Intercettazioni, carcere solo per chi le pubblica

di Mariella Commenta

 È passato in commissione giustizia della Camera l’ emendamento presentato dalla parlamentare Pdl Debora Bergamini: carcere da uno a tre anni per chi pubblica le intercettazioni da distruggere. Via libera anche alla proposta di Nino LoPresti che vieta la pubblicazione delle intercettazioni espunte dal processo perché riguardanti fatti e persone estranee alle indagini. Anche in questo caso la pena è la reclusione da uno a tre anni.
“È l’ ennesimo strappo della maggioranza – commenta il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia – dopo lo strappo fatto allo strumento di indagine, ora quello al diritto di cronaca”. Si sta andando verso “l’ oscurantismo totale” afferma la capogruppo Pd in Commissione, Donatella Ferranti, “non si vuole il controllo democratico dei cittadini sull’ attività giudiziaria”. La cronaca giudiziaria “diventa una corsa ad ostacoli”.

Sarà vietato pubblicare nome e foto del magistrato relativamente ai procedimenti e ai processi penali loro affidati. Lo stabilisce un emendamento del deputato del Pdl Francesco Paolo Sisto al ddl intercettazioni approvato questa sera dalla commissione Giustizia di Montecitorio. “Sono molto soddisfatto”, ha commentato Sisto spiegando che il divieto ha due eccezioni: “Quando l’ immagine del magistrato non è scindibile dal diritto di cronaca e quando per il dibattimento siano state disposte le riprese televisive”. Le riprese video del dibattimento, secondo il ddl all’ esame della Commissione, saranno possibili solo se c’ è il consenso delle parti.

Passa nel Ddl sulle intercettazioni la proposta di sanzionare anche gli editori in caso di pubblicazione contro i divieti di legge: da 250 a 300 quote è la multa prevista: secondo quanto spiegano alcuni parlamentari, una sanzione al massimo di circa 375 mila euro. Per i giornalisti, in questo stesso caso, la previsione è quella dell’ arresto fino a 30 giorni o dell’ ammenda fino a 5 mila euro.

Approvato anche l’ emendamento formulato dall’ Udc che prevede un tetto di spesa per le intercettazioni, fissato annualmente con decreto del ministro e che dà al procuratore generale presso le Corti d’ Appello il compito di distribuire la somma fra le Procure del distretto. Carcere fino ad 1 anno – questa la previsione – per chi, pubblico ufficiale o magistrato, omette il dovuto controllo al fine di evitare fughe di notizie. Via libera al divieto di intercettare le conversazioni fra avvocati e assistiti, anche nel caso in cui i primi utilizzino un telefono diverso da quello loro intestato.

Sul Ddl intercettazioni il capogruppo del Pdl in Commissione, Enrico Costa, osserva: “Mi pare un risultato importantissimo perché compattamente siamo arrivati ad approvare un testo equilibrato. Anche da parte dell’ opposizione non c’ è stato un atteggiamento ostruzionistico”.

Fonte Agi

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