Estero. I petrolieri contro l’ accordo sul clima

di Mariella Commenta

 La Casa Bianca lavora da settimane alla bozza di accordo da portare alla conferenza internazionale sull’ ambiente che si terrà a dicembre, ma la nazione è divisa sulla legge sul clima: la svolta di Obama non piace a tutti. Le compagnie energetiche non concordano sull’ introduzione di un tetto alle emissioni e molte società hanno iniziato a fare pressioni sul Congresso per fermare la legge.

Secondo il New York Times, si scontrano soprattutto le compagnie che spingono per investire nelle energie rinnovabili e quelle petrolifere che temono per loro attività in caso di approvazione della legge voluta dalla Casa Bianca.

I produttori di petrolio seminano allarmismo tra i consumatori dicendo che le nuove regole sulle emissioni farebbero alzare il costo della benzina fino 5 dollari al gallone. Le compagnie elettriche, dal canto loro, contano sulla svolta ambientale per crescere nei prossimi anni, ma negli Usa la maggioranza degli impianti elettrici è a carbone e le società del settore tentano di fermare l’ imposizione della norma che aprirebbe un mercato di emissioni costringendo a ridurre l’ inquinamento.

Il presidente Barack Obama vuole arrivare al Summit danese con una legge già approvata per poter dimostrare l’ impegno degli Stati Uniti nella lotta ai cambiamenti climatici, ma molti temono che la riforma difficilmente sarà siglata entro l’ anno. A loro volta gli ambientalisti sostengono che se le lobby facessero slittare il tetto alle emissioni all’ anno prossimo, ne risentirebbe l’ intero trattato in discussione a Copenaghen per l’ assenza degli Usa, che ancora oggi hanno il più alto tasso di emissioni per abitante del pianeta.

www.nytimes.com

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