Prima giornata per il Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista

 La volontà unitaria e la necessità di definire urgentemente i punti dell’opposizione politica sono i due temi che hanno caratterizzato la prima giornata del Comitato politico nazionale dopo la costituzione del comitato di gestione. L’appuntamento definito per tracciare le linee definitive dell’iter congressuale, non poteva non affrontare anche i temi politici all’ordine del giorno, che richiedono una presa di posizione ben oltre i comunicati stampa.

Quasi tutti gli interventi hanno ribadito l’importanza dell’unità, in particolare il portavoce del comitato di gestione Maurizio Acerbo ha teso a sottolineare ancora una volta i motivi per i quali ancora non si è definito un documento politico, pure urgentissimo, lo stesso per il quale ancora non ha mai emesso un comunicato stampa:

Il saluto di Fini nel giorno dell’addio ad AN

 “Questa è la mia ultima relazione da presidente del partito. Lo dico con emozione non solo personale per i risultati elettorali e per quello che il partito si accinge a fare nei prossimi mesi”.
Con queste parole Gianfranco Fini ha aperto l’assemblea nazionale di AN durante la quale, dopo 21 anni, si appresta a passare il testimone a Ignazio La Russa che affiancato dall’ufficio politico e da un nuovo esecutivo, dovrà traghettare AN nel Pdl.
Fini ha ringraziato gli elettori “tutti quelli che ci hanno dato fiducia” nonché tutti i militanti del partito “dal primo fino a quelli in periferia”.
“C’è un unico sassolino che mi tolgo dalle scarpe nel momento in cui passo il testimone, un’unica puntura di spillo”, ha detto Fini.
“Oggi – ha aggiunto- mi voglio prendere il piccolo lusso di dire che la nostra gente ha capito la grande sfida politica del Pdl molto prima di qualche dirigente che ne ha compreso l’importanza solo dopo aver avuto la sicurezza di essere incluso nelle liste o di avere avuto posto al governo”.

Alessandra Mussolini propone un secondo governo ombra

 Fatta fuori da ogni incarico governativo Alessandra Mussolini in Floriani non ci sta e, essedno quasi in estate e seguendo le orme di Veltroni vara il suo governo penombra. L’idea è di Alessandra Mussolini, autocandidatasi premier dell’esecutivo “virtuale”. Presentando la formazione, il segretario nazionale di Azione Sociale ha spiegato che ne fanno parte anche esponenti esterni al partito. «Dopo la presentazione da parte dell’onorevole Veltroni del governo ombra, espressione non di tutta l’opposizione ma del solo Partito Democratico, appare legittimata – afferma Mussolini – anche la presentazione dei ministri del governo penombra di Azione Sociale».

AN: L’assemblea nazionale affida a La Russa il ruolo di reggente in vista della confluenza nel PdL

L’assemblea nazionale di An ha approvato all’unanimità il passaggio delle consegne che, dopo l’elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera, su proposta del leader di An, vede Ignazio La Russa diventare ‘reggente’ del partito. Ad affiancare La Russa ci sarà l’ufficio politico, composto da Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri e Donato Lamorte. Nei prossimi giorni sarà nominato un nuovo esecutivo.

Caso chiuso fra Italia e Libia sul nodo Calderoli

 Alla fine pace fatta. Si nonostante le minacce, nonostante quelle vignette anti islam, alla fine il perdono di Gheddafi, inimmaginabile solo qualche giorno fa, è arrivato, anzi Roberto Calderoli si è pentito e di conseguenza è pace fatta. Anzi acqua passata.
All’inizio il problema era proprio lui, quel Calderoli ministro, una cosa impensabile per la Libia, anzi insopportabile. Era dovuto intervenire Massimo D’Alema, ministro degli Esteri del governo Prodi, per sedare gli animi ricordando alla Libia che la scelta di un ministro italiano è un affare interno. Ma niente da fare.

In preparazione un decreto per contrastare l’immigrazione clandestina

Si annuncia come un vero e proprio pugno di ferro, una sorta di tolleranza zero verso gli extracomunitari clandestini il pacchetto sicurezza che il neo governo si appresta a varare. Un inasprimento della normativa sull’immigrazione clandestina e una stretta sui permessi ai detenuti. Sono questi i due punti cardine del nuovo decreto sicurezza sul tavolo del governo che potrebbe essere già presentato nel primo consiglio dei ministri dopo la fiducia. La vera svolta del “pacchetto” sarà l’intoduzione del reato di clandestinità che consentirà l’immediata espulsione dell’extracomunitario irregolare.

Sicurezza: Maroni è già al lavoro

 “Siamo impegnati per preparare un pacchetto-sicurezza da presentare al primo consiglio dei ministri”. Lo ha reso noto il neo ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in un’intervista a La Padania, spiegando di aver fissato per martedì una riunione con i ministri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia. In quell’occasione, rende noto l’esponente del Carroccio, “metteremo a punto una serie di provvedimenti da portare al Consiglio dei ministri che si terrà a Napoli. Ho chiesto la disponibilità ad alcuni colleghi perché preferisco non predisporre un testo da solo. Credo sia opportuno coinvolgerli fin da subito e ognuno per le proprie competenze.

Claudio Fava nuovo coordinatore di Sinistra Democratica

 Il Comitato promotore di Sinistra Democratica riunitosi a Roma il 10 maggio, ha eletto quasi all’unanimità (due soli voti si di astensione e nessun contrario) Claudio Fava coordinatore nazionale del Movimento. La proposta di chiamare a questa responsabilità il parlamentare europeo è stata avanzata da Fabio Mussi , coordinatore dimissionario, a nome dell’intero Direttivo, alla fine della relazione introduttiva dei lavori dell’organismo dirigente. Nel corso della sua introduzione (il testo integrale sarà online nei prossimi giorni) Mussi ha analizzato le ragioni della sconfitta della sinistra alle scorse elezioni ed ha affermato che la Sinistra in Italia non è morta, esiste nella società nella cultura, nei valori cui si ispirano milioni di donne e di uomini. Ed anche Sd è viva ed ha una funzione da svolgere.

Cesa (UDC) sul nuovo Governo: Se qualcosa non va sapremo con chi prendercela

Che il nuovo esecutivo sia ‘un governo del presidente’ è “un fatto positivo”. Il Cavaliere “ha scelto persone di sua fiducia ed è una scelta giusta”.
Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, commentando la composizione del nuovo governo Berlusconi nel corso della registrazione di ‘Telecamere’.
“Noi – ha aggiunto- daremo il nostro contributo perché le cose vadano bene, ma se qualcosa non dovesse andare sappiamo con chi prendercela”.
Cesa definisce quindi “una grande stupidaggine” il fatto che l’Udc possa essere stato di intralcio nella realizzazione del programma nel precedente governo del Cavaliere perché, ha spiegato, “noi siamo sempre stati coerenti e leali”.
“Se la critica – ha osservato- viene presa come dissenso siamo fuori dalle regole della democrazia”.

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