Casini (UDC): Nessuna alleanza col Pd, da Veltroni aspetto novità

 L’intervista del ‘Riformista’ al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

«Non è una novità»: il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini commenta così la rottura tra Pd e Di Pietro. Sulle alleanze taglia corto: «Siamo equidistanti dai poli». E a Veltroni dice: «Sulla legge per le europee vedremo se sarà complice di Berlusconi come in campagna elettorale o se cambierà modalità di fare opposizione». Come giudica la rupture tra Veltroni e Di Pietro?
«Non è una novità. Anzi, è un evento consolidato da tempo. Di Pietro si è servito dei voti del Pd per entrare in Parlamento e poi ha fatto il suo gruppo. Quella di Veltroni mi è sembrata più che altro una legittima difesa».

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Confcommercio: Per l’Italia crescita sotto zero sia nel 2008 che nel 2009

 La crisi dei mercati aggrava la situazione economica dell’Italia. Nel 2009 il Pil calerà dello 0,3% e anche quest’anno è atteso in flessione dello 0,3%. A frenare è soprattutto la spesa delle famiglie residenti che, nel 2009, calerà dello 0,5%, mentre gli investimenti sono attesi in totale stagnazione. Sono dunque rinviate al 2010 “le effettive possibilità di riavvio di un ciclo espansivo delle attività produttive”. E’ quanto prevede l’Ufficio Studi Confcommercio, le cui stime sono state diffuse a Pramaggiore (Venezia) dal presidente Carlo Sangalli.

Nelle stime si sottolinea come “gli impulsi recessivi derivanti dall’attuale contesto Internazionale” appaiono “amplificati e destinati a tradursi in un profilo ciclico ben peggiore rispetto alla media dell’euroarea, sempre che risulti fondata l’ipotesi della presunta solidità del settore creditizio nazionale, sia in termini di liquidità, sia in termini di solvibilità”.

Di Pietro (IdV): Veltroni gioca a golf, io a rugby

 Intervista rilasciata da Antonio Di Pietro a Corriere.tv, in riferimento alle dichiarazioni di Walter Veltroni di scioglimento dell’alleanza con l’Italia dei Valori.

Corriere: Qual’è stata la sua prima reazione a questa dichiarazione “alleanza finita”?
Antonio Di Pietro: Beh, detta da Veltroni ho pensato subito che in realtà volesse dire “alleanza finita, ma anche”.
In realtà qualsiasi persona e qualsiasi dirigente politico di buonsenso sa che di fronte al fenomeno Berlusconi c’è necessità di fare opposizione dura, determinata e pura. Una opposizione che finalmente Veltroni si è accorto di dover fare, e paradossalmente, nel momento in cui se n’è accorto, se la prende con me che me ne sono accorto dal primo giorno.

Veltroni (PD): La posizione del governo italiano sul ‘pacchetto-clima’ e’ irresponsabile

A poco più di 24 ore dal Consiglio dei ministri dell’Ambiente Ue in Lussemburgo, in programma lunedì, il premier Silvio Berlusconi difende la posizione italiana sul pacchetto clima e la richiesta di posticipare di un anno le decisioni sulle misure da prendere in merito a cambiamenti climatici ed energia. Il pretesto che usa è quello della condivisione in seno all’Unione: “La richiesta di avere più tempo per approfondire il tema dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica è stata condivisa da altri nove Stati – sostiene Berlusconi -. Non c’è quindi nessun isolamento dell’Italia in Europa, ma solo la continuazione di un costume deteriore dell’opposizione e cioè quello di fare polemiche anche contro il proprio Paese”.
Peccato che come fa notare il segretario del PD Walter Veltroni, da diversi giorni “La posizione del governo italiano sul ‘pacchetto-clima’ in discussione a Bruxelles e’ irresponsabile nel merito e rischia di isolare il nostro paese dal nucleo storico dell’Unione europea.

Berlusconi: Sul clima l’Italia non è isolata. Con noi altri nove Paesi

 “La richiesta italiana di avere piu’ tempo per approfondire il tema dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica e’ stata condivisa da altri 9 stati. Non c’e’ quindi nessun isolamento dell’Italia in Europa, ma solo la continuazione di un costume deteriore dell’opposizione e cioe’ quello di fare polemiche anche contro il proprio Paese.

