Il volto nuovo del Pd: Matteo Renzi

 Vincitore delle Primarie, Renzi è candidato a sindaco di Firenze. “D’ Alema voleva i quarantenni? Eccomi”, dice Renzi. “Per svecchiare il partito” dice D’ Alema. Ma i fatti sono andati esattamente così. Racconta Renzi: “Dopo l’assemblea nazionale, a cena, tra sfida e sfottò, “voi trenta quarantenni dite sempre che volete più spazio, no? Prendetelo. Abbiate il coraggio di una lotta in campo aperto”. Voleva la sfida? Eccola. Io non dico che sarò il leader nazionale del Pd, ora la mia battaglia è semplicemente vincere Firenze, ridare alla città un ruolo nazionale che con Domenici non ha mai avuto. Questa vittoria dimostra però che li possiamo affrontare, loro, con le loro logiche antiche, e battere. E se l’ ho fatto io possono farlo anche altri, spero che lo facciano. Basta far capire alla gente che sei fuori dagli apparati, e giocarsi tutto: se perdevo l’ ho detto, sarei tornato a lavorare in azienda. Questo è piaciuto. Ho tifato per Soru, anche se molti amici di sinistra erano delusi da lui, mi hanno detto che stavolta non l’ avrebbero più votato…”.

Intercettazioni, carcere solo per chi le pubblica

 È passato in commissione giustizia della Camera l’ emendamento presentato dalla parlamentare Pdl Debora Bergamini: carcere da uno a tre anni per chi pubblica le intercettazioni da distruggere. Via libera anche alla proposta di Nino LoPresti che vieta la pubblicazione delle intercettazioni espunte dal processo perché riguardanti fatti e persone estranee alle indagini. Anche in questo caso la pena è la reclusione da uno a tre anni.
“È l’ ennesimo strappo della maggioranza – commenta il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia – dopo lo strappo fatto allo strumento di indagine, ora quello al diritto di cronaca”. Si sta andando verso “l’ oscurantismo totale” afferma la capogruppo Pd in Commissione, Donatella Ferranti, “non si vuole il controllo democratico dei cittadini sull’ attività giudiziaria”. La cronaca giudiziaria “diventa una corsa ad ostacoli”.

Sì al decreto antistupro. Napolitano pronto a firmare

 Venerdì il decreto antistupro sarà pronto. Veltroni: “Ma né demagogia né ronde”. Comunque sono quasi terminate le consultazioni che sempre precedono una nuova legge. E così il ministro Roberto Maroni è salito al Quirinale per illustrare al Presidente della Repubblica lo spirito delle nuove norme, uscendo dal colloquio con un sostanziale via libera. Da Palazzo Chigi sono partite telefonate tranquillizzanti verso il Vaticano. Pertanto gli accusati di stupro non potranno beneficiare della libertà condizionale, ma avranno bisogno di un avvocato a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale, arriveranno nuovi presidi di polizia con relativi stanziamenti, saranno anticipate le norme contenute nel ddl antimolestie che la Camera ha già approvato. Fin qui è scontata una larga convergenza tra maggioranza e opposizione.

Testamento biologico: Napolitano augura una soluzione condivisa e equilibrata

 Il Presidente della Repubblica auspica una soluzione condivisa ed equilibrata che porti ad una buona legge sul testamento biologico. Lo fa mentre sul sito del Quirinale compare una comunicazione in risposta alle lettere arrivate al Colle sul caso di Eluana Englaro. “In relazione alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro, la Presidenza della Repubblica ha ricevuto migliaia di messaggi tra lettere, mail, fax e telegrammi. Il numero eccezionale di coloro che hanno voluto esprimere un parere sulla vicenda, con valutazioni e considerazioni di segno diverso, mostra quanto essa abbia toccato nel profondo la sensibilità degli italiani” si legge, “Nell’ impossibilità di rispondere direttamente e personalmente a ognuno, la Presidenza della Repubblica intende esprimere comunque un ringraziamento a tutti per il contributo offerto e per lo spirito di partecipazione democratica che li ha animati”.

