Le famiglie non giocano più: promesse non mantenute hanno spento entusiasmo e fiducia

di Mariella Commenta

Le famiglie non giocano più“Oltre che sul nucleare il premier Berlusconi avrebbe fatto bene ad accordarsi con Sarkozy anche sulle politiche di sostegno alla famiglia che vedono la Francia molto più avanti. Nessun paese in assoluto riserva ai nuclei un trattamento di favore come quello applicato dai nostri dirimpettai”. Così dice Paola Soave, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, che con numeri alla mano dimostra i vantaggi tributari che quel paese riserva alla famiglia. In Francia una famiglia di quattro persone, con coniuge e due figli a carico e un unico reddito di 25.000 euro, non paga praticamente nessuna imposta, appena 52 euro. Insomma, sul quoziente famiglia non c’ è partita. Anche perché qui da noi il quoziente famiglia si è smarrito per strada, in modo del tutto incomprensibile e irragionevole a nostri occhi.

“Evidentemente la famiglia non tira più, altrimenti come si spiega il suo continuo essere trattata male. Il quadro è disarmante: l’ Italia ha deciso di privilegiare i single; papà, mamma e figli sembrano una formula superata, su cui non vale la pena di investire. Ma un paese che fa certe scelte, che non mette la lente di ingrandimento sulla famiglia, è destinato ad un veloce declino. Trattare la famiglia come una minoranza non dovrebbe convenire a nessuno, eppure per essa si sta facendo poco o niente”, dice ancora Paola Soave.

Il vice presidente è piuttosto irritato per la piega che si sta prendendo. “La politica vive una lontananza abissale dalla realtà, che a stragrande maggioranza è fatta di persone che scelgono di sposarsi e fare figli per assicurare un futuro e dare giovane linfa a questo paese fatto ormai solo di persone anziane. I politici, dal canto loro, quando ci ascoltano dicono che abbiamo ragione, poi però non nulla di apprezzabile. Il Bonus per le famiglie racconta con chiarezza che si tratta di una manovra che esclude i nuclei con prole”.

È un chiaro j’ accuse, supportato da un’ altra tabella: soltanto le famiglie con figli ben sotto la soglia della povertà possono contare su un aiuto dalla manovra. “Il forum aveva chiesto 2 miliardi di euro da distribuire tra assegni familiari per figli a carico e minor Irpef, tenendo conto dei carichi familiari. Alla prova è successo tutt’ altro: dei carichi familiari non importa niente, favoriamo single, pensionati e famiglie senza figli. Un disastro, ecco. Naturalmente il Forum ha provato in tutti i modi a premere per un emendamento in favore della famiglia con i figli attraverso una redistribuzione più attenta ai limiti di reddito. Invece ancora una volta ci è stato detto che ormai gli stampati per la richiesta del bonus con i requisiti penalizzanti per le famiglie con figli a carico erano già in distribuzione e che non si poteva fare in altro modo. Prendiamo atto. Tuttavia resta forte la convinzione di una solenne presa in giro”.

“Con il governo Prodi prima e adesso con l’ esecutivo Berlusconi non c’ è posto per decisioni politiche in favore della famiglia. Stiamo vivendo una gravissima crisi economica e le scelte governative sono andate in primo luogo alle lavatrici e alle automobili. Con l’ aggravante di un soccorso indifferenziato, senza alcun tetto. Per gli aiutini alla famiglia altro che tetti. Comunque contento Tremonti…”. Soave ricorda che in campagna elettorale era stato promesso di introdurre il cosiddetto quoziente familiare, il non facile sistema che permette di calcolare l’ imposta sul reddito in funzione delle persone fiscalmente a carico. “Ma invece di scelte virtuose che collochino la famiglia al posto che le compete la si gestisce con logiche assistenzialiste, tipo la social card”, continua Soave.

Le firme a Napolitano
Il Forum lo scorso novembre ha consegnato simbolicamente nelle mani del presidente Napolitano la bellezza di un milione e duecentomila firme sotto la parola d’ ordine di un fisco a misura di famiglia, che cioè si deduca dall’ imponibile una cifra tot per spese non tassabili. Quel famoso quoziente familiare che farebbe assai comodo, un po’ di ossigeno in una fase di prolungata apnea come questa, una opzione che significherebbe pure un vero e proprio passaggio culturale, quasi che l’ Italia fosse una repubblica fondata sulla famiglia. Com’ è andata sul colle? Soave precisa: “Il Presidente ci ha incoraggiato nella nostra iniziativa. Ci ha detto che la famiglia è la prima risorsa per un paese che vuole pensare con serenità al suo futuro. Anche esponenti della maggioranza e dell’ opposizione ci hanno testimoniato il loro convinto sostegno. Noi di certo non ci fermiamo. Intendiamo incalzare il governo che aveva promesso di attuare politiche di sostegno alla famiglia in questa legislatura. Attendiamo sviluppi, anche se fino ad ora i segnali sono per la quasi totalità negativi, se si esclude l’ abolizione dell’ Ici”.

L’ agenda del Forum ha cerchiato in rosso il 15 maggio, giornata internazionale della famiglia. Per quella data si lavora a una conferenza stampa a Roma con annessa tavola rotonda. Il tema è intrigante e provocatorio alquanto: il federalismo fiscale è in favore della famiglia? “Abbiamo invitato il ministro Calderoli e il presidente della regione Emilia Romagna Vasco Eerrani. Lo stato centrale offre alla famiglia poco o niente, capiamo allora se vi è una chance realistica per uscire dall’ imbarazzante situazione. E lungo l’ arco di quella settimana avremo incontri sul territorio per approfondire con politici, esperti del ramo e rappresentanti delle istituzioni la delicata materia. Oltre al governatore Roberto Formigoni, che ancora una volta si conferma battistrada e punto di riferimento politico – culturale su questioni calde che toccano la famiglia, abbiamo raccolto l’ adesione convinta a ragionare dei governatori di Liguria, Lazio e Puglia. Se questo rilancio sul federalismo fiscale dovesse fornire indicazioni confortanti per la famiglia dimenticata siamo pronti a dare battaglia”.

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