Riforme. Aiuti ai precari, via libera del governo

di Mariella Commenta

Il Consiglio dei ministri ha varato una serie di misure per venire incontro alle difficoltà dei precari che perdono il lavoro. “L’ indennità di reinserimento per i lavoratori a progetto con un solo committente sale al 20% di quanto percepito l’ anno precedente”, ha spiegato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, al termine del Cdm. “Abbiamo stanziato ulteriori 100 milioni per i co.co.pro per il 2009, ha proseguito aggiungendo che “prolungheremo ciò anche al 2010, ma per il momento il governo non lo ha fatto per ragioni di bilancio. È stato usato un fondo rotativo nel corso di un’ attività di riorientamento delle risorse. Ci siamo attrezzati anche per le ipotesi peggiori, ora l’ importante è rendere il meccanismo della spesa quanto più fluido”.

Previsti tempi più brevi per gli ammortizzatori sociali: dai 120 – 140 giorni che servivano per l’ erogazione degli strumenti ordinari con le misure adottate oggi ci sarà una drastica semplificazione del provvedimento per arrivare a 20 – 30 giorni. Circa le previsioni sul mercato del lavoro in Italia, il ministro ha sottolineato che gli indicatori dell’ occupazione possono peggiorare, ma bisogna relativizzare i dati e confrontarli con gli anni passati. Il 2008 ed il 2007 sono stati anni ottimi per quanto riguarda l’ occupazione. Il tasso di occupazione nel 2008 è stato del 59%. È ancora scontro intanto tra maggioranza e opposizione sul piano casa ed è in ballo anche l’ ipotesi che venga varato con un decreto legge. Un piano casa che per il premier Silvio Berlusconi servirà per rimettere in moto l’ economia. Il leader leghista Umberto Bossi (fino ad oggi critico) definisce il progetto positivo, ma che controllare bene in vista dell’ approvazione. Comunque non riguarderà gli abusi. Ma l’ opposizione torna all’ attacco.

Per Marina Sereni (Pd), al di là delle rassicurazioni di Tremonti e Sacconi, Confindustria ricorda che la cassa integrazione viaggia ai limiti massimi del 1993. Al di là degli annunci di Berlusconi, dai piani casa alle grandi opere, il prodotto interno lordo torna al record negativo del 1980: risolvere i problemi o, avviarne la soluzione, è ben altra cosa che lanciare uno spot. Anche Di Pietro boccia il piano casa: “È un’ altra delle trovate pubblicitarie ed elettorali che ha voluto fare Berlusconi, peraltro utilizzando in parte soldi non suoi, i 550 milioni che noi avevamo già stanziato per l’ edilizia pubblica e che, invece, lui li voleva utilizzare per l’ edilizia privata”. Il presidente del Senato, Renato Schifani, invece, invita ad affrontare il momento di crisi con la coesione sociale, culturale, economica e politica del Paese, perché in un momento di grande difficoltà la coesione, dice, è un fatto essenziale per venire fuori da questo momento terribile.

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