Napolitano: L’Italia era in debito di questa giornata con le vittime del terrorismo

“Questo è il giorno del ricordo e del pubblico riconoscimento che l’Italia da tempo doveva alle vittime del terrorismo. E’ il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana che l’Italia sempre deve alle loro famiglie. Ed è il giorno della riflessione su quel che il nostro paese ha vissuto in anni tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere”. Lo ha detto ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento in occasione della celebrazione al Quirinale del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.

Tremonti: Il tesoretto non c’è. Eventuali sacrifici per banche e petrolieri

 Durante la registrazione del programma Mezz’ora condotto da Lucia Annunziata, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha dato alcune informazioni sui conti pubblici dello Stato: “Posso escludere l’esistenza di un tesoretto. L’andamento delle entrate non è buono: basta guardare l’andamento dell’Iva sugli scambi interni, che è negativo. L’economia va male, e non perchè da gennaio è ripartita l’evasione”. Per quanto riguarda i provvedimenti di alleggerimanto fiscale promessi in campagna elettorale, quali vantaggi sull’Ici e detassazione di straordinari e premi, Tremonti ha invece risposto: “Non abbiamo ancora i testi scritti, siamo negli uffici da poche ore, quando avremo una base di ragionamento la presenteremo a chi di dovere”.

Governo, problemi per i sottosegretari. C’è un caso Brambilla

Fase convulsa e complicata quella che sta affrontando Berlusconi per il varo dei viceministri e sottosegretari. Fase in cui sembrerebbe rimetterci Michela Brambilla leader dei circoli delle libertà. Quaranta minuti non sono infatti bastati per risolvere il problema legato all’ingresso di Michela Vittoria Brambilla nella compagine di governo. In predicato di un Ministero, poi di un viceministero, infine di un sottosegretariato, la Brambilla non ha voluto rilasciare dichiarazioni ma si è mostrata visibilmente insoddisfatta dal colloquio avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Presentato da Walter Veltroni il Governo Ombra

 Una squadra pronta a contrastare le azioni del governo di Silvio Berlusconi ma anche a proporre soluzioni alternative ai problemi che affliggono il paese. È il governo ombra varato dal segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni. Politici affermati come Piero Fassino e Pierluigi Bersani accanto a volti nuovi come Pina Picierno e Matteo Colaninno. E una forte presenza femminile: nove donne su ventuno componenti. Tra i nomi annunciati da Veltroni anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, al “dicastero” delle riforme per il federalismo. Fanno parte del governo ombra Marco Minniti (interno), Piero Fassino (esteri), Pierluigi Bersani (economia), Linda Lanzillotta (pubblica amministrazione), Ermete Realacci (ambiente), Giovanna Melandri (comunicazione), Vincenzo Cerami (cultura), Lanfranco Tenaglia (Giustizia), Maria Pia Garavaglia (Istruzione), Matteo Colaninno (Sviluppo economico), Roberta Pinotti (Difesa), Alfonso Andria (Agricoltura) Ermete Realacci (Ambiente), Andrea Martella (Infrastrutture), Giovanna Melandri (Comunicazione), Mariangela Bastico (Regioni), Vittoria Franco (Pari opportunità), Beatrice Magnolfi ( Semplificazione), Maria Paola Merloni (Politiche comunitarie), Michele Ventura (Attuazione del programma), Pina (Politiche giovanili). Ricardo Franco Levi, sarà il portavoce del governo ombra , mentre il coordinatore dell’esecutivo (l’alter ego di Gianni Letta) sarà invece Enrico Morando.
Alle riunioni del overno-ombra parteciperanno anche Dario Franceschini, vicesegretario del Partito, ed i due cpaogruppi alla Camera e al Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

Bossi (Lega): Il primo passo sarà il federalismo fiscale

 “Il federalismo o lo facciamo noi o lo faranno i cittadini”. Lo dice il ministro per le Riforme Umberto Bossi dopo aver giurato al Quirinale. A proposito della delega ricevuta, Bossi spiega: “Per attuare la nostra riforma federalista, dovremo cambiare la Costituzione lavorando sulla base di tanti piccoli ‘pezzettini’ affinché non basti un referendum per far cadere tutto
Assieme”. Il primo passo, prosegue in neoministro per le riforme, sara’ il federalismo fiscale, che sara’ esaminato dal Consiglio dei ministri appena sara’ pronto il testo che sta preparando lui stesso, partendo dal testo del Consiglio regionale della Lombardia che prevede di lasciare alle regioni una quota di Iva e di Irpef per portare avanti i programmi sul territorio.

Berlusconi: Decisi a decidere

 Si volta pagina, il nuovo governo di Silvio Berlusconi è nato con rapidità, chiarezza e novità per dare una prima risposta forte alle richieste di cambiamento espresse in maniera ampia e netta dal corpo elettorale. Il passato comincia a passare, il governo italiano finalmente è più simile a quelli dei più importanti Paesi europei.

Le novità non sono poche. Innanzitutto, l’esecutivo è nato a soli 23 giorni di distanza dalla chiusura delle urne, anche perché di fatto è stato velocizzato, per impulso del premier, il rituale non più rispondente alle esigenze di una democrazia efficiente.

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Insediamento per il nuovo Governo e primo Consiglio dei Ministri

Dopo il giuramento, avvenuto al Quirinale alle ore 17 di oggi, 8 maggio 2008, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è giunto a Palazzo Chigi per la cerimonia dello scambio di consegne con il premier uscente, Romano Prodi. Il Protocollo di Stato prevede che lo scambio di consegne tra il Presidente uscente e il nuovo Premier avvenga all’interno di Palazzo Chigi, nel Salone dei Galeoni, con la cerimonia simbolica del campanello. Il nuovo Governo – che si è insediato oggi a Palazzo Chigi – è il quarto guidato da Silvio Berlusconi e il 60° della Repubblica.

Giuramento al Quirinale per i membri del nuovo Governo

 Alle ore 17.00 di oggi 8 maggio 2008, il Governo ha prestato giuramento al Palazzo del Quirinale, come previsto dall’art. 93 della Costituzione Italiana. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole dottor Silvio Berlusconi, ed i Ministri, hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Il giuramento costituisce l’atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedeltà alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.