Governo, problemi per i sottosegretari. C’è un caso Brambilla

Fase convulsa e complicata quella che sta affrontando Berlusconi per il varo dei viceministri e sottosegretari. Fase in cui sembrerebbe rimetterci Michela Brambilla leader dei circoli delle libertà. Quaranta minuti non sono infatti bastati per risolvere il problema legato all’ingresso di Michela Vittoria Brambilla nella compagine di governo. In predicato di un Ministero, poi di un viceministero, infine di un sottosegretariato, la Brambilla non ha voluto rilasciare dichiarazioni ma si è mostrata visibilmente insoddisfatta dal colloquio avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Presentato da Walter Veltroni il Governo Ombra

 Una squadra pronta a contrastare le azioni del governo di Silvio Berlusconi ma anche a proporre soluzioni alternative ai problemi che affliggono il paese. È il governo ombra varato dal segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni. Politici affermati come Piero Fassino e Pierluigi Bersani accanto a volti nuovi come Pina Picierno e Matteo Colaninno. E una forte presenza femminile: nove donne su ventuno componenti. Tra i nomi annunciati da Veltroni anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, al “dicastero” delle riforme per il federalismo. Fanno parte del governo ombra Marco Minniti (interno), Piero Fassino (esteri), Pierluigi Bersani (economia), Linda Lanzillotta (pubblica amministrazione), Ermete Realacci (ambiente), Giovanna Melandri (comunicazione), Vincenzo Cerami (cultura), Lanfranco Tenaglia (Giustizia), Maria Pia Garavaglia (Istruzione), Matteo Colaninno (Sviluppo economico), Roberta Pinotti (Difesa), Alfonso Andria (Agricoltura) Ermete Realacci (Ambiente), Andrea Martella (Infrastrutture), Giovanna Melandri (Comunicazione), Mariangela Bastico (Regioni), Vittoria Franco (Pari opportunità), Beatrice Magnolfi ( Semplificazione), Maria Paola Merloni (Politiche comunitarie), Michele Ventura (Attuazione del programma), Pina (Politiche giovanili). Ricardo Franco Levi, sarà il portavoce del governo ombra , mentre il coordinatore dell’esecutivo (l’alter ego di Gianni Letta) sarà invece Enrico Morando.
Alle riunioni del overno-ombra parteciperanno anche Dario Franceschini, vicesegretario del Partito, ed i due cpaogruppi alla Camera e al Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

Bossi (Lega): Il primo passo sarà il federalismo fiscale

 “Il federalismo o lo facciamo noi o lo faranno i cittadini”. Lo dice il ministro per le Riforme Umberto Bossi dopo aver giurato al Quirinale. A proposito della delega ricevuta, Bossi spiega: “Per attuare la nostra riforma federalista, dovremo cambiare la Costituzione lavorando sulla base di tanti piccoli ‘pezzettini’ affinché non basti un referendum per far cadere tutto
Assieme”. Il primo passo, prosegue in neoministro per le riforme, sara’ il federalismo fiscale, che sara’ esaminato dal Consiglio dei ministri appena sara’ pronto il testo che sta preparando lui stesso, partendo dal testo del Consiglio regionale della Lombardia che prevede di lasciare alle regioni una quota di Iva e di Irpef per portare avanti i programmi sul territorio.

Berlusconi: Decisi a decidere

 Si volta pagina, il nuovo governo di Silvio Berlusconi è nato con rapidità, chiarezza e novità per dare una prima risposta forte alle richieste di cambiamento espresse in maniera ampia e netta dal corpo elettorale. Il passato comincia a passare, il governo italiano finalmente è più simile a quelli dei più importanti Paesi europei.

Le novità non sono poche. Innanzitutto, l’esecutivo è nato a soli 23 giorni di distanza dalla chiusura delle urne, anche perché di fatto è stato velocizzato, per impulso del premier, il rituale non più rispondente alle esigenze di una democrazia efficiente.

