Esodo di Natale 2009 – 2010. Ripresa dei viaggi: voglia di evasione figlia della crisi e delle incertezze, ma anche i primi timidi segnali di ripresa

di Mariella Commenta

Il Cescat – Centro studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia – elaborando le previsioni degli operatori e integrandole con propri dati – stima che, tra vigilia di Natale e l’ Epifania, circa 580.000 milanesi hanno lasciato la città (oltre 3 milioni la Lombardia) passando fuori casa almeno una notte. Di questi, 230.000 hanno trascorso anche il giorno di Natale fuori Milano: gli altri 350.000 sono partiti a cominciare da Santo Stefano.

Una proiezione sulle grandi città italiane maggiormente interessate dai movimenti natalizi: da Torino sono partiti 320.000 cittadini, da Genova 180.000, da Bologna 130.000, da Firenze 110.000, da Roma 820.000.

Dopo i buoni risultati del ponte dell’ Immacolata, sembra confermarsi una voglia di evasione figlia della crisi e delle incertezze, ma anche dei primi timidi segnali di ripresa. Pure le previsioni nazionali confermano questa impressione: si sono mossi 16 milioni di vacanzieri, il 2,4% in più dello scorso anno. La spesa totale calcolata è pari a circa 11 miliardi di euro.

Prezzi sostanzialmente stabili.
Molte le promozioni, le offerte e gli sconti approntati dagli operatori per attirare il maggior numero possibile di turisti. In calo le presenze straniere, valutate attorno al 4%, sia per la congiuntura ancora instabile sia per l’ euro forte nei confronti di dollaro e sterlina.

Più spostamenti, ma vacanze più brevi e più vicine, che non compenseranno i risultati complessivamente negativi dell’ intero 2009. Sul fronte del rapporto qualità – prezzo dei servizi offerti continua a giocarsi la capacità dell’ Italia di competere con i principali concorrenti esteri, mentre i dati degli arrivi ma soprattutto della spesa degli stranieri registrano un calo anche nella seconda parte del 2009.

Una curiosità:
è in corso un progressivo abbandono delle agenzie di viaggio e dei tour operator a fronte della crescita del ricorso ai portali turistici che propongono voli, pernottamenti, pacchetti di viaggio in genere più numerosi e convenienti.

Le mete: la metà (50 %) ha scelto la montagna, a pari merito (17%) località
marine e città d’ arte. Quattro milioni di italiani si sono recati all’estero, concentrandosi su mete mediterranee ed europee a breve – medio raggio, preferite le crociere.

Mete classiche Parigi, Londra, Berlino, Amsterdam, Barcellona e Madrid, Costa Azzurra. Si è affermata Gerusalemme e si è affacciata l’ Etiopia.Gettonata anche New York e Miami; in netto calo le destinazioni esotiche anche se la fascia dei 3000 e passa euro a testa non sembra modificare le proprie abitudini.

Approfondendo l’ analisi sul territorio regionale, risulta che il milanese / lombardo trascorre le vacanze di Natale sempre meno con la famiglia (38%) e sempre più con il partner (43%); soltanto il 23% sceglie alberghi e pensioni, il 30% si reca presso amici e parenti, in casa di proprietà o in affitto (25%). In aumento (supera il 10%) i clienti di bed & breakfast, soluzione preferita prevalentemente per motivi economici. La percentuale restante si divide tra agriturismo, campeggio, centri benessere.

Il 70% ha scelto quale meta l’ Italia, con preferenze che si concentrano su Trentino Alto Adige, Val d’ Aosta, Riviera Ligure, Emilia e Romagna, Lombardia, Veneto. In ascesa la Puglia anche grazie alla agevole raggiungibilità per via autostradale.

Una novità: il Cescat stima che all’ incirca 150.000 tra milanesi, monzesi, lecchesi, comaschi, bergamaschi, bresciani, si rechino nelle case e ville di campagna situate in Lombardia. Per la grande maggioranza dei lombardi – circa l’ 80% – le vacanze durano da 3 a 7 giorni, con una media complessiva di 4 – 5 giorni, in calo rispetto ai 7 giorni degli anni precedenti; si sono spesi da 250 a 850 euro per persona, tornando così ai valori medi del 2005 con un calo, rispetto al 2008, di circa il 6%.

Riassumendo: ripresa dei viaggi, in qualche località tutto esaurito (ma perché è calata l’ offerta), più presenze negli alberghi ma fatturato in calo perché i prezzi delle camere sono stati abbassati anche a causa della concorrenza nel settore: la capacità ricettiva nel 2009 è aumentata di 30.000 camere.

Comunicazione Assoedilizia – Cescat
http://www.assoedilizia.com

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