Berlusconi: “La crisi? Un virus americano”

di Mariella Commenta

 Per uscire dalla crisi, gli italiani devono avere voglia di reagire, di impegnarsi e magari lavorare anche di più, reagendo a questa influenza americana, a questo virus che viene dall’ America. È questo l’ invito del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il viaggio di prova della linea ad alta velocità sulla tratta Bologna – Firenze (il nuovo servizio dal 13 dicembre collegherà Milano con la capitale in tre ore).

Il premier parla di una crisi che arriva da lontano e che ha “colpito un corpo sano, perché noi – ricorda – abbiamo famiglie di risparmiatori, l’ 83% possiede una casa”. Accanto al valore delle famiglie italiane, c’ è anche quello del sistema bancario, che è solido. “Abbiamo dunque – conclude – tutte le condizioni per guardare il futuro con fiducia e uscire da questa crisi di cui non si capisce bene quali siano le cure. Stiamo tutti tentando con un po’ di aspirina, ma tutti i Paesi sono nella stessa condizione, e posso dire che essendo stato più di due giorni ad ascoltare i miei colleghi in Europa, l’ Italia è quella che ha fatto prima e di più”.

Tra le misure anticrisi, Berlusconi cita il piano casa per aumentare le volumetrie e semplificare le procedure. “Oltre la metà degli italiani è favorevole” dice il premier. “Abbiamo il progetto di fare una legge quadro attraverso un disegno di legge, ma per fare in fretta come ci chiedono molti cittadini dovremo fare un decreto che sarà presentato venerdì. Saranno poi le Regioni che si regoleranno” ha precisato il Presidente del Consiglio. In ogni caso, anche quelle che hanno già annunciato di essere contrarie, “si ricrederanno sotto la spinta dei loro cittadini”.

Berlusconi risponde anche alle accuse di Dario Franceschini, segretario del Pd: “Non c’ è nulla di incostituzionale nel piano casa. Ma sta girando un testo non mio. Ho sentito delle cose che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo”, spiega il premier. “Il decreto, o ddl che sia si fermerà alle case monofamiliari e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite”.

Il premier parla poi di Gianfranco Fini: “Sta facendo bene il presidente della Camera e si è immedesimato in questo ruolo in modo totale”. Alla domanda se lo tema o meno, il Cavaliere risponde: “Perché dovrei temerlo?”. Berlusconi spiega anche come mai il suo reddito risulti decimato nel 2008 rispetto all’ anno precedente: “È successo che alcune società hanno operato delle vendite e il punto di riferimento era dieci volte superiore. Poi il valore è sceso e siamo ritornati nella normalità. Inoltre anche le mie aziende sentono della crisi”.

Il presidente del Consiglio scherza con l’ inviata del Tg3, Mariella Venditti, che gli ha rivolto la domanda. “Spero solo – dice – nella minestra della signora Venditti”. Non manca un passaggio sui futuri dirigenti del Pdl: “Non sono mica immortale. Spero che si formi una classe dirigente di giovani: quando accadrà, il più felice sarò io”.

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