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Insediamento per il nuovo Governo e primo Consiglio dei Ministri

Dopo il giuramento, avvenuto al Quirinale alle ore 17 di oggi, 8 maggio 2008, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è giunto a Palazzo Chigi per la cerimonia dello scambio di consegne con il premier uscente, Romano Prodi. Il Protocollo di Stato prevede che lo scambio di consegne tra il Presidente uscente e il nuovo Premier avvenga all’interno di Palazzo Chigi, nel Salone dei Galeoni, con la cerimonia simbolica del campanello. Il nuovo Governo – che si è insediato oggi a Palazzo Chigi – è il quarto guidato da Silvio Berlusconi e il 60° della Repubblica.

Giuramento al Quirinale per i membri del nuovo Governo

 Alle ore 17.00 di oggi 8 maggio 2008, il Governo ha prestato giuramento al Palazzo del Quirinale, come previsto dall’art. 93 della Costituzione Italiana. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole dottor Silvio Berlusconi, ed i Ministri, hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Il giuramento costituisce l’atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedeltà alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.

L’intervento del Presidente Napolitano all’inaugurazione della XXI edizione della Fiera Internazionale del Libro

 Sono qui per testimoniare con animo sereno come questa Fiera, di anno in anno, onori e coltivi i valori della cultura. Lo stesso stimolo alla lettura rappresenta un importante contributo all’arricchimento della persona perché possa conseguire – come vuole la nostra Costituzione – il suo pieno sviluppo. E il valore essenziale che la Fiera esprime, attraverso un’offerta sempre più riccamente pluralistica, è quello del confronto e del dialogo tra culture, posizioni di pensiero, esperienze creative, senza confini impenetrabili e senza preclusioni.

Sindacati uniti per la riforma dei contratti

 I sindacati tornano uniti per approvare le linee guida di riforma della contrattazione pubblica e privata. Tre le linee guida per i lavoratori: reddito, sicurezza e qualità . Le sei pagine del testo delle “Linee di riforma della struttura della contrattazione” era stato annunciato dai tre segretari confederali il 1° maggio ed oggi Guglielmo Epifani (CGIL), Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL) hanno approvato il documento che recita: “Obiettivi centrali sono il miglioramento delle condizioni di reddito, di sicurezza e qualità del lavoro dei lavoratori attraverso la crescita della qualità, del nostro paese, delle sue reti materiali e immateriali, del suo stato sociale e della qualità, competitività e produttività delle impresè. L’obiettivo – prosegue il testo – è quello di un accordo unico che definisca un modello contrattuale per tutti i settori pubblici e privati. Va, quindi, aperto un tavolo con tutte le Associazioni datoriali e con il Governo. La revisione della struttura della contrattazione definita dall’accordo del 23 luglio 1993 è parte della stessa strategia che sta alla base del confronto su fisco, prezzi e tariffe”.
I sindacati tornano uniti per approvare le linee guida di riforma della contrattazione pubblica e privata. Tre le linee guida per i lavoratori: reddito, sicurezza e qualità . Il testo delle “Linee di riforma della struttura della contrattazione” era stato annunciato dai tre segretari confederali il 1° maggio ed oggi Guglielmo Epifani (CGIL), Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL) hanno approvato il documento.

Riduzione del numero dei contratti, introduzione degli accordi triennali, nuovi meccanismi per la definizione della rappresentanza, potenziamento del doppio livello di contrattazione. Sono solo alcuni degli aspetti inseriti nell’intesa sulle proposte di riforma del modello contrattuale ratificata oggi all’unanimità dalle segreterie unitarie di Cigl, Cisl e Uil. Un sì di grande importanza che ha trovato anche il plauso degli industriali.
Il documento è chiaro: “Obiettivi centrali sono il miglioramento delle condizioni di reddito, di sicurezza e qualità del lavoro dei lavoratori attraverso la crescita della qualità, del nostro paese, delle sue reti materiali e immateriali, del suo stato sociale e della qualità, competitività e produttività delle imprese. L’obiettivo – prosegue il testo – è quello di un accordo unico che definisca un modello contrattuale per tutti i settori pubblici e privati. Va, quindi, aperto un tavolo con tutte le Associazioni datoriali e con il Governo. La revisione della struttura della contrattazione definita dall’accordo del 23 luglio 1993 è parte della stessa strategia che sta alla base del confronto su fisco, prezzi e tariffe”.