Fini: Un’infamia le leggi razziali. E la Chiesa, come l’Italia, si adeguò

 Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, torna a condannare duramente «l’infamia» delle leggi razziali, ma questa volta lo fa sottolineando anche l’immobilismo della società italiana e della Chiesa cattolica contro la legislazione antiebraica. «L’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia delle leggi razziali» spiega Fini in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70esimo anniversario delle leggi antiebraiche e razziste. «C’è da chiedersi – ha aggiunto il numero uno di Montecitorio – perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo – ha sottolineato Fini – da parte della Chiesa cattolica».

«PAGINA BUIA» – «Rievochiamo oggi – ha aggiunto il presidente della Camera – una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende de nostro popolo».

Quagliarello (PdL): Con Chiodi ha vinto il Popolo della Libertà

 “In Abruzzo insieme al presidente Gianni Chiodi ha vinto il Popolo della Libertà”. Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. “Dopo le elezioni del 13 e 14 aprile noi abbiamo creduto nella strada intrapresa e siamo andati avanti. Gli elettori ci hanno premiato, perché il dato che si sta consolidando attesta il Pdl e le liste in transizione verso il Pdl, i cui eletti confluiranno nello stesso gruppo consiliare, attorno al 46%, a fronte del 41,6% delle politiche e del 30% delle scorse elezioni regionali. Chi come il Pd ha scelto di tornare indietro, riproponendo una coalizione rissosa e succube di forze che disprezzano le istituzioni, è stato sonoramente sconfitto.

Il sindaco di Pescara arrestato per concussione

Il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, che è anche segretario regionale del Pd, è stato arrestato questa sera dalla polizia giudiziaria su ordine della procura della repubblica di Pescara con l’accusa di concussione. D’Alfonso è agli arresti domiciliari.

Assieme all’esponente del Pd sono state arrestate altre due persone: l’imprenditore dei servizi cimiteriali di Pescara, l’imprenditore Massimo De Cesaris, e l’ex braccio destro del sindaco Guido Dezio, dirigente dell’ufficio appalti e patrimonio del Comune, già arrestato a maggio per concussione e tentata concussione. Anche loro sono ai domiciliari.

L’inchiesta riguarda la gestione dei cimiteri, affidata da qualche tempo dall’amministrazione ad alcuni privati. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla concussione, truffa, falso e peculato.

Autocritica nel PD per i risultati elettorali in Abruzzo

 I risultati delle regionali in Abruzzo, dove le elezioni anticipate provocate dall’arresto del presidente della regione Ottaviano Del Turco vedono prevalere la destra in una competizione in cui quasi un abruzzese su due è rimasto a casa, devono spingere il Pd sulla strada del cambiamento. Ne è convinto il segretario del PD, Walter Veltroni: “C’è malessere, stanchezza e critica, anche nei nostri confronti. Dobbiamo fare di più sulla strada della moralizzazione della vita pubblica e sulla questione etica. Bisogna intervenire con grande determinazione. Meglio pagare un prezzo elettorale subito ma garantire un futuro al riformismo e al Pd senza comprometterlo”.

Intervenendo all’assemblea dei circoli del Pd del Lazio Veltroni ha così commentato i dati che arrivano dall’Abruzzo, sottolineando l’elemento più significativo di questa tornata elettorale: l’astensionismo, il vero vincitore nelle urne. “In base ai risultati dello spoglio, prima dei dati elettorali, sono i dati dell’astensionismo a essere impressionanti. C’è stato il 30 per cento in meno di votanti rispetto alle politiche (del 2008 ndr)”.

Abruzzo, vince il Pdl: Chiodi presidente. Pd, resa dei conti: verso rottura con Idv

Il Pdl ha ormai in tasca la vittoria nelle elezioni regionali abruzzesi: quando mancavano all’appello poche centinaia di sezioni il responso dei seggi vedeva Gianni Chiodi in vantaggio di circa sette punti percentuali sul rivale Costantini, sostenuto dal centrosinistra. Da segnalare il dato estremamente negativo relativo all’affluenza: ha votato solo il 52,98% degli aventi diritto contro il 68,58% delle elezioni del 2005. Un calo di quasi 16 punti percentuali.

Il candidato del Pdl in netto vantaggio. Secondo i dati del Viminale, dopo lo scrutinio di 1.432 sezioni su 1.625, Gianni Chiodi, candidato del partito di Silvio Berlusconi, era in testa con il 49,32% delle preferenze. Carlo Costantini (esponente dell’Idv, candidato dal centrosinistra) insegue con il 42,40%.

Sale l’Idv, cala il Pd, costante il Pdl. Per quanto riguarda i partiti, PdL costante, Idv in forte crescita, Pd in calo. Dopo lo scrutinio di 267 Comuni su 305 il Pdl era al 35,86% (aveva preso il 38,2% alle politiche dalla primavera scorsa) e l’Italia dei Valori era salita al 14,83%, oltre dieci punti in più delle politiche (4,3%), mentre il Pd perdeva oltre 13 punti percentuali, scendendo dal 33,7% al 20,12%.

Cicchitto (PdL): Prima la riforma federale e poi quella della giustizia

 “Il ministro Alfano sta facendo una serie di consultazioni con le forze della maggioranza e dell’opposizione. Poi sarà il ministro della Giustizia a predisporre il testo che dovrà essere approvato dal consiglio dei ministri; quindi si aprirà il confronto in Parlamento”.

