Umberto Bossi mette i paletti agli aiuti alle banche

di Mariella Commenta

 Perfetta sintonia sulle banche tra il ministro delle Riforme e il responsabile dell’ Economia. Bossi è d’ accordo per gli aiuti a condizione che servano alle imprese. Anche per Tremonti è necessario un sistema di controllo: “Non salveremo i banchieri falliti, ma le famiglie”, dice. Intanto è in programma per mercoledì prossimo l’ incontro tra il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, e i prefetti per l’ istituzione degli Osservatori periferici per il controllo del credito. “Lo Stato incoraggia e tutela il risparmio, disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Tremonti cita testualmente l’ articolo 47 della Costituzione, parlando a proposito del provvedimento per l’ istituzione dei bond patrimoniali a favore delle banche.

“Mai come in questo momento – ha detto Tremonti in un convegno a Busto Arsizio – è l’ articolo più importante della Costituzione; dobbiamo tutelare il risparmio ma anche controllare l’ esercizio del credito. Non pretendiamo che le banche smettano di fare le banche, ma devono fare qualcosina di più, e pensiamo che sia fattibile con questi nuovi strumenti. Per sorvegliare si attiveranno le prefetture della Repubblica attraverso gli osservatori periferici del credito che coinvolgeranno più soggetti”.

Tremonti ha poi aggiunto che bisogna salvare le famiglie, il lavoro, le imprese e la parte buona delle banche, ma non si può salvare i banchieri falliti. “Abbiamo dato i soldi alle banche non per loro – ha affermato il ministro delle Riforme, Umberto Bossi – ma perché li diano alle imprese”. Bossi concorda con Tremonti su un meccanismo di monitoraggio del credito affidato alle prefetture. E proprio su questo punto verterà l’ incontro di mercoledì tra Maroni e i prefetti, per l’ istituzione degli Osservatori periferici per il controllo del credito.

“L’ Osservatorio riguarderà tutto il credito – ha spiegato Tremonti – non solo le banche che hanno richiesto gli strumenti che i giornali chiamano “bond”, ma anche le altre. Non significa commissariare le banche, ma è una scelta di trasparenza e responsabilità. All’ Osservatorio si chiederà di fare una mediazione civile, una analisi dei casi e di tentare di trovare una soluzione. Nell’ Osservatorio saranno presenti associazioni di industriali, sindacati, camere di commercio, ci sarà anche la stampa. Non deve essere un tavolo di scontro ma di incontro, dove tutti insieme si cerca una soluzione. Se necessario potrebbe essere presente anche l’ Agenzia delle Entrate”.

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