Di Salvo: I lavoratori italiani sono lavoratori più poveri

 “Anche l’Ocse conferma per l’ennesima volta ciò che già sapevamo, e che ai lavoratori e le lavoratrici italiane e ai pensionati è chiarissimo: i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa e più in generale tra più bassi dei paesi industrializzati.
Negli ultimi anni si è verificato un gigantesco spostamento di ricchezza dai salari alle rendite e ai profitti perché sì è puntato a competere sui mercati internazionali comprimendo i costi del lavoro e della spesa sociale anziché puntare su qualità, innovazione, formazione e ricerca.

Lavoro, firmato il decreto sicurezza

 Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le nuove norme, valevoli per 30 giorni, dovranno poi affrontare il normale iter parlamentare per essere convertite in legge.

Il provvedimento, discusso e approvato lo scorso 6 marzo, incide significativamente sulla normativa vigente: amplia l’applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza per tutti i lavoratori, rafforza il coordinamento delle attività di vigilanza e finanzia azioni promozionali e campagne sul tema della sicurezza sul lavoro.

Italia vergogna d’Europa anche sugli stipendi

 Più poveri, sempre più poveri. E con stipendi da fame. Addirittura dietro Spagna e Grecia. Non è certo un bel quadretto quello disegnato dall’Ocse per il settimo paese più industrializzato del mondo. Un Paese che lascia a fine mese i propri cittadini con una busta paga tra le più basse dei Paesi Ocse, piazzandosi al 23esimo posto dietro Spagna e Grecia. La classifica, rilevata dal Rapporto Ocse sulla tassazione dei salari, riguarda lo stipendio netto di un lavoratore senza carichi di famiglia ed è calcolato a parità di potere d’acquisto. Lo stipendio italiano (19.861 dollari l’anno) è molto al di sotto della media Ocse (24.660) e della Ue a 15 (26.434).

Bankitalia certifica: conti pubblici in salute

L’Italia senza governo, in attesa delle elezioni, ha fatto un altro passo avanti verso il risanamento dei conti pubblici. A sancire il miglioramento dello stato di salute dei nostri conti pubblici è stata ieri mattina la Banca d’Italia, che ha diffuso i dati relativi al debito e al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche per il 2007.

Famiglia Cristiana: positiva la presenza dell’Unione di Centro, anche se…

 “La presenza nella competizione elettorale della formazione di ispirazione cristiana, nata dall’accordo fra l’Udc di Pier Ferdinando Casini e la Rosa bianca di Savino Pezzotta, costituisce un unicum perché essa è la sola ad avere una forte identità, a differenza delle altre che si caratterizzano per aver fuso, stemperandosi, grandi identità del passato come quella comunista e democristiana.

L’esperimento del Centro di ispirazione cristiana, di per sé, non è né nuovo né originale. Ci avevano già provato Martinazzoli con il suo Ppi nel 1994 e Sergio D’Antoni con Andreotti nel 2001. L’insuccesso era stato determinato dalla legge elettorale maggioritaria che non dava chance ad alcun tentativo isolato. Paradossalmente, il tanto vituperato “Porcellum” (che toglie ai cittadini il diritto di votare i propri candidati), introducendo il sistema proporzionale mitigato dagli sbarramenti, dà ora una possibilità al tentativo di Casini e Pezzotta. E, come si vede dai ripetuti attacchi di Berlusconi, inquieta soprattutto il Pdl, che invita a non votarli per non disperdere i voti.

Berlusconi difende ancora la candidatura di Ciarrapico

 “La candidatura di Ciarrapico è un fatto minore e ininfluente, piuttosto sono preoccupatissimo su quanto accade in Campania colpita dalla catastrofe dei rifiuti”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande dei giornalisti:
“Voi parlate di un caso Ciarrapico ma si tratta di un imprenditore che fu accolto al congresso del Pd dagli applausi e che e’ stato male interpretato e ha smentito subito le sue dichiarazioni.

Categorie PDL

L’intervento di Enrico Boselli a presentazione della campagna elettorale dei socialisti

 “L’8 marzo è la festa delle donne, per noi diritti civili e diritti sociali camminano con lo stesso passo. Lo ha detto bene Grillini, lo diciamo da sempre. Per ragioni diverse non ho parlato in nessuna delle due occasioni che mi sono state date in campagna elettorale.
A Genova, dove 116 anni fa è iniziato il cammino dei socialisti italiani, è successo che è morto l’ennesimo operaio nei cantieri del porto. Mi sono rifiutato di parlare, in segno di rispetto per un lutto. La seconda occasione è stato giovedì scorso, nella trasmissione Porta a Porta di Vespa.