Sardegna, centrodestra in vantaggio

 L’ elezione di Cappellacci alla presidenza della Regione Sardegna dal punto di vista politico rappresenta una vittoria di Silvio Berlusconi. Il premier, infatti, ha giocato in prima persona questa campagna elettorale, puntando addirittura su un candidato quasi sconosciuto per una sorta di rinnovamento al di fuori dell’ organizzazione tradizionale del Pdl. E andando avanti malgrado il parere contrario degli alleati, con un Gianfranco Fini pressoché infuriato perché informato a cose fatte della scelta di Cappellacci. Ma, soprattutto, Berlusconi ha vinto sulla linea del decisionismo che lo contraddistingue. La fase cruciale della campagna elettorale è stata occupata dallo scontro con i vertici istituzionali sul decreto legge per Eluana, approvato dal Consiglio dei ministri ma respinto dal Quirinale; e proprio alla vigilia del voto del decreto antistupro, per il quale difficilmente Napolitano potrà contestare i requisiti d’ urgenza.

Estero: ricerca Usa sulle cellule staminali

Barack Obama ripristinerà i finanziamenti statali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Il suo consigliere Axelrod spiega che il governo firmerà presto la revoca del divieto imposto da Bush. Gli

Prodi e il caso Mastella: “Questa non è politica”

 La notizia della migrazione di Clemente Mastella alla corte berlusconiana provoca il commento ironico di Romano Prodi. “Non la considero questa una politica” dice infatti l’ ex premier, intercettato al telefono da Radio Capital. E aggiunge che la vicenda è purtroppo “un segnale di continuità con la tradizione e che comunque lui è lontano mille miglia da queste cose”, compresa l’ inevitabile scia di sospetti che accompagna il nuovo matrimonio politico dell’ uomo che un anno fa fece cadere il governo dell’ Unione. Contrario a qualsiasi discorso che riguardi la politica italiana, l’ ex premier ha fatto una piccolissima eccezione durante un recente viaggio in Messico. Interrogato sui motivi della caduta del suo governo, ha dovuto ammettere “che non è stato sempre agevole spiegare perché l’ Ulivo sia prematuramente appassito”.
Non è chiaro se, con il termine Ulivo, Prodi intendesse riferirsi all’ insieme della sua esperienza di governo o piuttosto alla scarsa incidenza della filosofia ulivista nel Pd veltroniano. La sostanza comunque non cambia: “Io, per questa politica, non voglio esistere” ha più volte confidato ai suoi.

Stupri: il governo dice stop

 Il governo, dopo la tragica serie di stupri a Roma, Bologna e Milano, pensa alle necessarie misure. L’ esecutivo lavora a un decreto per fronteggiare l’ emergenza, anticipando le misure già contenute dal ddl sicurezza approvato pochi giorni fa dal Senato. Fra le norme in esame, l’ impossibilità di concedere i domiciliari a chi si è macchiato di violenza sessuale e squadre di cittadini disarmati al servizio dei sindaci per controllare il territorio.

La strategia dell’ esecutivo
Dal Viminale trapela l’ intenzione di intervenire immediatamente, già dal prossimo consiglio dei ministri. Lo stesso ministro dell’ Interno Roberto Maroni comunica al sindaco capitolino Gianni Alemanno la strategia dell’ esecutivo. Nel decreto dovrebbe essere previsto l’ aumento dell’ organico della Polizia (compatibilmente con le esigenze di bilancio), il gratuito patrocinio per le vittime di stupri e la possibilità per i sindaci di utilizzare cittadini non armati per il controllo del territorio. Dovrebbe essere prevista inoltre per gli autori di violenza sessuale anche una stretta sulla certezza della pena, oltre all’ impossibilità di concedere gli arresti domiciliari a chi si macchia di violenza sessuale.

Intercettazioni: indagato Gioacchino Genchi

 Un italiano su dieci nell’ archivio Genchi. Anche per quattordici utenze fisse del Quirinale, Gioacchino Genchi, (ex) consulente tecnico dell’ (ex) pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, ha chiesto le intestazioni anagrafiche, per conoscere l’ identità, le generalità, il codice fiscale, il ruolo svolto da chi aveva la disponibilità di quelle utenze della Presidenza della Repubblica. Durissima la denuncia del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che all’ unanimità ha approvato e poi consegnato ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, una relazione sul cosiddetto archivio Genchi (lo stesso consulente ha ammesso nella sua audizione a palazzo San Macuto di aver trattenuto copia integrale del materiale). Il vicequestore Genchi ha sviluppato tabulati telefonici, schede anagrafiche, tracciati dei cellulari di molti cittadini apparentemente estranei all’ inchiesta giudiziaria, tra i quali anche parlamentari e soggetti che rivestono ruoli istituzionali.