Berlusconi, subito legge intercettazioni e processo lungo

di Mariella Commenta

 Il presidente del Consiglio, durante l’incontro con Giorgio Napolitano, avrebbe parlato del caso Tarantini.
Ma nella riunione tra il Capo dello Stato e Berlusconi si è discusso soprattutto delle misure per la crescita. Berlusconi avrebbe confermato che i dati economici in suo possesso che riguardano l’Italia sono migliori rispetto a quelli prospettati dalle agenzie di rating e dai giornali. ”È in atto una speculazione alla quale il governo intende reagire con un piano per lo sviluppo”, avrebbe detto il capo di governo. Berlusconi ha quindi rassicurato Napolitano sui numeri in parlamento e sulla volontà di far uscire il Paese dalla crisi.

Il Presidente della Repubblica ha semplicemente invitato Berlusconi a valutare la tenuta della maggioranza per capire se è possibile andare avanti e varare le riforme necessarie per l’Italia. Si è parlato anche della successione di Mario Draghi a Bankitalia e si sono avviate le procedure per la nomina di Fabrizio Saccomanni.
L’opposizione intanto continua a chiedere le dimissioni di Berlusconi. Il segretario del Pd Bersani invoca un sussulto di dignità da parte di Berlusconi. ”Fare un passo indietro – diceva Bersani – sarebbe stato un modo per salvare la dignità del Paese ed esprimere consapevolezza della gravità della situazione”. Ma le cose non sono andate come sperava e il Pd si prepara a dare battaglia in Parlamento: Bersani è contrario a una mozione di sfiducia, perché favorirebbe l’arroccamento del centrodestra e una nuova opportunità per Berlusconi.
Antonio Di Pietro richiede le dimissioni prevedendo un peggioramento della già grave situazione: ”Prima che ci scappi il morto mandiamo a casa questo governo”, dice Di Pietro, provocando le proteste del Pdl e un grande imbarazzo nel Pd, specialmente tra chi non vede di buon occhio il patto tra Bersani, Di Pietro e Vendola. Il centrodestra interpreta le parole di Di Pietro non come l’espressione di una preoccupazione ma come un incitamento alla violenza.
Il vicesegretario Pd Enrico Letta commenta: ”La situazione è dura e drammatica. Ma proprio da quelle personalità che si vorrebbero candidare a costruire l’alternativa ci si aspetterebbero esercizi di buon senso. Così non è per le frasi di oggi di Antonio Di Pietro, inopportune e controproducenti”.
Dello stesso parere Dario Franceschini: ”Il linguaggio di Di Pietro non ci appartiene». Vendola non si sbilancia, ma inveisce contro il ”porcile istituzionale che investe il dibattito pubblico, il dibattito politico, il sistema informativo e che rischia di travolgere le Istituzioni.
Per l’Udc l’episodio è l’ennesima conferma dell’inaffidabilità di Di Pietro. Ferdinando Adornato in aula dice: ”È gravissimo e pericolosissimo evocare seppure in modo ipotetico scenari violenti”. Applausi dai deputati del Pdl.

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