Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, riferendosi a quanto affermato da Giulio Tremonti a proposito delle troppe tasse imposte dalla manovra, ribatte: ”Non c’è nessun altra manovra in arrivo. Non è che il governo funzioni solo di manovre. Abbiamo l’intenzione di vendere le azioni di Intesa Sanpaolo per risolvere la questione del conflitto di interesse che comunque non c’è. Li vendiamo e basta. È una disgrazia, è sbagliato, ma così ci togliamo il dubbio”.
Bagnasco: ”Sull’8 per mille nessuna cresta”
Il presidente della Cei: ”La Chiesa paga l’Ici, i vescovi non fanno la cresta sull’8 per mille, le polemiche a riguardo non hanno fondamento. E se si rendessero necessarie delle precisazioni alla legge che fissa il quadro delle esenzioni per gli enti no profit, la Cei è disponibile. Ici? Polemica infondata, ma siamo disponibili per chiarimenti”. Il card. Angelo Bagnasco, capo dei vescovi italiani e arcivescovo di Genova, vuole chiarire una volta per tutte la continua polemica sui presunti privilegi fiscali della Chiesa. Consapevole che la polemica è dilagante, il cardinale vuole fare le opportune precisazioni e parla con i giornalisti.
Ok Camera a manovra Monti
Mario Monti ottiene la fiducia sulla manovra, ma con sessantuno voti in meno. L’ulteriore riduzione per il voto finale sul provvedimento si ferma a quota 402, ma il presidente Monti non si scoraggia e ricorda subito alla politica le sue responsabilità. ”Se non facciamo tutti il nostro dovere, si mette a rischio l’Italia. Siamo accomunati dalla stessa intrapresa”.
E ripete: “Se tutti facciamo il nostro dovere con senso di responsabilità non ho dubbi che l’Italia si salverà. Perché questo è in gioco: è a rischio il benessere degli italiani. Anche se personalmente, io non sono affatto disperato”. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano richiama tutti alla necessità di ”scelte severe e coraggiose, di fronte al pericolo di un drammatico disastro finanziario”.
Incontro Monti-Napolitano
Mario Monti ha illustrato al Presidente della Repubblica le misure che prevedono un decreto legge urgente. Durante l’incontro si è fatto il punto sull’iter della manovra e sul malcontento che vari settori parlamentari hanno espresso per il mancato accoglimento di alcune proposte di modifica. Napolitano è preoccupato, naturalmente, ma concorda con il governo sulla necessità di chiudere questa prima fase dell’esecutivo per mettere in sicurezza la credibilità dei conti pubblici.
Monti apre alla Tobin tax
Obiettivo: colpire le transazioni finanziarie per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e le imprese. Mario Monti ha già comunicato a Bruxelles di essere ora favorevole a una tassazione delle operazioni finanziarie e spiega: ”Uno dei modi per arrivare non dico al basta tasse, ma almeno al meno tasse per le famiglie e le imprese è quello di avere una fiscalità estesa anche al mondo della finanza, con la possibilità di tassare le grandi operazioni finanziarie. Ho quindi notificato in sede europea che l’Italia è disposta a cambiare la posizione tenuta dal precedente governo contro la cosiddetta Tobin tax”.
Manovra: modifiche Ici, scudo e pensioni
Mario Monti riferendosi alle critiche sulla manovra: ”Dire pagano sempre i soliti è rifarsi a luoghi comuni. Abbiamo identificato nuova materia: a pagare saranno nuovi noti, in modo tale che potremo tassare meno le imprese e il lavoro, come si conviene a un’economia che vuole crescere”.
Il presidente del consiglio, Mario Monti, in commissione Bilancio alla Camera: ”La manovra porta un aumento della pressione fiscale ma l’alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe, non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio e all’evaporazione del reddito degli italiani.
Monti fa il punto sulla manovra
“Fermezza sulle misure con equità – dice Mario Monti – per far ripartire la crescita in un contesto di equità sociale”.
Mario Monti è fermo nelle sue decisioni. Nel corso di una telefonata con il primo ministro di Danimarca, Helle Thorning Schmidt, rassicura con fermezza: ”L’Italia conferma la forte determinazione ad attuare le misure decise per assicurare il consolidamento fiscale ed avviare riforme strutturali. Sono misure utili e necessarie per far ripartire la crescita in un contesto di equità sociale”.
Fini e Schifani: “Taglieremo gli stipendi ai parlamentari”
Le indennità dei parlamentari italiani saranno adeguate in tempi brevissimi a quelle europee.
I Presidenti del Senato e della Camera, a proposito del taglio degli stipendi dei parlamentari, hanno precisato: ”Non corrisponde al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volontà del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Monti convoca i sindacati
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha convocato i sindacati per un incontro informale a Palazzo Chigi.
Scopo dell’incontro è quello di fare il punto sulla manovra, in particolare sulle misure per pensioni e fisco. In parlamento si continua a lavorare alle proposte di modifica alla manovra, ma non cambia il nodo delle coperture. I direttori di alcuni giornali hanno scritto a Monti, facendo presente che il taglio dei contributi all’editoria rischia di stoppare un centinaio di testate.
Mario Monti: ”Partiti lontani dalla manovra”
Il presidente del Consiglio sottolinea: ”Non sono solo i saldi ad essere intoccabili, ma anche la struttura e la distribuzione di carichi da essa previsti”.
Monti chiarisce ancora che l’Esecutivo ha potuto chiedere pesanti sacrifici affrontando le forti opposizioni che arriveranno, solo perché non è obbligato ad affrontare il giudizio degli elettori. Peraltro, sottolinea, i leader Ue hanno apprezzato la manovra e l’Italia ha ritrovato la sua credibilità all’estero. E questo giustifica le misure adottate, seppur pesanti. Messo a punto quanto chiesto dalla Merkel e, tuttavia, non è finita. Molto c’è ancora da fare e questo spiega la necessità di una veloce approvazione del decreto.