbe fatto bene ad accordarsi con Sarkozy anche sulle politiche di sostegno alla famiglia che vedono la Francia molto più avanti. Nessun paese in assoluto riserva ai nuclei un trattamento di favore come quello applicato dai nostri dirimpettai”. Così dice Paola Soave, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, che con numeri alla mano dimostra i vantaggi tributari che quel paese riserva alla famiglia. In Francia una famiglia di quattro persone, con coniuge e due figli a carico e un unico reddito di 25.000 euro, non paga praticamente nessuna imposta, appena 52 euro. Insomma, sul quoziente famiglia non c’ è partita. Anche perché qui da noi il quoziente famiglia si è smarrito per strada, in modo del tutto incomprensibile e irragionevole a nostri occhi.
Il Medio Oriente è divenuto una questione europea
A caso o con precisi obiettivi Washington ha consentito alla decisione di invitare l’ Iran alla conferenza di Trieste, che ha per tema Afghanistan e Pakistan? Il presidente americano Barack Obama dimostra apertamente che la prima preoccupazione degli Stati Uniti saranno gli Stati Uniti stessi. Passata, infatti, l’ era dell’ impero americano, che aveva sostituito il lungo impegno internazionale degli Stati Uniti nella Guerra fredda contro l’ Unione Sovietica. E questo accresce l’ importanza del ruolo degli Stati europei, soprattutto di quelli mediterranei, nel conflitto del Medio Oriente. Essi, però, non hanno la potenza militare americana e quindi devono agire per la via della diplomazia e dell’ economia, impegnandosi, nella guerra contro il terrorismo, a prendere parte a una lotta non solo contro al Qaeda ma contro i talebani in Afghanistan e in Pakistan, mentre gli Stati Uniti hanno scelto con Obama di non definire più tra i fini della loro politica militare la guerra contro il terrorismo.
Il Senatore Fluttero (Pdl): “No al nucleare è il riflesso condizionato della vecchia politica ambientale”
Stupiscono i numerosi no al nucleare messi al voto in alcuni consigli regionali, come ad esempio Molise e Abruzzo. Le numerose manifestazioni di contrarietà al nucleare di questi giorni sono posizioni anacronistiche e superate persino da alcuni ambientalisti europei che riconoscono nel nucleare un’ energia con indubbi vantaggi per quanto riguarda la totale assenza sia di produzione di Co2 che di elementi chimici inquinanti, quali l’ ossido di azoto o le micro polveri.
Estero. Braccio di ferro Iran – Usa: gli ayatollah iraniani contro Obama
Duro attacco del leader supremo iraniano, l’ ayatollah Ali Khamenei, all’ indirizzo di Barack Obama, accusato di non rispettare le promesse di cambiamento e comportarsi come i suoi predecessori nel conflitto tra israeliani e palestinesi. Con un bellicoso discorso d’ apertura alla Conferenza internazionale sulla Palestina voluta dal regime di Teheran, Khamenei ha detto che Obama è avviato sulla stessa strada sbagliata di George W. Bush nel suo appoggio a Israele e ha definito lo stato ebraico un “tumore canceroso”. “Anche il nuovo presidente dell’ America, arrivato al potere con slogan che promettevano il cambiamento delle politiche di Bush, sta difendendo il terrorismo di Stato parlando di impegno incondizionato per la difesa di Israele”, ha attaccato l’ ultra – conservatore Khamenei, l’ uomo più potente nel regime degli ayatollah.