Monti: “Misure in tempi rapidi”

di Mariella Commenta

 Il Consiglio dei ministri approva il decreto su Roma Capitale.
Monti spiega: ”Servono tempi rapidi per fornire all’Europa rassicurazioni sull’impegno italiano nel fronteggiare la crisi. Tappe forzate, dunque, ma tenendo però ben presente il ruolo di primo piano che dovrà avere la politica attraverso la centralità del Parlamento. Sono le Camere il luogo decisivo in grado di dare risposte all’attuale emergenza”.

Parte intanto l’operazione “credibilità” con cui Monti mira a convincere Ue e mercati sulla sua capacità di uscire dall’emergenza. Monti ha avuto la piena fiducia del presidente Usa Barack Obama e affronta il suo tour europeo, destinato a diventare una sorta di “road show”, con un duplice obiettivo: convincere il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy e quello della Commissione, Jose Manuel Barroso, che l’Italia ha pronte le risposte, da tradurre a stretto giro in misure e riforme.
Dopo il rischio che il direttorio – da molti battezzato come l’asse “Merkozy” – relegasse Roma a sorvegliata speciale, Monti si sente più forte forte anche per i nuovi rapporti con l’America di Obama che ha chiamato Monti esprimendogli piena fiducia in lui ma anche nell’elevata competenza dei suoi ministri che sono un ulteriore garanzia di un’efficace azione di Governo.
L’Italia rientra dunque nella triade dei Grandi – che vedrà Monti anche il 28 e 29 ai suoi primi Eurogruppo e Ecofin – e potrebbe dunque dare un contributo fondamentale: mediare tra Berlino e Parigi ancora lontane su eurobond, revisione dei trattati e ruolo della Bce, sulle leve cioè della governance di Eurolandia che la Bce di Mario Draghi vuole più robusta.
Per far quadrare i conti pubblici ci sarà probabilmente bisogno di una nuova manovra correttiva, che se arriverà entro fine anno sarà la terza messa in campo dall’Italia e – stavolta – per centrare il pareggio di bilancio nel 2013 la cifra da recuperare sarebbe di oltre 10 miliardi. Si lavora così alle misure per recuperare risorse da destinare alla correzione dei conti ma anche per rilanciare la crescita.
Questo anche perché con una crescita del prodotto interno che sfiora lo zero e i mercati che continuano a bruciare interessi sui titoli, bisognerà capire quanto si dovrà mettere esattamente sul piatto e quindi quali misure varare. Le misure non sono ancora arrivate al vaglio del Cdm. I ministri – secondo fonti di governo – hanno avanzato le loro idee e proposte. E ora ognuno dovrà mettere al lavoro i propri staff, per arrivare ad un esame condiviso, seguendo anche le linee tracciate da Monti durante i suoi interventi in Parlamento.

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