Lo sciopero generale della scuola è stato proclamato per giovedì 30 ottobre.
Lo hanno deciso i sindacati di categoria- Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda – per protestare contro i provvedimenti varati dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
I sindacati della scuola hanno deciso di indire la giornata di lotta dopo aver registrato stamani, in sede di tentativo di conciliazione, una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni.
La mobilitazione di tutto il personale della scuola, oltre allo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre, prevede in concomitanza, una manifestazione nazionale a Roma.
Dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera, il decreto Gelmini sul maestro unico è stato bocciato senza riserve dal mondo della scuola.
Domani un primo assaggio del malcontento arriverà dagli studenti che manifesteranno in decine di città.
“L’approvazione con il voto di fiducia del decreto Gelmini – spiega l’Unione degli studenti – mostra come il governo prova ad affermare il proprio autoritarismo”.
Crisi mutui, Casini (UDC): E’ l’ora della responsabilità nazionale
L’intervento in Aula alla Camera del leader Udc Pier Ferdinando Casini durante l’informativa urgente del Governo sulla crisi finanziaria in atto.
“Signor Ministro, noi siamo il partito della responsabilità nazionale – così ci definiamo – e oggi è il giorno di dimostrare responsabilità nazionale. Oggi non è il giorno del Governo di unità nazionale, ma è il giorno dello spirito unitario degli italiani e questo giorno deve trovare eco profondo e sincero in questo Parlamento.
Noi siamo all’opposizione del Governo, ma tutti siamo con il Governo solidali nell’affrontare questa crisi, perché tutti siamo solidali con l’Italia e gli italiani. L’opposizione deve fare un atto forte di disponibilità e la maggioranza deve guardarsi da quella sindrome di autosufficienza, che è in questo caso un gravissimo errore.
Poche considerazioni: Bersani, Giorgetti e Cicchitto hanno introdotto valutazioni molto stimolanti.
L’Europa: noi siamo europeisti convinti ma ci rammarichiamo profondamente che l’Europa, in questa circostanza, si sia mossa tardi, male e in ordine sparso. Basta pensare al vertice di Parigi, basta pensare ai provvedimenti assunti dall’Irlanda, biasimati da tutti gli altri Paesi e poi successivamente imitati, in ordine sparso, proprio da tutti gli altri Paesi.
La scheda riassuntiva sul decreto del governo per fronteggiare la crisi finanziaria
“Stabilità nelle banche, liquidità nelle banche per le imprese, fiducia nel risparmio”
Nessuna banca italiana è a rischio fallimento. Gli istituti di credito italiano sono sufficientemente patrimonializzate e sufficientemente liquide e garantiscono tutti nel modo più efficiente in Europa. I risparmi degli italiani sono al sicuro. E le misure adottate dal governo col decreto legge dell’8 ottobre mettono ulteriormente al riparo i correntisti italiani da ogni rischio e intendono rassicurare le imprese sulla continuità del finanziamento delle loro attività.
Il decreto del governo è uno scudo preventivo utile a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi.
Il decreto del governo serve anche per dare un messaggio rassicurante ai cittadini e non fa che confermare le informazioni date la settimana scorsa: il nostro sistema bancario è forte a sufficienza, ha liquidità a sufficienza e non ha problemi di capitalizzazione.
Tremonti: Lo Stato non gestirà le banche
Il testo integrale dell’intervento di Giulio Tremonti svolto alla Camera dei Deputati il 9 ottobre 2008 sugli sviluppi della crisi finanziaria.
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
inizio il mio intervento con un flash-back. L’evidenza della crisi finanziaria in Europa e l’avvio della gestione politica della crisi finanziaria, così come si è manifestata in Europa, è databile al 26 settembre di quest’anno, a Bruxelles, in sede di Economic financial stability committee. Queste è la sede nella quale inizia la considerazione e la gestione della crisi finanziaria in Europa.
Infatti, è dal 26 settembre che prende avvio un continuo di iniziative e di contatti sistematici a livello tecnico, diplomatico e politico, ogni giorno, spesso molte volte nello stesso giorno, per i Paesi europei parte del G8 e anche verso la più ampia comunità internazionale.
Veltroni interviene a ‘Ballarò’: La situazione è drammatica
Walter Veltroni, ospite di ‘Ballarò’, inizia il suo intervento in trasmissione chiarendo di “non temere Berlusconi per quello che è o per quello che fa. Ciò che mi preoccupa – spiega il leader del Pd – è lo stato del nostro Paese, il suo ‘andazzo. Temo che le mie preoccupazioni siano fondate. Mi preoccupa che mentre il presidente del Consiglio va in giro a raccontare barzellette o racconta delle sue nottate… Il Paese vive una situazione drammatica”.