Lo ha affermato il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, spiegando “in sostanza, verranno fatte tutte le consultazioni possibili e ci auguriamo che esse ottengano risultati positivi. In ogni caso il Governo e la maggioranza hanno il diritto-dovere di fare approvare dal Parlamento la riforma della giustizia, che costituisce un preciso impegno nei confronti degli elettori”. Guardando poi allo scontro politico che si è concentrato in questi giorni proprio sulla riforma della giustizia e, di riflesso, su quella federalista, Cicchitto – nel ribadire che seguiranno il percorso già previsto, “prima la riforma federale, poi quella della giustizia” – precisa che da parte del premier c’è stata solo una replica agli attacchi ricevuti.

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Verdini: Un milione e 800 mila ai gazebo nonostante pioggia e freddo, un grande viatico per Berlusconi

“Ancora una volta gli italiani e i nostri simpatizzanti hanno risposto nel migliore dei modi a questo nuovo modo di far politica, che coinvolge direttamente il popolo nelle scelte del partito. Se in un week end martellato dalla pioggia e dal freddo, con una situazione ancor più grave a Roma, dove si è rischiata l’esondazione del Tevere, quasi un milione e 800 mila persone si sono recate presso i gazebo per partecipare alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, rappresentata dalla platea congressuale del Pdl, vuol dire che non solo gli italiani continuano a sostenere convintamente la svolta impressa da Silvio Berlusconi il 14 aprile scorso, con la scelta di unire sotto un unico simbolo quasi tutto il popolo del centrodestra, ma che essi reagiscono positivamente ogni qual volta vengono coinvolti direttamente nelle scelte da operare.

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Ronchi: Grazie ad accordo UE sul clima, salvaguardati i lavoratori italiani

 “L’accordo che i leader dei Ventisette hanno trovato sul pacchetto clima-energia è motivo di grande soddisfazione per tutti noi”. Lo ha affermato il ministro delle Politiche Europee, Andrea Ronchi, che ha parlato di “un grande successo per l’Europa e per il governo italiano che, fin dall’inizio, si è battuto puntando sul gioco di squadra e su un’azione compatta e coordinata dei suoi ministri. C’e’ un punto molto importante che oggi tengo a sottolineare: grazie all’accordo raggiunto a Bruxelles nessun posto di lavoro italiano verra’ messo a repentaglio e l’industria manifatturiera verra’ pienamente tutelata. Quando a settembre iniziammo a occuparci del pacchetto clima-energia ci eravamo dati il compito di proteggere l’ambiente, riducendo al contempo gli oneri, decisamente sproporzionati, a carico delle imprese italiane.
Alla fine la nostra volonta’ di tutelare l’interesse nazionale si e’ rivelata vincente e oggi riteniamo che gli obiettivi che ci eravamo prefissati siano stati pienamente raggiunti e che sia stato trovato il giusto equilibrio tra una politica ambiziosa a tutela dell’ambiente e la salvaguardia della competitivita’ dell’industria, soprattutto in un momento difficilissimo per l’economia internazionale.

Confcommercio: Lo sciopero della CGIL una protesta irresponsabile

“Praticamente inesistente l’adesione tra le imprese associate a Confcommercio e nessun problema negli esercizi commerciali che sono tutti aperti”. Questo il commento del presidente della Commissione Lavoro di Confcommercio, Francesco Rivolta, in riferimento allo sciopero indetto venerdì dalla sola Cgil. “Avevamo già sostenuto, prima della sua proclamazione, che questo sciopero rappresentava una scelta irresponsabile perché non avrebbe aiutato il Paese ad affrontare le difficoltà della crisi, né a migliorare il clima di fiducia delle famiglie soprattutto nel periodo a ridosso del Natale e i dati sulle adesioni ci fanno dire che i lavoratori del nostro settore, ma anche gli stessi iscritti alla CGIL, hanno manifestato un’analoga preoccupazione.” “Tutto questo – conclude Rivolta – dovrebbe far riflettere chi ha grandi responsabilità sociali perché indica che, nella complessa situazione economica in cui ci troviamo, occorre una volontà di segno nuovo tesa a ricercare soluzioni praticabili nell’interesse generale. Per questo motivo auspichiamo che la CGIL non prosegua ad isolarsi su posizioni di conflitto ma individui, insieme alle altre organizzazioni sindacali, un nuovo terreno di confronto ripensando anche alla scelta di non aderire alla firma del nostro contratto nazionale”.

PD: La Costituzione non si tocca

 “I principi fondamentali della Costituzione sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde indirettamente alla volontà formulata da Silvio Berlusconi di cambiare la Costituzione senza il bisogno dell’opposizione. “Per quanto si discuta” su quanto è possibile o opportuno modificare e che cosa no, ribadisce Napolitano al Quirinale dove ha ricevuto i rappresentanti del Fondo ambientale italiano, le fondamenta della Carta non possono comunque essere toccate.

“Anche oggi il Capo dello Stato, con parole sagge e equilibrate, ha rimesso ordine in un dibattito che, non certamente per causa nostra, si era sviluppato attraverso strappi e dichiarazioni fuori luogo”. Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, commenta le parole di Napolitano e ricorda agli interlocutori della maggioranza che “I principi fondamentali della nostra Carta costituzionale sono immodificabili e per noi rimangono sempre validi e attuali”.

E’ bene che la maggioranza lo tenga a mente anche quando paventa la possibilità di andare avanti senza cercare di consultare tutto le forze chiamate a rappresentare il popolo italiano in Parlamento. “La Costituzione è inclusiva – ricorda Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente emerito della Corte costituzionale in un’intervista a Repubblica – Non è scritta da chi vince contro gli sconfitti. La Costituzione non si occupa di chi sia il vincitore. Scrive principi per tutti, garantisce i diritti di tutti”.