Crisi finanziaria: I punti salienti del secondo decreto del governo

di isayblog4 Commenta

Crisi finanziaria globale. Il secondo decreto legge del governo garantisce stabilità, fiducia, e liquidità per le imprese e per l’economia reale.
“Con il primo decreto legge abbiamo garantito stabilità e fiducia, con quello varato lunedì 13 ottobre garantiamo stabilità e fiducia ma anche liquidità per le imprese, per l’economia reale, per i consumatori e per il sistema di vita del Paese». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, così sintetizza l’obiettivo del decreto legge del governo che recepisce le direttive dell’Ecofin per fronteggiare la crisi finanziaria globale.

Il decreto legge è composto da due soli articoli e prevede:
1. Lo Stato garantisce per cinque anni i bond emessi dalle banche entro il 31 dicembre 2009. Tale garanzia sarà concessa a condizioni di mercato e previa valutazione di Bankitalia sulla base di criteri analoghi a quelli previsti in caso di aumenti di capitale. Gli oneri a carico delle banche per tali operazioni sono stabiliti sulla base delle prevalenti condizioni di mercato. Il Tesoro puo’ anche rilasciare, sempre a condizioni di mercato, la garanzia dello Stato su operazioni di prestito titoli stipulate da banche italiane con soggetti privati anche non bancari.
2. Per favorire il finanziamento delle banche presso la Bce (la Banca centrale dell’Unione europea) il ministero dell’Economia può autorizzare operazioni di scambio temporanee tra titoli di Stato e strumenti di debito degli istituti italiani. In pratica, il Tesoro presta le sue obbligazioni (Cct, Btp, Ctz e Bot) alle banche ricevendone in cambio altri titoli meno pregiati. Le emissioni relative a queste operazioni possono essere effettuate in deroga ai limiti previsti, ovvero lo Stato potrà aumentare l’importo dei propri titoli per venire incontro alle necessità del sistema.

L’azione contro la crisi prevede un forte coinvolgimento di Bankitalia che si è già attivata con provvedimenti espansivi. Dal 16 ottobre, la soglia minima per i prestiti nel mercato interbancario si dimezzerà da un milione a 500mila euro. Anche Via Nazionale scambierà titoli di Stato con le banche per facilitarne il rifinanziamento. A questo proposito è stato stanziato un plafond di 40 miliardi di euro. Il governatore Draghi ha spiegato che, rendendo più liquido il mercato interbancario, l’auspicio è che l’Euribor possa scendere sotto il 5 per cento, con benefici per coloro che hanno contratto mutui.
Le misure anticrisi «avranno, per ora, un impatto zero sui saldi della Finanziaria», ha concluso Tremonti ribadendo che «l’obiettivo non è salvare le banche quanto tutelare i risparmiatori».
Con questo decreto, l’Italia completa il suo piano anti-crisi in linea con quanto deciso domenica 12 ottobre a Parigi dai capi di stato e di Governo dell’Eurozona.

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