Militanti Lega contro campo Sinti a Venezia

La condotta della Lega Nord sta creando non pochi imbarazzi al governo Berlusconi. In realtà l’ultimo che sembra accorgersene è lo stesso presidente del Consiglio, che tutto fa e dice fuorché prendere posizione contro le continue ed inaccettabili uscite del Carroccio. In meno di un mese di governo, il partito che il lunedì si dichiara secessionista e il martedì giura sulla costituzione repubblicana, ha inanellato una serie di scivoloni che sembrano rivelarne la vera natura anti-europea, anti-italiana, razzista, intollerante e xenofoba.

Ahmadinejad attacca Onu e Occidente. A Roma corteo contro l’Iran

Giovani, donne e bambini ebrei hanno sfilato nel centro di Roma, diretti al palazzo della Fao, per protestare contro il presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad e la sua politica contro l’esistenza dello stato di Israele.
I manifestanti sono partiti dal Portico d’Ottavia, nel cuore del ghetto, sfilando per piazza della Bocca della Verità e via dei Cerchi, per arrivare in piazza di Porta Capena. Il corteo si è poi concluso all’altezza di piazzale Ugo La Malfa, proprio a ridosso della zona rossa.
“Dopo le ultime dichiarazioni rilasciate da quel tiranno contro Israele – ha spiegato un portavoce dei manifestanti – abbiamo deciso di venire qui per dichiarare il nostro dissenso alla presenza di Ahmadinejad al vertice. Vogliamo, invece, ringraziare le autorità italiane a cominciare dal presidente del Consiglio Berlusconi che non lo ha ricevuto a Palazzo Chigi e del presidente della Camera Fini che ha deciso di non incontrare l’ambasciatore iraniano”. Il portavoce ha inoltre detto che “è apprezzabile anche la posizione assunta dal Vaticano che ha deciso di negare al presidente iraniano l’udienza con il Papa”.

Berlusconi: La clandestinità sia solo un’aggravante

“Il Parlamento e’ sovrano, decidera’ secondo coscienza e secondo buonsenso. La mia personale visione e’ che non si possa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena. Invece la situazione della clandestinita’ puo’ essere un’aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale”.

Immigrazione clandestina: doppia condanna dall’Onu e dal Vaticano

Ferma condanna dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Louise Arbour e un nuovo stop da parte del Vaticano per la politica del governo italiano nei confronti degli immigrati clandestini.

L’ONU
La Arbour ha stigmatizzato la “recente decisione di rendere reato l’immigrazione illegale” e i recenti attacchi contro i rom e, intervenendo al Consiglio dell’Onu sui diritti umani riunito in sessione a Ginevra, ha affermato che “in Europa, le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l’immigrazione irregolare e minoranze indesiderate, sono una seria preoccupazione”.
“Esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano”, ha affermato la Arbour.
La delegazione italiana ha immediatamente preso la parola per esprimere “stupore” per il riferimento alla situazione in Italia, “un Paese da sempre in prima linea nella battaglia contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza”, ha affermato l’ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri.
La delegazione italiana ha inoltre precisato che l’Italia non ha ancora introdotto il reato di immigrazione clandestina e che il relativo progetto di legge deve essere ancora esaminato dal Parlamento.

2 giugno, Napolitano: La Costituzione fondamento e simbolo della Repubblica

 Il primo atto della cerimonia di celebrazione per la Festa della Repubblica, giunta alla sua 62° edizione (e che ha come momento centrale la parata militare su via dei Fori imperiali) è stato, come da tradizione, la deposizione da parte di Giorgio Napolitano di una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto, all’Altare della Patria.
Il Presidente della Repubblica non ha preso la parola, ma ha affidato le sue considerazioni sull’evento a una nota di saluto inviata alle forze armate: il 2 giugno 1946, vi si legge, è “simbolo e fondamento della democrazia del nostro Paese”.
“Rivolgo il mio deferente omaggio, senza distinzione, – prosegue la nota- a tutti gli uomini e le donne che sono caduti perché quel giorno potesse finalmente giungere ed a tutti quelli che, dopo di loro, hanno perso la vita perché i valori che avevano ispirato la conquista della democrazia potessero durare nel tempo e consolidarsi.”

Vendola: obsoleta distinzione fra regioni “ordinarie” e “autonome”

 Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sottolineato che bisogna cominciare a fare i conti con “un dato della realta’: il carattere obsoleto della distinzione tra Regioni a statuto ordinario e Regioni a statuto autonomo. Un federalismo solidale e’ una forma nuova che rende obsolete e vetuste quelle vecchie forme”, perche’ secondo Vendola “si entra in una stagione nuova in cui ciascuno mette a frutto i propri elementi di autonomia regionale e li mette a disposizione del sistema paese”. Per il presidente pugliese “il Sud fa bene se accetta la sfida quando la sfida e’ quella della responsabilizzazione dei territori, della condivisione di una battaglia generale contro gli sprechi, la corruzione, la dissipazione delle risorse pubbliche. Credo che non si possa sfuggire a questo tema: della crescita del senso di responsabilita’”. “Il federalismo e’ un tema che va affrontato con competenza e delicatezza anche perche’ nella nostra vicenda c’e’ un dato eccentrico rispetto alle storie del federalismo. E’ un federalismo che parte da un dato dell’unita’ nazionale

Berlusconi: E’ necessaria una legge sulle intercettazioni che garantisca il diritto primario alla privacy

Nell’occasione offerta dal ricevimento ai giardini del Quirinale per la Festa del 2 Giugno, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è rivolto direttamente al presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana Roberto Natale, per affermare la necessità di una legge sulle intercettazioni che sanzioni i giornali che pubblicano gli stralci dei verbali: “La prima cosa è il diritto alla privacy. Tutto il popolo italiano ha il diritto, quando alza la cornetta, di non essere intercettato. Comunque la legge dovrà andare in Parlamento e non si tratta di fare cose straordinarie: penso a multe per gli editori che pubblicano intercettazioni.