Verso il congresso Pd. Pierluigi Bersani traccia le linee della sua politica basata su “Alleanze, territorio e rinnovamento”

di Mariella Commenta

 Pierluigi Bersani, illustrando la sua mozione congressuale, ribadisce la sua fede nel progetto del Pd anche se sottolinea la necessità di ridefinire la rotta, a partire dalla identità del partito, dalla forma – partito e dalle alleanze.

“Questo è un grandissimo progetto, mi ci metto dentro mani e piedi ma indietro non si torna. So che ci sono dubbiosi ma il senso c’ è e resta valido, basta correggere un po’ di cose”. Il candidato segretario ricorda inoltre che “le primarie restano uno strumento valido ma penso vadano corrette perchè non vorrei che un naziskin si candidasse”.

Bersani insiste anche sulla necessità del radicamento sul territorio, polemizza con la scelta fatta da Dario Franceschini di candidare europarlamentari alle segreterie regionali e sul rapporto tra elettori ed iscritti, evidenzia come “sia un errore contrapporre elettori ed iscritti, chiamare gli elettori alle primarie e poi abbandonarli dando poi troppo potere agli iscritti nei processi di scelta”.

Pierluigi Bersani per la sua campagna congressuale si affida alla logo Un senso a questa storia. Bersani 09 sulla scia della celebre canzone di Vasco Rossi Un senso. Pierluigi Bersani ribadisce anche la sua stima ad Ignazio Marino, il senatore – chirurgo in corsa anche lui per la poltrona di segretario del Pd.

“Conosco da tempo Marino, ne ho grandissimo rispetto e stima. Non so se lui risponderà o vorrà precisare e non so neppure da dove arrivino questi documenti, ma per come l’ ho conosciuto voglio ribadirgli la mia stima” dice Bersani commentando un articolo sul Foglio che pubblica un documento su presunte irregolarità amministrative imputate dall’ Università di Pittsburgh al chirurgo – senatore.

La lettera afferma che il chirurgo si è reso responsabile di irregolarità amministrative rilevanti – scrive Il Foglio – e il chirurgo accetta condizioni molto dure di risoluzione del rapporto di lavoro. Resta dubbio anche un eventuale altro motivo di separazione. Per ora il chirurgo – senatore tace e fa sapere che nel caso diventasse segretario del Pd cambierà l’ arredamento della segreteria del partito Democratico.

“Invece di due poltrone dove i capi correnti a uno a uno si possono incontrare, metterò un bel tavolo circolare dove le persone competenti di quei problemi da discutere s’ incontreranno alle sette del mattino e usciranno alle otto con una voce sola. Il mio Pd deve avere una sola corrente, quella dei circoli. Il Pd che voglio io – aggiunge Marino – è un partito con una identità chiara”.

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