Abbiamo il diritto di fare un’opposizione che non sia una melassa gelatinosa ma una cosa seria. Subito il segretario elenca le proposte del PD contro la crisi economica: “occorre istituire subito un fondo per le micro e piccole imprese, perchè se crolla questa parte del Paese crolla il sistema.
Ronchi: Per la crisi dei mercati la UE adotti soluzioni comuni
“L’Europa avrebbe la forza” di superare l’attuale crisi finanziaria “se riuscisse a trovare delle soluzioni tecniche comuni”. Questo il monito lanciato dal ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, in un’intervista a ‘Panorama del giorno’, aggiungendo che “forse qualcuno non ha capito, anche in Europa, la drammaticità della situazione”, in riferimento alle parole del commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia, che ieri aveva detto di “non sapere nulla” della proposta di un fondo europeo di sostegno alle banche in crisi, rilanciata dal premier italiano Silvio Berlusconi.
Per l’Italia Ronchi si è però detto ottimista, in quanto “il nostro sistema creditizio si presenta al mondo più forte di quello che noi stessi italiani potevamo pensare”. “La nostra economia – ha aggiunto il ministro – è quindi in grado di assorbire meglio i colpi di questa crisi”.
Crisi mutui: il Cdm vara decreto per la stabilità delle banche
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge contenente provvedimenti per la stabilità delle banche e del risparmio.
Nel decreto, a quanto si apprende da fonti governative, è previsto un fondo per sostenere eventuali crisi di istituti di credito.
Nel corso della riunione, si sarebbe espressa la convinzione che allo stato però non c’è pericolo di crisi per le banche italiane e che l’obiettivo è comunque quello di proteggere e rassicurare i cittadini.
Il fondo per il salvataggio delle banche previsto nel decreto anti-crisi ammonterebbe a 20 miliardi di euro.
“Nessuna banca italiana fallirà e nessun risparmiatore rischia”, ha ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al termine del Cdm.
“Il decreto legge conferma a tutti le informazioni che il Presidente del Consiglio aveva dato a Napoli – ha sottolineato Berlusconi – il sistema delle banche italiane è patrimonializzato a sufficienza, è liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione”.
Fmi: La peggiore crisi dal 1930, Italia in recessione nel 2008-2009
Nel suo ultimo Rapporto sull’economia mondiale, il Fondo monetario internazionale non usa mezzi termini e definisce la crisi economica di questi mesi come “la peggiore dal 1930”. Il Fondo descrive un’economia globale che rallenta dal +5% del 2007 al +3,9% del 2008, per frenare ancora a +3% nel 2009, un ritmo che molti esperti considerano l’orlo della recessione. Secondo gli analisti del Fondo “l’economia mondiale sta entrando in una crescente depressione economica a causa del più pericoloso shock finanziario per le economie avanzate dagli anni Trenta”. Nel luglio scorso il Fmi stimava l’economia mondiale in crescita del 4,1% nel 2008 e del 3,9% nel 2009. Ora però molte cose sono cambiate. “Molte economie avanzate – si legge nel rapporto – sono vicine, o già entrate in recessione, mentre la crescita nelle economie emergenti si è indebolita”. La colpa e’ soprattutto della crisi finanziaria, la quale, dopo il collasso dei subprime ad agosto del 2007 è “peggiorata negli ultimi sei mesi” ed è entrata in una “nuova tumultuosa fase a settembre”. “Non c’è in vista una ripresa – si legge nel rapporto – e quando arriverà sarà graduale”.
Veltroni: A Berlusconi da fastidio l’opposizione
“Ieri in televisione era un dilagare di ministri, quegli stessi ministri che Berlusconi aveva detto qualche giorno fa che non sarebbero dovuti andare in televisione.
Evidentemente non devono andare quando c’e’ qualcuno che si contrappone alle loro idee, invece possono andare sulle televisioni del presidente del Consiglio in piena liberta’”. Ha scelto la radio il segretario del Pd Walter Veltroni per commentare gli attacchi domenicali da parte della maggioranza. Ospite della trasmissione di Radio 3 “Faccia a faccia” ha spiegato che nonostante siano venute meno le condizioni di una “convivenza” tra governo, maggioranza e opposizione, “non faremo mai l’errore di essere in contraddizione con cio’ che siamo, una forza democratica e responsabile”.
Quagliarello (PdL): Chiederemo con urgenza di discutere la riforma dei regolamenti parlamentari
“Chiederemo con urgenza di discutere la riforma dei regolamenti parlamentari. Il governo ha bisogno di tempi certi per l’approvazione dei suoi provvedimenti”. Lo ha affermato il vicepresidente del gruppo Pdl