Leggo su alcuni quotidiani che l’Italia si troverebbe isolata in Europa per quanto riguarda la vicenda del clima. Non e’ assolutamente vero, l’Italia ha richiesto che i costi della riduzione delle emissioni di anidride carbonica vengano sostenuti in modo eguale da ciascun cittadino europeo.

Al vertice UE l’Italia discute sullo stappo nelle politiche ambientali

Faccia a faccia, oggi a Lussemburgo, tra il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, e il ministro italiano Stefania Prestigiacomo: si riunisce infatti il Consiglio Ambiente dell’Ue che ha in agenda proprio il pacchetto legislativo su clima ed energia, causa di forti tensioni nei giorni scorsi fra Roma e Bruxelles. Il commissario, che ha detto ripetutamente di non volere lo scontro con l’Italia e di voler ascoltare le obiezioni e le richieste di modifica che il governo propone al pacchetto Ue, cercherà probabilmente un chiarimento con Prestigiacomo anche sulle “guerra delle cifre” con Roma sui costi del pacchetto (181 miliardi di euro, con una media di 18 miliardi all’anno dal 2011 al 2020, secondo il governo italiano).

Unicredit: la Libia chiede un vicepresidente

La banca centrale libica sembra intenzionata a chiedere un posto nel consiglio d’amministrazione di UniCredit, di cui è ormai secondo azionista (dietro la Fondazione Cariverona) con il 4,23%. L’obiettivo, riferisce una fonte, sarebbe la vicepresidenza dell’istituto, a cui i libici avrebbero candidato il governatore della banca centrale, Farhat Omar Bengdara. La richiesta potrebbe essere stata già avanzata ai grandi soci di UniCredit, banca in cui i fondi sovrani di Tripoli hanno investito oltre 1 miliardo di euro comprando titoli sul mercato. Come è noto, la Libia ha inoltre dato la propria disponibilità a sottoscrivere una tranche di 500 milioni del prestito obbligazionario di prossima emissione. UniCredit ha attualmente 5 vicepresidenti.
Oltre al dossier UniCredit, i fondi libici, secondo la medesima fonte, stanno studiando l’acquisizione di una quota dell’Eni (di cui avrebbero già lo 0,7%) e non avrebbero rinunciato all’ingresso in Telecom Italia.

Dalla Conferenza delle Regioni ancora critiche alla finanziaria

 La Finanziaria ”da’ un colpo pesante ad alcuni servizi fondamentali che riguardano la qualita’ di vita dei cittadini”, ha dichiarato il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani al termine della riunione della Conferenza del 16 ottobre.
L’assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni Romano Colozzi ha inoltre sottolineato che “la finanziaria e’ molto rigida e severa”. Colozzi ha ricordato che la manovra “opera su tutti i livelli della pubblica amministrazione” e che le regioni chiederanno “di togliere alcuni tagli non preventivamente concordati, che ci aggiungono a quelli per 7 miliardi di euro che le regioni si erano gia’ impegnate ad operare per il rispetto del patto di stabilita’”.
Quando si svolgerà la prossima Conferenza Unificata – sospesa per cl’impassa sulla pregiudiziale posta dalle Regioni rispetto alle norme per il dimesionamento scolstico (vedi notizie precdente) – le regioni hanno gia’ annunciato che daranno parere negativo sulla manovra.

Bossi: La gente sa bene che cosa è la Lega e alle urne non si sbaglia

 “La gente quando va a votare sa bene cosa è la Lega, chi è Formigoni, chi sono gli altri. La gente non sbaglia”. Lo ha detto il ministro per le Riforme Umberto Bossi a proposito di una possibile “concorrenza” del governatore lombardo e del sindaco di Milano, Letizia Moratti, sulla tutela degli interessi del Nord. Il segretario federale del Carroccio, ha parlato a margine del Giro di Lombardia, del quale, da vero appassionato di ciclismo, come ogni anno è andato a vedere l’arrivo a Como. Molte le domande dei cronisti alle quali il leader del Carroccio ha risposto volentieri. L’ambiente e lo scontro fra Italia e Ue? “Il clima e’ cambiato, e tutti siamo preoccupati, la gente vuole i cambiamenti, pero’ poi vuole anche andare in macchina e vuole la corrente elettrica. La soluzione e’ difficile da trovare”. La crisi finanziaria? “Dopo la recessione finanziaria c’è il rischio di una recessione produttiva. Speriamo di trovare una via di uscita”.