Veltroni interviene a ‘Ballarò’: La situazione è drammatica

di Mariella Commenta

Walter Veltroni, ospite di ‘Ballarò’, inizia il suo intervento in trasmissione chiarendo di “non temere Berlusconi per quello che è o per quello che fa. Ciò che mi preoccupa – spiega il leader del Pd – è lo stato del nostro Paese, il suo ‘andazzo. Temo che le mie preoccupazioni siano fondate. Mi preoccupa che mentre il presidente del Consiglio va in giro a raccontare barzellette o racconta delle sue nottate… Il Paese vive una situazione drammatica”.

Abbiamo il diritto di fare un’opposizione che non sia una melassa gelatinosa ma una cosa seria. Subito il segretario elenca le proposte del PD contro la crisi economica: “occorre istituire subito un fondo per le micro e piccole imprese, perchè se crolla questa parte del Paese crolla il sistema. Mi piacerebbe dialogare con il governo e sono dispostissimo a farlo – ha aggiunto Veltroni – sono da mesi che chiediamo un intervento sui salari mentre hanno abolito l’ICI per tutti, anche per i ricchi, e aumentato le tasse. C’è un problema drammatico e da molti mesi, prima di questa crisi. Il Paese si sta indebitando, e s lo fa per arrivare a fine mese, non per acquistare un’auto.

Ci sono poi i precari, e ne stanno per uscire tanti dalla pubblica amministrazione e i pensionati”. Tra i rischi che vede il segretario del Pd c’è la crescita dell’usura e del racket tra le piccole imprese che fanno fatica a trovare un prestito in banca. Ma nel caso ce ne fosse bisogno, siamo pronti a convergere e a “collaborare” con il Governo”. Il riferimento è ai provvedimenti a difesa del risparmio e dell’economia italiano a fronte della recessione economica, ma a condizione che possa al contempo continuare a criticare il Governo perchè “una democrazia funziona se è garantito il ruolo fondamentale dell’opposizione”. Un’apertura a cui si accompagnano precisi paletti alla possibilità di convergenza bipartisan sui prossimi provvedimenti in Italia a difesa dalla crisi dei mercati.

Sul fatto che non si fa una riforma della scuola con un”banale decreto” è d’accordo anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale ha fatto notare che il provvedimento è stato emanato “senza che ci sia stata nessuna discussione nè il sindacato, né gli insegnanti, né gli enti locali”.

Veltroni ha anche difeso l’Italia dei Valori dagli attacchi della maggioranza e della presidenza della Commissione di vigilanza Rai chiarendo che “non è possibile che si dica che un partito che è rappresentato in Parlamento non è democratico. Prima di fare prediche… Tutti più calmi…” è stato l’invito del leader Pd dallo studio di Ballarò .

Nella compagine governativa, ricorda Veltroni “c’è un ministro che ha alzato il dito medio e non si alza all’inno nazionale, quindi prima di fare prediche…”.

Veltroni ha definito comunque “assolutamente contrastante” la sua idea di opposizione rispetto a quella dell’Italia dei Valori ” e credo che questo emergerà ulteriormente- – aggiunge, defindendo “eclettiche” alcune posizioni del presidente Idv, ad esempio in materia di immigrazione. “Non commento – conclude – Di Pietro, perchè oggi ha un’idea, domani un’altra e ieri un’altra ancora”.

Sulla crisi vertice al buio, concluso con un nulla di fatto.

Veltroni ha difeso il ruolo dell’Europa contro la crisi dei mercati: “Dico agli euroscettici: dove saremmo ora senza l’Europa? Abbiamo bisogno di più Europa e dobbiamo sostenere la crescita. Per questo abbassare i tassi di inflazione è necessario, per farci ripartire”. Dallo studio di Ballarò ha anche criticato il vertice del G-4 di sabato scorso, giudicandolo “un vertice al buio, che si è concluso con un nulla di fatto, opera di un G8 dimezzato”. E in Italia con questo governo “non c’è politica di crescita, di sostegno alla domanda mentre il centrosinistra ha il merito di aver salvato il Paese dai mutui ipotecari. Tremonti ha avuto parole spiacevoli, con il tono di rissa – spiega il leader del Pd – ha reagito così perchè abbiamo ricordato un cosa indiscutibile: nel Dpef del 2003 lui proponeva quegli stessi mutui che negli Usa hanno innescato la tempesta che lo stesso Tremonti voleva introdurre nel Dpef del 2003. Su Tremonti non faccio questioni personali, penso che un ministro dovrebbe avere tono più sobri”.

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