Sì all’arresto di Alfonso Papa

di Mariella Commenta

 L’Aula della Camera ha concesso l’autorizzazione all’arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa con 319 voti a favore e 293 contrari.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ai cronisti che gli domandavano se la Lega avesse votato a favore della richiesta dei magistrati sull’arresto di Alfonso Papa, ha replicato: ”La Lega è coerente, ha votato per l’arresto, come avevamo detto”. Silvio Berlusconi – secondo quanto riferito da diversi presenti – nel corso dell’incontro a Palazzo Grazioli con i coordinatori regionali del partito a proposito del voto sull’arresto di Alfonso Papa, ha detto:

”Dobbiamo fermare il rischio di una ulteriore escalation di arresti preventivi da parte della Magistratura perché di questo passo si rischia di minare i numeri della maggioranza e di tornare al clima del ’92”.
Il Pdl vuole evitare l’arresto di Alfonso Papa, ma Fabrizio Cicchitto, il capogruppo alla Camera, si augura che il no all’arresto passi anche per l’esponente del Pd Alberto Tedesco con la richiesta dei ‘domiciliari‘. Al termine di una lunghissima mediazione con gli alleati la Lega conferma di volere l’arresto dell’ex pm indagato nell’inchiesta P4, ma annuncia di voler lasciare libertà di coscienza: un elemento fondamentale che dà dei margini a chi vuole stoppare l’arresto, soprattutto se sull’autorizzazione si voterà a scrutinio segreto.
Da più parti sono state consigliate a Papa le dimissioni. Pierluigi Castagnetti, presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio che ha votato a favore dell’arresto del deputato, dice: “Esiste, per chi è coinvolto in vicende che arrivano alla pronuncia dell’Aula sulla richiesta di arresto, la via delle dimissioni”. Ma Papa vuole andare al voto in aula.
A Palazzo Madama si voterà anche l’autorizzazione all’arresto del senatore Alberto Tedesco del Pd per corruzione.
Si parla di uno “scambio” sottobanco per salvare Tedesco, ma il Pd non ammette scambi politici e a Montecitorio non chiederà il voto segreto. Dario Franceschini del Pd: “Sarebbe bene che anche gli altri gruppi rinunciassero a chiederlo perché è evidente che se verrà chiesto sarà per coprire trucchi o falsità a cominciare dalla Lega che dopo avere cambiato dieci posizioni ora non sa come uscirne. I guerrieri padani si vogliono nascondere dietro il voto segreto”.
Ma neppure la Lega intende chiedere lo scrutinio segreto alla Camera: pur restando “favorevole” all’arresto, lascerà ai suoi libertà di voto. E questo vale anche per la richiesta d’arresto di Marco Milanese, l’ex braccio destro di Tremonti. E qualcuno vicino al ministro dell’Interno chiarisce: “Voteremo sì alla custodia cautelare anche per far capire chiaramente quale sarà il nostro atteggiamento con Milanese. Voteremo per tutti e due a favore dell’arresto. È bene che il ministro dell’Economia lo sappia…”.
Il Pdl in teoria sarà compatto per il no all’arresto del deputato che si è sospeso dal gruppo, anche se diversi parlamentari del principale gruppo di maggioranza hanno intenzione (meglio se a scrutinio segreto) di votare a favore dell’arresto per Papa.
Il presidente dei deputati della Lega Marco Reguzzoni risponde alle domande dei cronisti sul voto in Aula relativo all’arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa: “L’indicazione che darò al gruppo è favorevole all’arresto ma con libertà di coscienza. La Lega comunque non chiederà il voto segreto”.
Marco Milanese ha chiesto di fare accedere i Pm ai propri tabulati telefonici e alle proprie cassette di sicurezza, ma la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha rinviato il proprio pronunciamento di una settimana, su proposta del relatore Fabio Gava (PDL), che ha chiesto un rinvio per “approfondire le carte” inviate dai magistrati, annunciando che la prossima settimana presenterà un’unica relazione sui tre aspetti su cui è stata chiesta l’autorizzazione verso Milanese, e cioè l’arresto e l’accesso ai tabulati telefonici e alle cassette di sicurezza.
Le opposizioni si sono inutilmente opposte a questa richiesta, sostenendo che la Giunta si sarebbe dovuta pronunciare subito, e favorevolmente, all’autorizzazione ad accedere ai tabulati telefonici e alle cassette di sicurezza, specie perché lo stesso Milanese ha dato il proprio assenso. “Milanese – ha detto Marilena Samperi, capogruppo del Pd – ha dato la propria disponibilità perché ritiene che da tabulati e cassette possano emergere elementi a favore della propria difesa. Il diritto alla difesa dovrebbe prevalere su tutto”.

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